SEGNALAZIONE
Segnalo il dvd :
Uscito il 26 giugno in edicola con l'Espresso..(io lo sto cercando!) c'è anche la partecipazione di Antonello, con una bella versione di "bomba o non bomba" .
http://canali.kataweb.it/musica/2009/06/25/demetrio-stratos-il-concerto-allarena-di-milano-del-1979-per-non-dimenticare/
TRATTO DA: http://www.italianprog.com/it/a_stratos.htm
Tra gli artisti più creativi dell'intera scena rock italiana degli anni '70, Demetrio Stratos (vero nome Demetrious Efstratios) è nato in realtà ad Alessandria d'Egitto nel 1945 da famiglia greca, arrivando in Italia nel 1962.
Le sue prime esperienze musicali risalgono agli anni '60, prima come tastierista e poi come cantante, ed entrò a far parte dei Ribelli, che pubblicarono con lui il loro omonimo album per la Ricordi nel 1968.
Allo scioglimento dei Ribelli Stratos firmò per la Numero Uno, che pubblicò il suo primo ed unico 45 giri nel 1972, Daddy's dream, tentativo senza successo di lanciare Demetrio Stratos come cantante commerciale, che passò inosservato. Nello stesso anno formò gli Area, uno dei gruppi progressivi italiani più interessanti ed influenti di sempre.
I suoi lavori con gli Area cono ben conosciuti e documentati, ma Stratos ha continuato a seguire i suoi studi ed esperimenti sull'uso della voce umana, e i suoi album solistici sono una grande dimostrazione delle sue potenzialità. Stratos collaborò con molti artisti italiani ed internazionali d'avanguardia, apparendo su molti album di quegli anni.
Nel 1979, insieme con il chitarrista degli Area Paolo Tofani e l'ex membro fondatore della PFM Mauro Pagani, registrò un album dal vivo dal titolo Rock and roll exhibition, una specie di divagazione basata su rifacimenti di classici del rock'n' roll e distante anni luce dai suoi interessi per l'avanguardia.
Questa è stata la sua ultima uscita discografica, e Demetrio è morto a New York il 13 giugno 1979 di aplasia midollare.
Il giorno dopo, un grande concerto celebrativo si tenne a Milano con 60.000 persone. Un album postumo, Recitarcantando, registrato dal vivo nel 1979 con Lucio Fabbri, è stato pubblicato nel 1980 dalla Cramps.
ANTONELLO A L'AQUILA
"Con il terremoto molte persone hanno perso la casa, ma hanno trovato un focolare. Si pensa che la casa sia un tetto, un edificio: la cosa che mi ha colpito di più è che questo paese ha mantenuto anche sotto le tende la propria identità. Loro hanno perso magari un edificio e i loro averi, ma hanno trovato un'idea di casa come identità ancora più forte. La casa sono i sentimenti, la cultura, i luoghi di tuo nonno, la storia dei tuoi avi, la terra che a volte è amara e dura ma tu la dovrai amare. È l'anima di un brano che scrissi anni fa che si chiamava "Peppino". In Abruzzo ho trovato tutto questo". (Tratto da La Repubblica, per l'articolo completo clicca qui)
Giovedì 11 giugno Venditti è stato ospite della tendopoli del paese di Villa Sant' Angelo, nell'aquilano, a portare il suo messaggio di solidarietà e un'occasione di distrazione per gli sfollati abruzzesi.
Ancora una volta Antonello si è mostrato partecipe e sensibile ai drammi umani e probabilmente è proprio questa sua vicinanza con la gente e il suo saper comunicare l'amore per la vita, nonostante le difficoltà, a renderlo un artista e una persona molto amata.
La notizia di questo intervento di Venditti non è certo rilevante per l'evento in sè o per le canzoni che ha cantato, ma è un'occasione per ricordare il dramma de L' Aquila. Gli interventi dei personaggi pubblici spesso sono facili a critiche per sospetti di pubblicità per la propria immagine , ma certo è che l'attenzione che richiama un personaggio pubblico rilancia il messaggio di NON DIMENTICARE.
E' importante per la popolazione aquilana non essere dimenticata e abbandonata. In tal senso il mondo della musica si sta muovendo bene, sia tramite il lancio della canzone "domani" (cantata da 56 artisti tra i quali anche Venditti) un invito alla speranza che ci deve essere per i riprendere la vita, che tramite la "corale per l'abruzzo", che si terrà il 20 giugno a Roma. I ricavati delle vendite della canzone "domani" saranno destinati alla ricostruzione del conservatorio de L'Aquila. Forse questo non è stato molto chiaro, o comunque ben recepito, e tante persone credono che questi soldi saranno dedicati alla ricostruzione in genere. Tuttavia, per chi volesse dare un proprio aiuto, ci sono molti conti correnti dedicati al dramma del terremoto abruzzese (qui, c'è un elenco: http://canali.kataweb.it/kataweb-consumi/2009/04/06/terremoto-in-abruzzo-solidarieta-e-aiuti/ ). Diciamo che forse il contributo più importante della canzone "domani", è quello di non farci dimenticare che c'è ancora gente che sta lottando, che vive con una ferita aperta. Ed è gente che non va abbandonata ma va aiutata. E' fondamentale anche questa tragedia ci spingi a riflettere seriamente per una coscienza collettiva che ci porti ad avere un'Italia più civile e responsabile, ove l'amore e il rispetto per il prossimo siano più forti dei guadagni ottenuti risparmiando su costruzioni non a norma.Qui sotto video e foto della visita di Antonello
TAPPE ESTIVE- ANTONELLO VENDITTI LIVE SPECIAL EVENT
riporto in evidenza le informazioni passatemi da "romano de roma" circa i concerti estivi di Venditti. Approfitto per salutare tutti e scusatemi per la latitanza!
17/07/2009 PARMA - Cortile della Pilotta
25/07/2009 Santa Cecilia di Eboli (SA)- Bivio Santa Cecilia Polisportiva Spartacus (inizio ore 22)
31/07/2009 TOLENTINO (MC) -stadio comunale della vittoria
06/08/2009 ANZIO - villa adele
30/08/2009 TAORMINA - Teatro Antico
05/09/09 CHIETI - arena la civitella
19/09/2009 MOLFETTA(BA) - Anfiteatro di Ponente
IL TELEGIORNALE
TG1 TG2 TG speciale
questa sera tutti a casa c'è il telegiornale
e fra un boccone e l'altro, un servizio dal Giappone
e quando sei alla frutta la città è distrutta
Il telegiornale
che ti fa imparare
il telegiornale che ti sa insegnare
il telegiornale
organizza rivolte bracciantili
il telegiornale ci fa sentire più vivi
TG1 TG2 TG speciale
niente cinema stasera c'è il telegiornale
e tra un boccone e l'altro, un servizio da New York
e quando sei alla frutta la trasmissione si è interrotta
Il telegiornale che ti fa vedere
il telegiornale che ti fa
non ti fa invecchiare
il telegiornale
entra dentro la notizia
il telegiornale
entra in casa con la frutta
TG1 TG2 che confusione
ma almeno rimane il pregio dell'informazione
e tra una smentita e l'altra e un sorriso ministeriale
ci fa capire che le cose non vanno poi
troppo male
Il telegiornale così spettacolare
il telegiornale così obbiettivamente imparziale
il telegiornale la rapina te la dà in diretta
il telegiornale salva la povera vecchietta
TG1 TG2 TG3 TG4 TG5 TG6 TG notte....
Il telegiornale così spettacolare
il telegiornale così obbiettivamente imparziale
il telegiornale sangue sangue te lo dà in diretta
il telegiornale salva la povera vecchietta
Il telegiornale
Buonasera Buonasera.....
Oggi vorrei riproporre una canzone dal fortunato album di "sotto il segno dei pesci". La canzone si intitola "il telegiornale" e pur avendo oltre 30 anni è ancora oggi molto attuale. Anzi, se vogliamo Venditti è stato profeta per la numerazione dei vari tg! Mentre il tg1, tg2 e il tg notte erano già nati prima del 1978 (anno di pubblicazione della canzone), così come i non citati tg sera e tg sport, il tg3 è andato in onda a partire dal 1979 e così gli altri telegiornali solo negli anni successivi. Ma al di là di questa piccola curiosità, ciò che più sbalordisce in un ascolto attuale della canzone è la perfetta fotografia che è rimasta immutata! Ossia, "il telegiornale così spettacolare", "il telegiornale così obiettivamente imparziale". Come non essere d'accordo con queste ironiche affermazioni??? Basti pensare alla tragedia del terremoto in abruzzo, quanti collegamenti in diretta e quanti giornalisti indelicati e inopportuni con quei poveri disperati sopravvissuti! Però "il telegiornale salva la povera vecchietta ". Non è forse vero? E che importa se "il sangue te lo dà in diretta...". La spettacolarizzazione è d'obbligo, così come le lacrime, le opinioni a riguardo dei vip...eccetera, almeno fino a che qualcuno non dichiari che l'ermergenza è finita e allora si spengono anche i riflettori!E poi si può ritornare a parlare di calcio, di reality e di gossip. Ecco, a tal proposito forse Venditti all'epoca non aveva previsto un telegiornale (di cui non faccio espressamente il nome, ma sono sicura che capirete tutti!) che per metà del tempo mandasse in onda tette e culi...Ma si sa che la realtà supera spesso la fantasia e una cosa del genere 30 anni fa era inimagginabile!
buon ascolto!
UN GRADITO "RICONOSCIMENTO " PER VENDITTANDO!
DURANTE L' INTERVISTA A RADIO2, ANTONELLO CITA ANCHE QUESTO BLOG E IL SITO DI SOLEGEMELLO!
Grazie Antonello!
Come è stato detto è solo la passione a guidare questo blog, e questo avviene perchè, caro Antonello, è la tua arte, la tua capacità di emozionare a farci appassionare!
Volevo condividere con gli amici che partecipano a questo blog questa piccola soddisfazione, senza cadere nell'autocelebrazone...(lungi da me!). Ed è anche un modo per ringraziare pubblicamente Antonello e rinnovargli la mia/nostra stima!
CLICCA QUI PER SCARICARE IL PODCAST DELLA TRASMISSIONE GLI SPOSTATI RADIO2 DEL 19 MARZO, 1 ora di intervista ad Antonello Venditti con Vincenzo Mollica
SPECIALE TG1, Intervista di Vincenzo Mollica a cantautore domenica 22 marzo alle 23.30
Roma, 20 mar. (Apcom) - Antonello Venditti racconta a Vincenzo Mollica i suoi 60 anni di vita e di carriera.
Il cantautore è infatti il protagonista di Speciale Tg1, in onda domenica alle 23.30. Venditti parla della sua famiglia, del rapporto conflittuale con la madre e di quando a 14 anni pesava 95 kg.
Commenta, inoltre, le imitazioni che gli hanno fatto Corrado Guzzanti e Fiorello e ricorda i suoi amici cantautori: Fabrizio De Andre' e Francesco De Gregori. Il cantautore parla anche dela sua amicizia con Carlo Verdone, della passione per la Roma e della stima per Francesco Totti.
Un percorso artistico, di musica e parole, rivissuto - si legge in una nota Rai - attraverso le immagini e il repertorio delle sue canzoni piu' amate.
8 MARZO, BUON COMPLEANNO ANTONELLO!

Intervista da La Stampa
E' senz'altro un compleanno da alka-selzer, ma Antonello Venditti sembra attrezzato per sopravvivere: lui, nato sotto il segno dei pesci come da canzone, compie 60 anni domani, 8 marzo, nel giorno della Festa della donna. Il risvolto marketing non deve essergli sfuggito, visto che primo in hitparade c'è l'album «Donne», dove canta appunto le sue Sare, le Lilly, le Giulia inventate in 40 anni di carriera. Un poco nervoso ma non vinto dall'imminente ricorrenza, il cantautore romano si racconta.
Come sta Venditti, pronto ai Sessanta?
«Non sono autocelebrativo, se potessi andrei direttamente al 9 marzo. Mi rode un po' compiere un'età che non sento. Mi guardo allo specchio e penso: che c'entro con questo signore al quale vengono dette queste cose? A me piace la contemporaneità, non vivo di passato. Non costruisco il mio mausoleo, credo di dover ancora fare le cose migliori. Pensi a Berlusconi: se la sua età biologica è 74, la mia è al massimo 19. Sono un ragazzo, fisicamente, e debbo dare una bella notizia: è bello arrivare a questa età che mi dicono avanzata, in queste condizioni e spirito».
Lei, con la sua romanità e una certa bonomia conquistata con gli anni, con l'uso accorto del proprio privato e la popolarità del repertorio, è una specie di Alberto Sordi della musica.
«E' un complimento, può essere vero. Alberto era un romano internazionale, usava la romanità per arrivare dovunque. Ma anch'io racconto un'Italia, le generazioni. L'importante è essere bravi e contemporanei, e avere oggi lo stesso consenso di un tempo, saper interpretare gli italiani come sono».
La forza comunicativa è inversamente proporzionale al carattere?
«Fino a 10 anni fa mi consideravano orso. Ho cercato di non fingere. La forza delle mie canzoni è nella credibilità che hanno, ecco perché mi restano appiccicate e nessun altro le canta».
Non si sente usurato?
«Già nei 70 usavo il linguaggio di oggi. Se nota, ogni mia canzone fa fatica a esser inquadrata in un tempo: talento naturale».
Magari fa anche una vita normale.
«Vita semplice, gusti comuni. E poi colleziono quadri. La mia scala di valori va dalla partita alla grande mostra, conosco tutti, dal meccanico sotto casa al Presidente. E mi sembra di capire tutti. E poi ho spirito di avventura, e curiosità».
Nato l'8 marzo, per le donne.
«Si parla di donne seriamente solo in questa settimana, poi tutto resta come prima. Oggi l'intera condizione femminile nella sua filiera, da bambine in poi, è precaria. Non ci avremmo mai creduto, nel '78: la solidarietà, le lotte per i diritti civili, la pillola, lasciavano presagire un futuro diverso. I diritti sono andati indietro, la pensionistica europea ci dice che lavoreranno di più. C'è possessione, sfruttamento, la donna è il parafulmine della situazione generale».
Lei le ha tanto cantate, le donne.
«La prima canzone me l'ha fatta scrivere mia nonna, "Sora Rosa". Poi la mia vita è stata devastata da mia madre, tanto che fra un po' uscirà il mio primo romanzo, intitolato "L'importante è che tu sia infelice", la frase che mi diceva sempre. Ma ho reagito in maniera libertaria, è stata di sprone. Mi voleva impiegato, sognava un posto in banca: cose che si sono rivelate poi effimere. Non mi voleva neanche sposato, mi ha sempre parlato male dalle donne: ma da questa violenza è nata la mia creatività, mi ha fatto venir voglia di scappare».
Lei si è sposato una volta sola, con Simona Izzo. Le altre?
«Simona mi ha reso padre. La moglie di mio figlio Francesco, mi ha reso nonno. Hanno collaborato alla mia felicità. Per le donne non ho un ideale fisico: ne vorrei finalmente una col senso dell'umorismo. E' così difficile scherzare con loro, soprattutto quando si parla di altre donne...vorrei ridere, sorridere. Invece
tante donne sono state gelose delle mie canzoni: "Quando mi scriverai una canzone così bella come "Ricordati di me"?, e io: "Quando la nostra storia sarà finita..."».
Un tempo andava in barca con il suo amico Bertinotti. Vi vedete ancora?
«Fra le persone più forti che possono ancora insegnarmi qualcosa, lui è ancora il più simpatico, il più vicino perché mi racconta la storia, quella che si tende a dimenticare, e guarda al futuro. Ma la barca l'ho venduta e sono passato alla barca a vela, dove bisogna lavorare, quindi niente ospiti».
Rifondazione durerà? E il PD?
«Tutto quanto va in pezzi. Il crollo del muro ha portato a tutto questo. Ora, dopo il comunismo, crolla il neoliberismo. Una politica cominciata da Thatcher e Reagan è arrivata al dunque. Bisognerà trovare regole stabili. In quanto al Pd, io sono Pd dentro, "La mia religione" parla proprio del Pd. Più che Franceschini, mi interessa uno stato laico, dove uno possa dare la risposta che vuole. La libertà è la massima donna che posso trovare nella vita, ed è donna».
VENDITTI DA FAZIO PRESENTA LA NUOVA RACCOLTA DI CANZONI, "LE DONNE" E ANNUNCIA UN LIBRO AUTOBIOGRAFICO PER L'AUTUNNO
Per chi non avesse visto la puntata di "che tempo che fa" di domenica 22 febbraio, vi ripropongo i video disponibili su youtube.
La partecipazione è stata molto carina, Venditti ha scherzato molto con Fazio, ha parlato della storia di Sara (e di come è andata a finire), ha cantato "scatole vuote" e "sara " e " le cose della vita" al piano. Consiglio vivamente l'ascolto di quest'ultima, da brividi. Interessante la notizia, che già circolava da giorni, dell'uscita di un libro scritto da Antonello di proprio pugno ed ispirato al rapporto con la madre. Il libro si intitola "l'importante è che tu sia infelice"

DATE dei Circo Massimo (li trovate anche su Facebook):
sabato 4 aprile al "Mc Patch's" in via Prenestina 1051 (Roma) (per info tel 06/2282674)
I "CIRCO MASSIMO", TRIBUTE BAND VENDITTIANA
Per chi si sente a digiuno di musica quando il proprio cantante preferito non è in tour...cadono a fagioulo le tribute band! Non credevo ne esistessero dedicate a Venditti. E invece ieri mi ha scritto Alessandro di Roma, che suona il basso in una tribute band di Roma, dedicata appunto a Venditti, nominata "circo massimo". Alessandro mi ha chiesto di segnalare le loro date per gli appassionati della musica di Venditti. La prima data è per l' 11 marzo (spostata rispetto alla prima data fissata!), al locale Fonclea di Roma, zona Prati. Vedete locandina più sotto! Chi ci va...ci faccia sapere come è stato!Se volete altre informazioni scrivete ad Alessandro: alessandro.luci@libero.it
...sono Alessandro di Roma e suono il basso in una tribute band dedicata interanente al nostro amato cantautore romano. Saremmo felicissimi di poter dare il nostro modesto contributo al tuo blog con la segnalazione di concerti ed eventi. La band è nata due anni fa e ha cominciato l'attività live nella scorsa estate. Locali, piazze, feste private sono parte del nostro curriculum e saremmo felicissimi di ospitare in occasione delle nostre serate i partecipanti del blog..almeno quelli che vivono a Roma (non so se tu ne fai parte).Ovviamente sono iniziative che di solito si svolgono o in locali o su piazze in cui l'ingresso è gratuito e pertanto la nostra richiesta non è volta a scopo di lucro (non lavoriamo in percentuale delle presenze) quanto invece a raccogliere fans di Antonello che abbiano piacere nel trascorrere una serata con gli amici sorseggiando una birra e cantando a squarciagola le canzoni di Antonello.Per iniziare, sempre se ti fa piacere, siamo in programmazione al Fonclea (Via Crescenzio - zona Prati) l' 11 marzo alle ore 22 (ingresso gratuito). Da Theorius Campus a Dalla Pelle al Cuore...due ore pescando nel vasto repertorio del grandissimo Antonello Venditti. (allego locandina)approfitto dell'occasione per ringraziarti di "Cuore" e in attesa di incontrarvi numerosi l'11 prossimo venturo vi invio il più caloroso dei saluti.
Alessandro Luci
CIRCO MASSIMO sono:
Ernesto Calcagni (voce, chitarra acustica)
Luigi D'Ettorre (pianoforte, tastiere e programmazione sequencer)
Mario Buonamassa (chitarre)
Mario Damico (batteria, cori)
Alessandro Luci (bassi)
ATTENZIONE: DIVERSAMENTE DA QUANTO INDICATO DALLA LOCANDINA, LA DATA è STATA FISSATA PER L'11 MARZO!

ANTONELLO VENDITTI PRESENTA RICCARDO BELLEI
Già da qualche mese è disponibile nelle librerie un libro dedicato a Riccardo Bellei, la cui prefazione è stata scritta da Venditti. Bellei è cantautore, giornalista e conduttore radiofonico. In particolare è diventato popolare per la sua conduzione a Punto Radio, una delle prime radioemittenti libere d'Italia, fondata tra gli altri anche dal Blasco, in quel di Zocca a metà degli anni '70 . Il libro si intitola:

Devo ammettere che io non conoscevo il personaggio, ma questa può essere una buona occasione per farlo. Sono già andata a scuriosare sul suo sito ( http://www.riccardobellei.it/ ) e sono rimasta molto colpita dall'ironia, dalla sensibilità e dall'intelligenza di questa persona. Sul suo sito si possono scaricare anche alcune sue canzoni. Una di queste si intitola "Echi notturni" ed è molto delicata. "Famiglia cristiana" invece è un pezzo molto divertente e carino, ma soprattutto acuto. Consiglio l'ascolto! Riporto qui la prefazione, molto interessante sia per inquadrare Riccardo Bellei ma anche per conoscere un po' di più il Venditti uomo, non certo per una questione di morbosità ma per capire cosa c'è alla base di un artista che sa emozionare e comunicare in maniera così forte. Ossia un uomo con una profonda capacità di analisi critica, che sa cogliere con grande maestria e al contempo con forte coinvolgimento emotivo le sfacettature delle cose della vita... Un uomo che ama la vita e crede nell'amicizia e nei rapporti forti in maniera viscerale.
Il folletto
di Antonello Venditti
Come ho incontrato Bellei, anzi, la voce di Bellei? Nel 1975 avevo appena pubblicato "Lilly”, ed ero in tour con un gruppo molto numeroso, più un orchestra di archi: il primo esperimento in Italia di orchestra con un gruppo rock. Eravamo a novembre, dicembre del 1975. Il primo concerto era a Padova; partimmo quindi da Roma con questo pullman a due piani (anche se in tanti, giravamo sempre insieme). Nel corso del viaggio (non so a che ora), passando vicino a Bologna sentii da una radio un commento all’album "Lilly” che neanch’io avrei potuto fare meglio. Bellissimo: lo stambecco ferito, Lilly, compagno di scuola… e la voce era quella, a me sconosciuta, di Bellei. Scoprii così Punto Radio. Quando perdemmo la frequenza, mi sentii mancare, dissi: torniamo indietro… all’epoca avevo queste mattate, infatti tornammo verso Ferrara, nell’altro autogrill dove si sentiva. Purtroppo, essendo zona di confine, il segnale sparì. Presi nota di tutto, Punto Radio, Zocca, io manco sapevo dov’era Zocca. Conclusi il tour e tutto il resto, e mi rimase questa bella impressione, questa curiosità. Dopodiché, nella promozione dell’album, feci un giro radio e fui invitato in varie emittenti italiane. Quando seppi di dover andare a Punto Radio, ero contentissimo.
Arrivai a Zocca (della quale ho un’immagine molto sfumata… non era ancora, diciamo, la terra di Vasco. Però anche lui era a Punto Radio, e si occupava di cantautori, per cui ci siamo conosciuti lì. Non ho ovviamente il ricordo del personaggio, perché all’epoca non era ancora "Vasco”) e finalmente conobbi il proprietario della voce che mi aveva intrigato: Riccardo.
Con lui, da allora, ci siamo sempre trovati, nel senso che è sempre stato una coscienza molto analitica, molto precisa: non solo sulla musica e i cantautori, ma in generale sulla vita. Un punto di riferimento amichevole, però duro, con idee molto precise sulla musica, i cantautori, i perché, i ma. Quello era un periodo che comportava il dibattito, l’analisi; e poi la musica era nettamente collocata in un panorama giovanile sia politico che sociale molto importante. Era un periodo in cui la musica contava effettivamente come base culturale per la vita di ogni ragazzo (anche oggi ne fa parte, ma come consumo, tranne rarissime eccezioni, o meglio, rarissime occasioni).
Con Bellei non scappi, quando incalza non puoi svicolare: ti ritrovi quindi sotto interrogatorio, ma in modo simpatico, piacevole, per cui lo accetti volentieri.
È l’uomo delle prove, l’uomo che si vede prima, l’amico che sta con te cinque minuti prima di salire sul palco, cosa che non concedi a nessuno. E nel tempo è diventato un amico, per cui la veste prevalente non è più quella del cantautore oppure del giornalista, ma proprio quella del "come stai?”.
Io ricordo sempre Riccardo ai concerti, alle prove, con ‘sta sedia: lui non aveva la sedia a rotelle, volava con l’amore e l’amicizia dei suoi amici. Io non l’ho mai considerato invalido, senza gambe od altro; l’ho sempre considerato come una struttura fisica particolare, bionica. E in effetti un po’ bionico lo era, con il suo cappelletto, le sue manie, con la sua fatica ma anche il suo gesticolare molto efficace. Di colpo te lo trovavi nei posti più impensati, grazie anche alla bravura di chi lo trasportava, comprese ragazze che si sono immolate a questa cosa: riusciva ad arrivare ovunque, te lo trovavi sul palco, al mixer. Come ci arrivasse, poi, ad un certo punto ho smesso di chiedermelo.
Con Bellei ci furono piccole grandi avventure: per esempio, prima di un concerto al Mac2 (vicino a Modena), mi si ruppero gli occhiali e io avrei dovuto cantare senza: impensabile. Non solo: era domenica. Riccardo mi trovò un ottico che mi rifece, non so come, tutto quanto in pochissimo tempo. Rick ha questa attitudine, di starti a fianco e risolverti spesso anche i problemi. Un’altra volta, invece, dopo un concerto al Kiwi (Piumazzo) decidemmo di fare la follia di partire per Zocca di notte: ricordo la neve, l’alberghetto. La mattina dopo, a Punto Radio, facemmo una trasmissione che mi ricordo essere quasi un evento, ma della quale non rammento praticamente nulla. Queste sono cose che fanno parte del carattere di entrambi, non escludo possa anche riaccadere.
Poi, per un attimo della sua vita, ed anche della mia, è venuto a Colle Romano, a farmi sentire i suoi brani. Per me lui è uno che scrive delle belle canzoni, interessanti. Quando venne a casa mia, in "Non è una canzone” riconobbi che c’era qualcosa di potente, e ci lavorai remixandolo. Ma non andammo avanti, un po’ spiazzati dal "tutto” che era in veloce espansione: i mondi che cambiano, le età, i mezzi, la diversità, il diverso uso delle radio, i network… quello che era un osservatorio privilegiato è andato trasformandosi in "mettere i dischi”. Il DJ è diventato l’eroe delle serate riminesi, le discoteche. Riccardo sente la mancanza di un certo tipo di radio, come tutti noi che amiamo la musica e non quello che gli gira intorno. Questo tempo spezzettato, ventiquattr’ore suddivise in tante canzoni… la canzone è quello che c’è tra uno spazio pubblicitario e un altro, quando non è pubblicità essa stessa. Basta guardare, oggi, le grandi campagne delle società telefoniche, il target è quello: il frullatore della cultura da una parte offre più contatto tra le espressioni, dall’altra spiana completamente il livello ed il pensiero sul quel tipo di comunicazione.
Quello fu un periodo difficile, dopo "Benvenuti in Paradiso” io stavo al massimo della pena, cercavo già di svicolare, mi stavo un po’ rompendo di tante cose. Bellei mi piaceva come luogo dell’anima, non perché io dovessi dare qualcosa, però mi piaceva perché io credo in una cosa che si chiama amicizia. Una cosa che non va data a tutti, non è benvolere, ma il riconoscere che ci sono persone che se lo meritano, e lui è una di queste persone. Perché non dare audizione alle sue cose? In mezzo a tanti cazzari che non valgono niente, lui invece merita rispetto (tenendo conto dell’imperfezione, perché Riccardo, essendo carrozzato, ha un vantaggio e uno svantaggio. Paradossalmente, quando uno ha delle condizioni diverse, apparentemente è avvantaggiato. Con lui ho sempre avuto un rapporto di non vantaggio: lui mi ha convinto proprio in quanto… Bellei. Fra di noi c’è un rapporto schietto, spesso caustico, di vicendevoli sfottò, senza schermi o veli dovuti a presunte differenze.
Per me, lui era il giornalista di Punto Radio che faceva delle canzoni da appassionato, però non ho mai visto la sua natura prevalente artistica rispetto al suo essere intellettuale. Ciò non toglie che le sue canzoni siano validissime, soprattutto perché le canta lui, è il suo mondo. Non è detto però che le canzoni belle abbiano successo, è questo lui l’ha sicuramente capito. Mi piacerebbe risentire le sue canzoni oggi, e fare il punto su di lui. Avere l’immagine delle sue cose dopo 10 anni. Mi dispiace non aver proseguito questa collaborazione, ma ad un certo punto è mancata la voce, nel senso che a quel punto non c’erano più i canali nei quali proporsi che c’erano in altri tempi. Infatti Riccardo si è trovato costretto a scrivere, e questo per lui ha un peso enorme, più che per altri.
Ciò che ha tenuto ancorato Riccardo a questa realtà è proprio la musica, la speranza che comunque ci fosse una catena culturale che facesse succedere qualcosa che, in realtà, era già successo. Benché scrivesse canzoni fin dai primi anni settanta, in lui si è scatenata tardi - ma forse neanche tardi, forse era il momento giusto - la necessità di proporsi al grande pubblico, anche in virtù di un ovvio raffronto con Vasco, quasi una sorta di diritto maturato sulla scia del successo di quest’ultimo, che era quel compagno che avevi di fianco e che ad un tratto è esploso, e sei contento ma un po’ sai che te lo meriti anche tu.
Credo che sia successo questo: mentre Riccardo era fermo musicalmente, facendo più che altro giornalismo, i suoi punti di riferimento più prossimi, cioè io e Vasco, sono cresciuti. Quando lui ha ripreso a fare musica, è un po’ come se fosse partito da dove aveva interrotto, quindi senza una relativa crescita. Ma è pur vero che lui ha avuto grosse soddisfazioni, che noi non abbiamo avuto, in altri campi.
Bellei per me rappresenta e rappresenterà sempre una buona coscienza, una persona che ha la capacità di cogliere la cellula madre di un mondo, la cellula che poi si è evoluta e a sua volta contiene miliardi di cose. Spero che non perda questa capacità, che si mantiene stando saldi su se stessi, ma mantenendo tutti i canali aperti, informandosi e conoscendo, cosa che lui ha sempre fatto. La natura del critico, del movimento lui ce l’ha. Se avesse viaggiato di più, tutto si sarebbe compiuto più integralmente (che poi non è un problema relativo al fatto di essere carrozzato o meno: mi ricordo, all’epoca, che come si muoveva Riccardo non si muoveva manco Speedy Gonzales).
Spesso io, purtroppo, sono per lui una meteora che passa, e lui una sorta di folletto che si materializza e mi dà un osservatorio, un punto di osservazione concreto, che mi aiuta a comprendere meglio le cose.
Cronache dell' ULTIMO CONCERTO del 2008 (Siena) e del PRIMO CONCERTO del 2009 (Scafati), di Marta e Raffaele
CAPODANNO A SIENA
Concerto a Scafati, 2 gennaio (cronaca di Raffaele)
FUNICULì FUNICULà
Nel 1976, Lucio Dalla e Antonello Venditti musicano un episodio del film "Signore e signori buonanotte". In particolare musicano l"'episodio di Napoli" (il film consta di più episodi), con i brani "L’agente tuttumpezzo" e "Funiculì funiculà", il primo dei quali è scritto a quattro mani da Venditti-Dalla. Nell’episodio compare anche "la coda strumentale" del pezzo "Lo stambecco ferito" (di Antonello Venditti).
Il video che vi propongo qui è un simpatico filmato nel quale Venditti e Dalla ripropongono "Funiculì funiculà". Cercando in rete notizie sull'origine di questo video credo sia da ricondurre a quanto vi riporto qui sotto:
Tratto da
http://digilander.libero.it/raritalia/luciodallaineditierarita.htm
LUCIO DALLA "Il futuro dell'automobile"
In una trasmissione televisiva a puntate del 76 o 77 intitolata "Il futuro dell'automobile" Lucio Dalla ospita Bonvi (Franco Bonvicini) e Antonello Venditti . La puntata inizia con un noto giornalista sportivo e Dalla che introducono l'anno '47 per arrivare alla mille miglia di quell'anno; poi Lucio prosegue da solo a parlare di quella gara come al solito con una storia tra il vero ed il fantasioso. Esegue "Mille miglia del '47" dal vivo. Arriva poi l'ospite, il grande vignettista Bonvi (tragicamente scomparso nel '95) che ha il compito di disegnare mentre Dalla introduce il brano "L'ingorgo" (dal vivo). E' poi il momento di "la borsa valori"(…)
Secondo ospite Antonello Venditti che invita Dalla a recarsi a Torino dove deve tenere un concerto. Le immagini del viaggio utilizzano "Funiculì funiculà" brano cantato insieme dai due e tratto dalla colonna sonora del film "Signore e signori buonanotte".