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Ciao a tutti, benvenuti in questo blog! Io sono Marta di Verona e questo è uno spazio virtuale dedicato alla mia passione musicale per Antonello Venditti. In realtà questo vuole essere un blog "collettivo", esteso a tutti i vendittiani, per parlare del nostro cantante preferito. Marta (se vuoi scrivermi clicca qui)

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==> tutti i testi delle canzoni del nuovo album di Antonello Venditti, DALLA PELLE AL CUORE

TOUR 2008: QUI e sul forum di solegemello, tutti i commenti

ANTEPRIMA TOUR ESTIVO:16 giugno Arena di Verona

martedì, 06 maggio 2008

INCONTRO A VERONA

Ieri mattina Antonello è venuto a Verona per una conferenza stampa, al pomeriggio poi è stata organizzato anche un incontro aperto al pubblico. Io ovviamente ne ho approffittato! Sono potuta andare solo all'incontro pomeridiano perchè era l'unico aperto al pubblico. Antonello ha parlato di tutto e di più! Ha detto che il concerto in arena sarà unico e indimenticabile e per questo sta pensando a delle soprese. Innanzitutto porterà anche il pianoforte! Ha poi intenzione di invitare Gato Barbieri e Carlo Verdone, anche se  non si sa ancora nulla della loro disponibilità-possibilità a partecipare. Poi mi sembra di aver capito che anche la scenografia sarà particolare e poi vuole inserire Giuda in scaletta. C'è stato anche un incontro stile Carramba...infatti in sala c'era la compagna di banco della 3E di Antonello! La scena è stata molto buffa, perchè poco prima aveva parlato un'altra signora che aveva frequentato la stessa scuola che però era più vecchia di 2 anni. Quindi quando ha parlato l'altra signora dicendo che anche lei aveva fatto il Giulio Cesare e che stava nella 3E, tutti pensavamo che si trattasse di un'altra 3E e non quella dell'anno di Antonello. Quando lui le ha chiesto se per caso si conoscevano lei gli ha detto nome e cognome e si è svelato il mistero:era la sua compagna di banco!Applausi dal pubblico e abbracci tra Antonello e la compagna!


postato da: martacrs alle ore 21:01 | link | commenti (9)
categorie: notizie, foto venditti, arena di verona
martedì, 29 aprile 2008

Brucia Roma

Brucia Roma, brucia Roma

co' li romani

brucia Roma, brucia Roma

co' li cristiani

brucia Roma, brucia Roma

er parlamento

brucia Roma, brucia Roma

cor Papa dentro

Brucia Roma, brucia Roma

e ce lo sapevamo

c' 'o sapeva morto bbene

puro Nerone

ma mentre solo lui sapeva suonare la cetra

mo' noialtri semo in tanti a sparare

E vorrei sapè dar professore

che fine ha fatto

Menenio Agrippa su Monte Sacro

lui combatteva pei diritti

dei contadini

e la plebe lo seguiva

mentre moriva

E vorrei sapè che fine ha fatto

Tiberio Gracco

puro lui fu assassinato mentre lottava

lui lottava pe' la plebe

e allontanare i pregiudizi

lui lottava pei diritti

e i peregrini

che poi sarebbero gli emigrati d'adesso

ma questo er professore nun me l'ha detto

e allora

brucia Roma, brucia Roma, brucia Roma

brucia Roma....

(Brucia Roma, Le cose della vita,1973)

...ROMA CAPOCCIA...DER MONNO 'NFAMEEEE...

e cogliendo il suggerimento di Marta...

"...me ne vojo annà da sto paese marcio che c'ha li buchi ar posto der cervello..."

Solegemello


postato da: solegemello alle ore 23:16 | link | commenti (2)
categorie: canzoni, attualitĂ , foto roma
venerdì, 25 aprile 2008

ANTEPRIMA TOUR ESTIVO: 16 GIUGNO -ARENA DI VERONA -ORE 21

Volevo mettere in evidenza questa notizia perchè a mio avviso è un evento da non perdere per chi non abita troppo distante dalla città scaligera! (La foto del manifesto l'ho scattata vicino a casa mia, che emozione! Era da anni che sognavo di vedere questo manifesto!eheheh). L'atmosfera che regala l'anfiteatro romano è unica e suggestiva. Inoltre l'acustica è veramente buona. Io ho già avuto occasione di vedere Antonello in concerto in Arena nel 1992, nel tour seguente all'album Benvenuti in paradiso. Quello è stato il primo vero concerto di Venditti in Arena. Si era già esibito con un miniconcerto live nel 1982 (qui un documento audio di quella serata!!!) in occasione del Festivalbar ma erano poche canzoni, così come nell'ultima sua apparizione datata giugno 2007, quando ha cantato in Arena all'interno di una serata di gala. Ma già ve ne avevo parlato (per rileggere il post clicca qui)! Insomma, si può quindi dire che quello del 16 giugno è il secondo "vero" concerto che Antonello fa in Arena...e dato che sono passati ben 16 anni dall'altro, secondo me non bisogna perderselo! Tra l'altro l'Arena è un ambiente che emoziona lo stesso Antonello, infatti dopo il revival dell'anno scorso si è subito mosso per inserire l'arena nel tour del nuovo album. Io ho già preso i biglietti. Trovate informazioni su www.ticketone.it.


postato da: martacrs alle ore 12:46 | link | commenti (7)
categorie: concerti, arena di verona, tour 2008
domenica, 20 aprile 2008

 

"...vorrei che mi credessi, che mi tenessi  più vicino..."

 

Questa bella foto è stata scattata da Stefania (nick "scatole vuote" sul forum di solegemello) durante una delle due date romane. La ringrazio per avermela "prestata"!

"...continuerò a cantare le cose della vita e se ho sbagliato a viverle per te non è finita...."

Durante questo tour ci sono state varie polemiche per il discorso del playback. Mi pare che ci stiamo impuntando un po' troppo...vogliamo  forse fargli un processo? Comunque io mi emoziono ancora molto ai suoi concerti...viva Antonello!

Le cose della vita

Lo so è un pò difficile
parlare con voi altri
lontani dai rumori
denunciare i tuoi tormenti
e per la prima volta non cercare le parole
difficili poetiche che stuzzicano il cuore.
Per te che non mi stimi e non ti tocca quel che dico
non ho da dirti molte cose in più
di quel che ho detto continuerò a cantare
le cose della vita
e se ho sbagliato a viverle per te non è finita.
Ma per te che hai scelto sempre me
da santo e da assassino
vorrei che mi credessi e mi tenessi più vicino
le cose della vita fanno piangere i poeti
ma se non le fermi subito diventano segreti


postato da: martacrs alle ore 12:12 | link | commenti (7)
categorie: canzoni, foto venditti
martedì, 08 aprile 2008

ATTENZIONE: CONCERTO DI MANTOVA RINVIATO DAL 10 APRILE AL 15 APRILE!

NUOVA DATA A NAPOLI IL 9 APRILE IN PIAZZA DEL PLEBISCITO

ANTONELLO terra'domani sera Mercoledi'9 Aprile alle ore 19 un concerto a NAPOLI in PIAZZA PLEBISCITO al termine del comizio di WALTER VELTRONI.Antonello ha accettato l'invito del PD(Partito Democratico)nella persona di WALTER VELTRONI di esibirsi a sostegno del PD.
Alla luce di questa nuova data napoletana la tappa a MANTOVA del tour viene spostata al 15 Aprile sempre al PalaBam.


postato da: martacrs alle ore 10:29 | link | commenti
categorie: notizie, concerti, tour 2008
martedì, 01 aprile 2008

COMMENTI SUL NUOVO TOUR...(vedi anche forum di solegemello!)

SCRIVETEMI UNA MAIL, (MARTACRS@LIBERO.IT) O COMMENTATE DIRETTAMENTE AL POST SE VOLETE DIRE LA VOSTRA!

CONCERTI DI ROMA 4-5 APRILE

Rob Marche: Sabato sera ho assistito al concerto di Roma.
L'acustica del Palalottomatica è perfetta, il concerto è stato molto coinvolgente, tutto il pubblico ha partecipato calorosamente ai brani e per questo antonello è stato anche avvantaggiato.........
Quando ascolto canzoni come "Giulio Cesare", "Notte prima degli esami", "Che fantastica storia è la vita", mi emoziono sempre anche se venissero cantate in playback.
In " Giulio Cesare" , antonello ha improvvisato, modificando la frase "era l'anno dei mondiali quelli del 2006, francesco totti era un ragazzo come me"........geniale attualizzazione!!!!!!!!!!!!!!!!
Rob Marche


CONCERTO DI PADOVA-1 DATA TOUR 

(vedi post dedicato, clicca qui)

CONCERTO DI MILANO

Claudiofly: ...torno ora dal forum, tappa milanese del tour di venditti, l'ora tarda è dovuta solo all'essermi fermato a bere una birra (consolatoria con gli amici)...infatti durante "la mia religione" ho abbandonato il pseudo-concerto di Assago (MI)...tutte le canzoni del nuovo album erano in playback..con debiti escamotage del mestiere...avevo già ammonito questa cosa avvertita nei video di youtube relativi ai concerti di padova...con quello citato sopra, ho contato ben cinque brani in playback su undici eseguiti fino a qual momento..praticamente Antonello mi deve almeno 4/21 (stando alla scaletta) dei, comunque troppi 51 euro di costo del biglietto...lui comunque contenuto..soprattutto vocalmente, non si è regalato, anzi, si è venduto ...e bene! Potrebbe sembrare il commento di uno che odia antonello, invece e quello di chi è stato (finchè a resistito) al suo ventiduesimo concerto, che è andato a sentirlo anche sul ghiacciaio di Bressanone, che non perde un concerto dal '91, che ha portato i suoi versi ovunque fosse possibile, che lo ha difeso quando ha pubblicato cose vistosamente minori, ciommerciali e vistosamente discutibilmente minori e mediocri,.....l'ho difeso quando in "one man band" si vantava di fare un concerto solo col piano, invece la seconda metà del concerto era cantata su basi musicali (senza nemmeno la band)......stasera, francamente non ho ritenuto essere complice del suo atteggiamento da casta discografica.....per di più straripante di buonismo comunista (col soldo facile)......e allora finiamola anche col pensiero che la cultura è di sinistra, perchè il suo pugno sinistro alzato mentre canta "....la nostra libertà" in playback su "indimenticabile" è davvero patetico
...mi son sentito preso in giro, così ho ritenuto giusto di non voler essere complice di una serata poco rispettosa nei confronti dei propri fans che ci sentono....che distinguono, che paganoe sostengono/sostenevano il suo operato artistico.....me ne sono andato perchè non aveva più senso, nemmeno il dopo fatto con le canzoni di ieri......
CHE AMAREZZA!!!!!!!!!
PS se qualcuno conosce qantonello, gli dica solo che, per principio, mi restituisca i soldi del biglietto.....la benzina del viaggio pavia-milano la offro io, la mia delusione, invece, non ha prezzo. Un abbaraccio a tutti quelli che, invece, si sono divertiti e che la pensano diversamente.
Questo è solo il mio pensiero e la mia rabbia! [...](la nuova versione di Roma capocci non ha niente di blues ed è davvero poca cosa)

Claudiofly

Marta94: è un dispiacere enorme leggere i tuoi commenti Claudiofly, io sinceramente mi sono divertita al concerto di iera (forse perchè era il mio primo concerto) e non mi è sembrato che quelle canzoni fossero in playback..poi non saprei che dire perchè presa dal concerto non ho notato certe piccole cose che forse tu hai visto meglio di me..comunque anche io vorrei sapere come si può entrare nel sito ufficiale di Venditti perchè non riesco a capire come si fa!!un'altra cosa per claudiofly: non so se hai notato ma in "la mia religione" Antonello ha saltato un bel pezzo perchè ha sbagliato a cantare; per le altre canzoni non ho niente da aggiungere....marta94

Pablo:Per claudiofly:
ero anch'io allo stesso concerto(anch'io ne ho visti parecchi) e non credo affatto che le canzoni del nuovo album siano state cantate in playback,bensi' ho notato l'uso di campionamenti che certamente possono ingannare chi non ne conosce il significato ed il risultato(suono pianoforte e tastiera).Antonello ha sempre cantato dal vivo,certamente sui nuovi brani lui e la band sono "aiutati",ma questo non significa far finta di suonare o cantare.Per quanto riguarda la "nuova" Roma Capoccia" secondo me e' molto bella,di grande effetto,ma ognuno ha i suoi gusti.
Pablo.

CONCERTO DI TORINO

Grazia: Ciao sono Grazia ieri sera sono stata a Torino al concerto di Antonello e devo dire solo GRAZIE ANTOLELLO per tutte le emozioni meravigliose che mi ha regalato...bellissimi arrangiamenti e lui è un grande professionista che non si è risparmiato. Un grande applauso per te Antonello...I tuoi concerti li ho visti tutti!

Sara: cara marta ,non ci conosciamo,ma la passione che condividiamo per antonello venditti,è talmente grande che unisce anche chi come noi,non si conosce personalmente.e inolte ci lega il fatto che ntrambi i nxotri nomi sono due canzoni di antonello(marta per te e sara per me)io sono di torino e sono stata al suo concerto il 29 marzo.devo dire che è stato bellissimo....ogni volta è sempre piu' bello.voce spettacolo,canzoni belle,profonde sentite...che arrivano al cuore,che toccano il cuore di una magia infinita.è stato bravissimo,brillante...nuovi accordi bellissimi per alcune canzoni.è stato applaudito insistentemente....in piedi,seduti ma tanti applausi.il mazda palace ha cantato tutte le sue canzoni con lui.....gi urli e i cori una magia!in questo mondo di ladri,l'apotesi.tutti in piedi,anche gli spettatori seduti a saltare e cantarla.insomma...INDIMENTICABILE!scusa gli errori,ma data l'ora la stanchezza c'è'.un caro saluto  Sara

 


postato da: martacrs alle ore 20:10 | link | commenti (31)
categorie: concerti, tour 2008
domenica, 23 marzo 2008

LIVE DI  "RICORDATI DI ME"

 

Ieri Antonello è stato ospite del programma di prima serata di rai1  "non esiste più la mezza stagione", condotto dal mitico trio Lopez, Marchesini, Solenghi. Ha cantato dal vivo Ricordati di me, assistito dai suoi amici Danilo Cherni e Amedeo Bianchi. Vi riporto quindi il video disponibile su youtube! Un'ottima occasione per ascoltare un'esecuzione molto carina e dolce di questa splendida canzone.


postato da: martacrs alle ore 19:00 | link | commenti (19)
categorie: canzoni, video, in tv
lunedì, 10 marzo 2008

8 E 9 MARZO, PADOVA, GRAZIE ANTONELLO!

VEND 2

QUI SOTTO FILE AUDIO REGISTRATO AL CONCERTO DELL'8 MARZO SULL' INTRODUZIONE A TRADIMENTO E PERDONO, CON CANZONE!

E' bello assistere all'inizio di un nuovo viaggio, percorrere i primi passi insieme. E così l'8 e il 9 marzo ho avuto il piacere di esserci quando Antonello dava inizio al suo tour, e ho potuto avvertire tutta la sua voglia, l'entusiasmo, la carica. Non vedeva l'ora di iniziare, ha spaccato il secondo...il concerto è iniziato alle 21.30 in punto! Prima delle note di Dalla pelle al cuore, 2 lunghissimi minuti di silenzio nel buio di un palazzetto in trepida attesa che applaudiva incoraggiante e invocava a voce forte il nostro Antonello. E poi finalmente la musica e le luci sul palco e Lui sbucare sotto i riflettori. Raggiante di un piacere immenso di cominciare il viaggio, insieme a noi. Il pubblico era caloroso e partecipe, conoscitore anche del nuovo album (e pure di Campus ho notato!Tanti conoscevano le versioni rock dei pezzi rivisitati!)e smanioso di godersi appieno il concerto. Alla fine dell'esecuzione del primo pezzo Antonello ci ha mostrato la sua gioia dicendoci che era contento di essere lì a festeggiare con noi il suo compleanno e che tra l'altro la sua festa coincideva con quella della giornata della donna. E qui ha fatto un bel discorso sulla regressione dei diritti per le donne, che stanno ritornando sempre più deboli insieme a vecchi e bambini. Ha quindi riflettuto come noi speravamo invece in un mondo migliore, in un progresso dei diritti, della civiltà, in tutto il mondo. Ha quindi rispolverato un brano "semplice" di 30 anni fa, ma di forte attualità: Sara. Poi il concerto è stato un alternarsi di canzoni vecchie e nuove (le ha fatte tutte tranne Giuda e Regali di Natale), per di più in versione rock (come Sotto il segno dei pesci e Ci vorrebbe un amico). Mi è piaciuta molto l'introduzione a Tradimento e perdono, quando ha parlato della funzione "sociale" dei campioni che non permette l'interesse e l'affetto per il lato umano del campione. Cioè al campione gli errori non vengono perdonati. Il campione in quanto "esempio" non può essere imperfetto! Esortava quindi ad amare di più i campioni e ad amarci tutti quanti, perchè siamo tutti imperfetti. Due cose nuove, rispetto agli altri concerti, sono state l'introduzione in scaletta di Benvenuti in paradiso, in una versione abbastanza particolare (definirei un po' dance un po' tribale!) e la rivisitazione di Roma Capoccia. La nuova versione di quest'ultima è molto strana ma molto bella. Al secondo ascolto me ne ero già innamorata persa! Ha un suono minimalista e malinconico, molto poetico. Sono curiosa di sapere se è piaciuta anche a qualcun'altro o se piacerà! Molto carina anche l'introduzione a Stella. Antonello ha ricordato di averla cantata proprio a padova il 2 aprile 2005 quando era morto papa Woytila e che nella tristezza e nel rammarico di avere perso tale Figura si era domandato se era il caso di suonare. Alla fine si era risposto cantando Stella. Ha quindi voluto dedicare di nuovo la canzone a Woytila e a Rocco, Antonino e Vito (gli uomini della scorta di Falcone, morti insieme al giudice in un attentato, nel 1992). Poi, che altro dire? Le luci molto carine! In conclusione un bel concerto, molto rock e carico(quasi sfiancante!eheheh). Il pubblico era soddisfatto, ma soprattutto ho notato come fosse atteso questo nuovo viaggio di Antonello e come sia stato accolto calorosamente il suo ritorno. A livello personale mi ha entusiasmato e anche stupito. Questo ritrovare l'Antonello che mi piace ma anche quello nuovo che torna a convincermi e poi la rivisitazione suggestiva di Roma Capoccia mi hanno fatta felice. E' BELLO RITROVARE VENDITTI!


sabato, 08 marzo 2008

8 MARZO....COMPLEANNO E INIZIO TOUR!

Auguri Antonello!

Oggi, festa della donna, è anche il compleanno del nostro Antonello che festeggerà in musica i suoi 59 anni, con la prima data del suo nuovo tour! E stasera io ci sarò, grazie a dei biglietti inaspettati last minute e per di più domani faccio il bis! Farò indigestione?!

Vi posto un messaggio scritto da Giorgio della provincia di Macerata appositamente per questa giornata!

Oggi 8 marzo, è un giorno importante per Antonello Venditti, e non solo. Per prima cosa perché è il suo compleanno e io volevo approfittare di questo blog per fargli un sincero augurio, ringraziarlo dei suoi calorosi concerti, dei suoi magnifici cd, e di tutte le sue canzoni che sono dei canti al diritto della vita, e alla dignità delle persone(vedi Lilly, Tradimento e perdono, Che fantastica storia è…..), canti di pace e di speranza come la magnifica Stella, la simpatica Ruba, e canti di esortazione all’andare avanti nonostante le mille difficoltà con la già citata Che fantastica storia è la vita, la bella Shake, ecc… E poi ci sono i suoi canti passionali e sentimentali all’amore, e il canto d’amore per le cose a lui più care, come la sua città.   Tutto questo ci ha suscitato grandi emozioni, e speriamo che tutto ciò continui ancora! Poi un grande” in bocca al lupo” per la tournee che inizia stasera da Padova, e che tocca importanti città italiane. Purtroppo la data zero, quella di Fabriano dello scorso 5 marzo (che avrei dovuto assistere) è stata annullata. Visto che oggi è anche la festa della donna, vorrei fare un augurio a tutte le lettrici del blog, e sopratutto a Marta, che ci dà la possibilità di scrivere confrontarci e anche di informarci sul nostro cantautore preferito. A tutti, buon 8 marzo, buon Venditti, buona tournee, e di nuovo BUON COMPLEANNO ANTONELLO!                           Giorgio prov. di Macerata


postato da: martacrs alle ore 08:13 | link | commenti (5)
categorie: 8 marzo, foto venditti
mercoledì, 27 febbraio 2008

Vi regalo questo bel pezzo scritto da Sante, ispirato all'attesa del nuovo tour e della data zero (ahimè annullata!), ripercorrendo pezzi di vita e di musica.

TOUR
 

Dal cuore delle Marche, dove i monti nascondono appena dietro il verde dell'Umbria, la' dove i vigneti partoriscono uno dei bianchi piu' buoni al mondo, comincia il nuovo Viaggio. Questa volta si parte dal centro, dal cuore di questo bellissimo e tormentato paese, in un luogo che  parla di una tranquillita' che in altri posti appare ormai lontana, impossibile.
Antonello comincia da Fabriano, quasi a voler mettere nero sul bianco pregiato della sua carta, la firma della sua voce che ritorna a farsi sentire,a cantare vecchie e nuove storie a chi c'era allora, dove l'allora potrebbe essere anche trent'anni fa, e a chi non c'era ancora e non ricorda quella strada, e la gente che correva. Si riparte, si riaccendono le luci ogni volta come se non fosse passato tutto questo tempo che invece e' fuggito, come se tutte quelle piazze,quei teatri e quegli stadi fossero storie di appena ieri. Ogni volta che ricomincia il Viaggio ripercorro le strade, le stagioni, le canzoni, le facce degli altri viaggi,la mia adolescenza, i sogni rimasti dentro il cassetto della mia stanza.
No, non e' solo una questione di tour, di concerti, e' di piu', e' che ti torna d'improvviso davanti la vita, tutta la tua vita, da quando te la ricordi segnata, accompagnata, consolata da queste canzoni. E quante sono ormai, e quante ne vorresti sentire nelle nuove sere di primavera e d'estate che verranno, quante ne vorresti chiedere ad Antonello di ricantarti, che non basterebbe un concerto di una notte intera, neanche a sfiorare l'alba. Si',"questa notte e' ancora nostra", anzi e' di nuovo nostra, in barba a quei quattro ignoranti che continuano a rubarci le frasi piu' belle facendo finta di averle loro inventate per farci stronzate che chiamano film, e invece non sanno che fanno violenza alle parole e a chi le ha scritte, non sanno che non ci rubano solo frasi, ma attimi indimenticabili sul pulmann di una gita scolastica, canti a squarciagola appoggiati alle transenne di un palco, attese di ore sotto il sole davanti ai cancelli di uno stadio.
Questo nuovo Viaggio si chiama "Dalla pelle al cuore", ma ho come l'impressione che anche tutti gli altri avevano lo stesso nome, perche' Viaggio piu' grande di questo non c'e', perche' per arrivare al cuore ce ne vuole. E non so a quante fermate saliro', quante saranno le mie volte di questa nuova avventura, ma so che un giorno avro' da raccontare di una nuova stagione, di un altro po' di strada nuova, di un "altro giro di giostra", a chi vorra' ascoltare.

postato da: martacrs alle ore 21:13 | link | commenti (6)
categorie:
martedì, 19 febbraio 2008

'68

Sono passati quarant'anni da una delle stagioni più amate e controverse della storia recente e un pò tutti,  dai giornalisti, agli scrittori, ai commentatori, più o meno titolati,  stanno celebrando il fatal anno. Qui su Vendittando ci proviamo anche noi, recuperando un articolo del 2005 de "Il corriere della sera" dove Antonello racconta il  suo '68 e parla di politica e di ricordi.  Inoltre a seguire riportiamo una breve analisi delle canzoni di Venditti sul tema...
 
 
LE CANZONI DI ANTONELLO SUL '68
di Stefano Solegemello

(....) In "Sotto il segno dei pesci", 1978, Antonello parla di un'intera generazione, quella sessantottina.
E' significativo che il brano esca proprio dieci anni dopo il famoso '68. La canzone si apre con le immagini di una manifestazione "Ti ricordi quella strada, eravamo io e te, e la gente che correva e gridava insieme a noi, tutto quel che voglio pensavo, è solamente amore..", e prosegue con l'analisi di alcuni personaggi a  cui la vita , finiti i miti rivoluzionari, riserba un presente non esaltante.
Altro episodio è "Il compleanno di Cristina",  canzone che inizia esattamente come "Sotto il segno dei pesci" (l'immagine del corteo) e poi descrive la vita di quegli stessi "contestatori" a vent'anni di distanza: nel frattempo è il 1988.
"Noi", dell'album "Benvenuti in paradiso", riprende ancora il discorso sulla generazione del '68 e ancora una volta vince la disillusione : "noi sotto il segno dei pesci noi...noi che sognavamo ad occhi aperti, adesso siamo i perdenti noi...";

(....) Una canzone dove sentimento e politica si "danno la mano" è "Qui"(1984), ma questa volta  protagonista è il sentimento tra un uomo e una donna.
Qualcuno può pensare che parlare d'amore, inteso come amore di coppia,  sia un "tema basso", e un tema "commerciale". Non lo nego, spesso è così, e la canzone italiana è piena di canzoni futili e ultra-leggere (nelle quali è incappato lo stesso Venditti), eppure "Qui" è una canzone diversa.
E' diversa perchè quando Antonello dice "e Paola prende la mia mano...", il fatidico incontro avviene davanti alla facoltà di Architettura, a Valle Giulia.
Sfondo di questo amore sono "gli anni caldi", le occupazioni, gli scontri; E' come dire "noi occupavamo ma  non avevamo dimenticato che la vita è fatta anche di altro", non a caso "Qui" è pubblicata su un disco chiamato "Cuore".
Questa "politica-sentimento" è secondo me la chiave di volta più autentica per capire la produzione di Antonello Venditti. Ed ancora pensiamo alle tante canzoni dedicate alla scuola, da "Compagno di scuola"(1975), che descrive un clima di pre-contestazione (Antonello vive il suo sessantotto all'Università) e gli inevitabili cambiamenti che stanno per arrivare, a "Giulio Cesare"(1986) con quella "Giovine Italia" nera nera, a "Notte prima degli esami"(1984) con le sue notti polizia dove qualcuno è caduto. Fino alla recente "Fianco a fianco"(1999) che cerca di raccontare il clima solidale di quella stagione. Che quest'anno con l'8 ci regali un'altra canzone dedicata al tema?

Analisi del testo "QUI"(Cuore, 1984)
"ALBE CINESI DI SETA INDIANA..." di Marco Re


UN' IMMAGINE METAFORICA PER DESCRIVERE UNA GENERAZIONE - QUELLA DEL '68 APPUNTO - CHE POLITICAMENTE GUARDAVA AL "SOLE DELL'AVVENIRE" E AI PAESI COMUNISTI DELL'EST E CULTURALMENTE SI IMBEVEVA DELLE CONTRASTANTI PULSIONI CHE PROVENIVANO DAI DUE ESTREMI DEL GLOBO: LA CULTURA PSICHEDELICA AMERICANA E IL MISTICISMO ORIENTALE (LA SETA INDIANA...CHE PER ALTRO ERA DIVENTATA ANCHE MODA : LE RAGAZZE "HIPPIES", INDOSSAVANO AMPI FOULARD E GONNE LUNGHISSIME DI SETA INDIANA CON COLLANINE DI PERLINE ECC.)

Venditti: io, De Gregori e Veltroni quando Berlinguer era la speranza
«Il leader pci un vero socialista, triste Fassino che gli preferisce Craxi» «Destra e sinistra concetti insufficienti, dico sì al federalismo fiscale» «In Italia c' è una calamita enorme che tenta di trascinarti da una parte all' altra: si chiama politica ma è in fallimento»
Aldo Cazzullo,  Pagina 11
(27 marzo 2005) - Corriere della Sera
ROMA - «C' è in Italia una calamita enorme, che tenta di trascinarti da una parte o dall' altra. Una macchina tritatutto chiamata politica. Destra o sinistra? E' una domanda insufficiente, una selezione primitiva, un modo inadeguato di rappresentare se stessi. Rivendico altre dimensioni: Nord e Sud, Est e Ovest. Rivendico di poter apprezzare idee della parte che non è la mia; ad esempio il federalismo fiscale, che consentirebbe finalmente di pagare le tasse volentieri. La politica oggi pare una curatela fallimentare: l' obiettivo è perdere un po' di meno. La società è anziana. Si riconferma il mandato a vita al Governatore della Banca d' Italia, un anacronismo. La borghesia è in ozio, impoverita, ferma a un mito liberista coltivato da monopolisti, padroni assoluti di un mercato che non c' è». E voi artisti, intellettuali, cantautori? «In questo casinò, in questo palio di Siena, in questa giostra rivendico di essere Antonio Venditti detto Antonello. E sono d' accordo con De Gregori: siamo stanchi di essere usati dalla politica. Di cantare per le sorti altrui. La differenza tra noi è che Francesco è stato redento, mentre io non sono organico a nulla». Venditti parla di politica nel giardino della sua casa di Trastevere, in una pausa della trionfale tournée. Qualche mese fa, alla presentazione dell' ultimo libro di Morucci La peggio gioventù, ha detto provocatoriamente che sarebbe potuto finire terrorista anche lui. «Perché la formazione è stata la stessa. La differenza è che io ho maturato un rifiuto totale della violenza, che è tuttora la mia bussola». La formazione di Venditti è legata al Giulio Cesare. «Un liceo di destra. Prima del ' 68, la politica la facevano i fascisti. Non ti lasciavano entrare a scuola e ti portavano di peso al corteo per Trieste libera. All' università, un altro ambiente di destra, Giurisprudenza. Comandavano i nazisti: leggevano Evola e predicavano l' autogestione, citavano Nietzsche e facevano il gatto selvaggio ai professori, scaraventandoli di peso giù dalla cattedra, tipo guardie rosse. Ricordo quando tirarono un banco sulla schiena a Scalzone; io ebbi un colpo d' asta di bandiera tricolore sotto il mento. Ricordo Valle Giulia. Ci rifugiamo in mille all' Accademia cinese, e da lì ci caliamo da un muro in strada. Dall' altra parte ci aspetta la polizia e ci carica direttamente sui cellulari. Nessuno dà l' allarme; prendono anche me. I celerini mirano con i manganelli alle giunture, il mio vicino ha il gomito spezzato; io mi salvo abbracciando un carabiniere, che mi protegge e mi porta in caserma. Esco a mezzanotte, con mio padre viceprefetto, tra i buu dei compagni». Entrò in un partito, in un gruppo? «No. Frequentavo i marxisti-leninisti, che mi respinsero. Suonavo, facevo mattina in piazza Navona, portavo i capelli lisci lunghi, tanto che mi chiamavano Toshiro, come Toshiro Mifune; ma questo anche perché quando si faceva a botte lanciavo grida altissime. Una sera mi dissero di non farmi più vedere. Ma ero sempre parte del movimento. Fino al giorno della visita di Nixon». Era il 28 settembre 1970. Cortei, scontri, fughe. «Mi nascondo in un bar. Un celerino mi scova e mi colpisce con una manganellata in fronte, guardi qui sulla tempia sinistra, ho ancora la cicatrice. Esco insanguinato e un amico, Marco Melotti, mi carica sulla sua 110 bianca targata Imperia, che fa da ambulanza del movimento. A bordo ci sono già altri sei o sette feriti. Marco si fa largo caricando i celerini e ci porta all' università. Gli studenti hanno divelto tutti i sampietrini e steso cavi ad altezza d' uomo per fermare i caroselli delle jeep. Io mi dico: basta. Ho scelto allora la nonviolenza. E mi sono sforzato di diventare comunista; anche se il Pci aveva ritmi lenti, era preistorico, lontano dai giovani, e legato all' Urss, che noi detestavamo. Con De Gregori eravamo andati in Ungheria, e avevamo fatto pipì sui resti dei carri armati sovietici...». Ad aiutarlo a diventare comunista c' era Berlinguer, cui nel ' 91 ha dedicato una canzone, Dolce Enrico. Una figura che i suoi coetanei (Venditti è del ' 49, come D' Alema e Fassino) hanno ricordato in pagine affettuose, ma talora critiche: tra Craxi e Berlinguer, ha scritto Fassino, le ragioni della modernità erano dalla parte di Craxi. «E questa è una cosa triste. Ho stima di Fassino, è una persona perbene. Ma dovrebbe ricordare che Berlinguer fu il primo a prendere le distanze da Mosca, e anche l' ultimo. Loro attesero la caduta del Muro per completare lo strappo. Io l' avevo detto a Veltroni dieci anni prima, prendendo un caffè da Vezio, dietro Botteghe Oscure: guarda Walter che il Muro sta per crollare, perché voi miglioristi non andate via dal Pci oggi? Mi guardò con un misto di stupore e compatimento». Venditti non parla con ostilità dei capi diessini; non a caso continua a votare per loro. «Veltroni era il nostro piccolo Budda. Quello che avrebbe trasformato il Pci a nostra somiglianza: meno settario, lontano da Mosca, attento ai diritti civili. Quando Benigni prese in braccio Berlinguer, De Gregori e io eravamo dietro gli amplificatori con Veltroni. Parlavamo di cinema e musica, giocavamo a pallone. D' Alema era diverso. Duro, freddo, ci pareva il più adatto a ricostruire l' identità del partito, a dare al Paese regole certe in modo da poterlo anche consegnare alla destra. Ma è proprio su questo punto che D' Alema ha fallito. La Bicamerale è servita solo a far rinascere Berlusconi». Fassino sbaglia perché «Berlinguer era un socialista, il vero partito socialista era il Pci. Il Psi era un partito craxiano. Craxiano era Berlusconi. Berlinguer sognava di fondere le due chiese, la cattolica e la comunista, i due grandi valori della carità e della solidarietà. Craxi impersonava il disvalore supremo, il potere fine a se stesso». Carità e solidarietà, racconta Venditti, corrispondono alle sue due anime. «Ho un' anima laica. Ma non ho mai perso la mia anima cattolica. La prima canzone è dedicata a Sora Rosa, mia nonna, che in realtà si chiamava Margherita. Ogni domenica mi portava alla messa antelucana. Poi tornavo a casa, mi cambiavo, e andavo con i genitori alla messa borghese di mezzogiorno. Quindi la sera di nuovo a messa con la nonna. Nell' intervallo componevo musica. Tutte le mie canzoni nascevano di domenica». Dice Venditti di avere «un senso religioso della vita. Sono curioso, ho dialogato e dialogo con tutti, con i giovani democristiani, con i ciellini. Credo nella solidarietà, che non è mai casuale ma politica, e si fa solo a chi la merita; ma credo anche nella carità, che significa vedere il Cristo negli altri. Purtroppo la carità è stata cancellata; anche la Chiesa fa solidarietà. Pure il Papa all' inizio era più attento ai rapporti politici, essendo legato all' esperienza di Solidarnosc. Oggi è diverso, una figura immensa. Wojtyla è quel che Cristo non è stato, vive quel che Cristo non ha conosciuto, la vecchiaia». «Amo cantare per qualcosa, non contro qualcuno. Per questo non ho partecipato alla mobilitazione dei girotondi». In un' intervista del ' 92 Venditti previde la discesa in campo di Berlusconi. «Per tutti gli Anni Ottanta, gli anni di plastica, Berlusconi aveva lavorato all' idea estetica dell' italiano: l' idea della Velina, di Colpo Grosso; degli occhiali scuri, della cravatta da portare fin da ragazzi. Anche oggi, è come se lui parlasse da una tv a colori, e tutti gli altri da una tv in bianco e nero. Penso ai servizi su Prodi: tutto è faticoso, precario; le luci casuali, da Tg3; anche il sole pare in bianco e nero. Nel ' 96 dietro Prodi c' era una forza popolare enorme; il treno e la corriera contrapposti agli aerei e alle navi da crociera erano simboli di povertà concreta. Ora questo non paga più, ci vuole organizzazione». A sinistra Venditti riconosce doti di comunicatore a Bertinotti. «L' ho conosciuto nel ' 98, subito dopo la rottura con Prodi, davanti a un hotel di Perugia, dove il giorno dopo dovevamo marciare per la pace. Stava discutendo con i diessini locali. Gli dissi solo: ma tu che cosa vuoi? Ne parlammo tutta la notte, sbirciando in tv la Ferrari al Gran Premio di Sepang. E sono stato forse l' unico italiano a capire già allora cosa volesse Bertinotti». Nega che con De Gregori ci sia mai stata freddezza. «Il primo disco, Theorius Campus, l' abbiamo fatto insieme. Poi Francesco ne ha inciso un altro con De André. Loro avevano un linguaggio più letterario, io andavo direttamente al cuore delle cose. E partecipavo alle lotte di persona, non solo con le canzoni; sfilando nei cortei, tenendo concerti in fabbrica. Per questo De Gregori e De André mi invidiavano e nel contempo mi disprezzavano. La vera amicizia con Fabrizio nacque dopo il suo sequestro, quando per tre mesi abbiamo registrato in due studi affiancati nel castello di Carimate, dove ora si fanno le prove dei reality-show: prima si suonava, poi si faceva mattina a parlare. L' amicizia con Francesco dura da 35 anni, ed è l' unica che coltivo con un collega. La pensiamo allo stesso modo, e di questi tempi ci sentiamo quasi tutti i giorni, andiamo al cinema e a mangiare la pizza. Siamo il lato A e il lato B della stessa canzone».
Aldo Cazzullo DAL PCI AI DS
Cazzullo Aldo
Pagina 11
(27 marzo 2005) - Corriere della Sera
Approfitto per segnalare l'archivio storico del Corriere, consultabile online dal 1992 in poi, da cui è stato estratto quest'articolo.

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categorie: canzoni, articoli, 1968, foto venditti, antonello e la scuola
giovedì, 07 febbraio 2008

 SORRISI
I sorrisi sono una forma di comunicazione, quelli veri e spontanei sono più precisamente un’espressione dell’anima. Cosa c’è di più bello e conciliante col mondo di un dolce sorriso? Ti disarma e ti lascia senza parole, perché lui stesso non ne ha bisogno! Un sorriso ha il valore di un abbraccio, la forza di un raggio di sole, la freschezza di un’acqua pura e buona. Però può anche essere triste e allora chi lo raccoglie ha una grande responsabilità: quella di cancellarne l’amarezza e solo l’amicizia o l’amore lo possono addolcire…
 
Le canzoni di Antonello parlano di vari sorrisi.  
Quello che più mi piace è descritto nella bellissima Dolce Enrico (dedicata all’indimenticato Enrico Berlinguer): ”Enrico, se tu ci fossi ancora, ci basterebbe un sorriso per un abbraccio di un’ora” / “chiudo gli occhi e tu ci sei Dolce Enrico, tu sorridi accanto a me”. L’immagine è dolce e struggente. Il forte senso di solitudine di Antonello trova conforto nel ricordo e nella contemporanea presa di coscienza che Enrico ancora c’è, vive nel suo cuore e lo accompagna negli ideali e nelle speranze, rassicurante di dolcezza e forte di una compianta integrità morale.
 
Ci sono poi i sorrisi di Modena: “con le nostre famose facce idiote ah eccoci qui, coi nostri famosi sorrisi tristi a parlarci ancora di noi”. L’amarezza di una sensazione di estraniamento, la “voglia di andare via” accompagnata da sentimenti e stati d’animo difficili da decifrare, trovano sollievo e sfogo comune nella condivisione del momento tra due amici. Quando “non c’è niente da capire, niente da salvare nelle nostre parole”, forse i sorrisi e gli sguardi  ("io resto qui a guardarti negli occhi lo sai") parlano più di tanti discorsi e stemperano la drammaticità del momento in un dialogo intimo e silenzioso. La canzone si riferisce alla partecipazione di Antonello al Festival dell’Unità di Modena del 1976. “ Io ero solo al pianoforte e tentavo di comunicare, di ricostruire le atmosfere del Folkstudio. E mentre cercavo di esprimermi, mentre cercavo di trasmettere, la cosa più importante per gli astanti era trovare posto a sedere. E come sempre quando ti trovi davanti a qualcosa che ti fa male, cominci a riflettere, a ripercorrere tutta la tua vita. Forse per questo ci ho voluto dentro Gato Barbieri, tutti e due siamo nati al Folk Studio, le nostre storie sono parallele, cono lo stesso amore per il paese e la stessa impossibilità di comunicare. D’altronde ormai non ci può essere un rapporto privato nella musica: o fai i festival dell’unità o vai per discoteche. Ed ecco allora quella voglia fisica di andarsene via, come mi prese quella sera a Modena.”.
 
Tradimento e perdono, una delle canzoni del nuovo album di Venditti, racconta del sorriso particolare che ha caratterizzato e accomunato tre grandi personaggi (Agostino Di Bartolomei, Luigi Tenco e Marco Pantani), “campioni” nelle loro discipline ma segnati e condannati dall’infelicità. Nei loro visi ricorreva spesso un “sorriso sgomento”. In una società come la nostra, che non ammette errori e che “piange il campione quando non serve più”, un segnale così chiaro di paura e di malessere passa indifferente, come se la fragilità umana non fosse concessa. E Antonello allora riflette sul fatto che “ci vorrebbe attenzione verso l’errore” e invoca quindi quella sensibilità e quella solidarietà umana necessarie per non far cadere l'uomo nel baratro: “se ci fosse più amore per il campione oggi saresti qui”. Infatti per il campione  lo sbaglio si paga anche più caro  rispetto a una persona  "normale": la sua figura è importante solo quando vince, e si porta quindi addosso il peso delle aspettative di chi lo vuole forte ma poi gli volta le spalle appena cade nell'ombra. Il campione può allora diventare facilmente vittima di un amore subdolo e crudele...
 
Dimmi che credi affronta un tema bello e delicato, caro a Venditti (ricorre spesso nelle sue canzoni, penso ad es a: Marta, Per sempre giovane, Peppino): il rapportarsi con le difficoltà della vita. La canzone è dedicata al figlio ed è un’esortazione a non arrendersi, ad affrontare la vita con fiducia (e con fede), al saper riconoscere sempre la bellezza e l’importanza della nostra esistenza. “Il tuo sorriso tra la gente passerà forse indifferente, ma non ti sentirai più solo sei diventato un uomo”. Solo la comprensione del valore della vita, l'apprezzamento del bello che esiste, può portare alla maturità e alimentare il coraggio di vivere dinanzi alle difficoltà.
 
Altri sorrisi nelle canzoni di Venditti:
  • “odiarsi mai per chi si ama come noi basta sorridere” - Amici mai-        
  •  “un bambino che domanda come è nato si risponde sorridendo che lo sa” - Le tue mani su di me
  •   “Quando verrà Natale tutto sorriderà” -  Quando verrà Natale
  •  “Era un pianeto sincero e sorrideva sempre”/ “Questo era un uomo; era una macchina molto strana e non sorrideva mai” - Figli del domani 
  • “alla luce del fuoco lei mi guarda e sorride, sorride, sorride, sorride, sei tu...” - Strada
  • “La solitudine è una strana compagna lei ti sorride come una puttana” -  Stai con me      
  •    “perché lui porta la cravatta il sorriso più smagliante” - L’uomo falco
  •   “TG1 TG2 che confusione ma almeno rimane il pregio dell'informazione e tra una smentita e l'altra e un sorriso ministeriale ci fa capire che le cose non vanno poi troppo male” -  Il telegiornale
  •   “Quando non guarda guardi lui e mi sorridi “/ “Quando non guardi guarda te e mi sorride” -  Miraggi
  • “sorridi Roma, non ti lasceremo mai “- Ho fatto un sogno
  • “il mio sorriso ha aperto i tuoi rimpianti tu ancora stai dormendo accanto a me” – A che gioco giochi
 

domenica, 20 gennaio 2008

FELLINI

Ci sono canzoni che si amano più di altre, ma non è detto che queste preferenze siano immutabili. Variano infatti a seconda del momento, dell'umore o di chissà cosa. Beh, in questi ultimi anni, questa canzone, cioè "Fellini" dall'album "Sotto la pioggia", è stabilmente nella classifica delle mie più amate (lo so non è tra le più celebri, però ha secondo me qualcosa di speciale, sia a livello lirico che musicale), insieme a pezzi come "Eleonora"(dallo stesso disco), o "Ma che bella giornata di sole". Chissà, forse è perchè sto diventando vecchio e malinconico??? :-))). "Fellini" è poi tornata d'attualità anche in occasione di una delle ultime uscite televisive di  Antonello Venditti, ovvero il Capodanno 2008, trasmesso in diretta dalla Rai proprio dal "Parco Fellini", a due passi da quel Grand Hotel tanto volte celebrato dal Maestro nei suoi film. Mi ha fatto piacere che Antonello abbia ricordato in quell'occasione questa sua vecchia canzone (sarebbe stato fantastico sentirgliela cantare) e riporto il video, caricato su Youtube, di quel momento...

Ciao a tutti i lettori ed ancora BUON 2008!

Stefano "Solegemello"

Fellini
(Sotto la pioggia, 1982) 

Amico mio il treno fischia forte
e ha la faccia di un bambino triste
a Rimini d'estate
come un ricordo...
come una bugia... passa via.
per ogni guerra per ogni cuore
sta nascendo una stella in cielo
sola come un grande amore
che strano imbroglio... che strana compagnia...
questa dolce vita.
Ma noi ci crediamo ancora ogni giorno
come questa sera in questa vita Luna Park
E come due aquile al vento ci inventiamo in un solo momento
di volare in alto, in alto, in alto e ancora di più ...
... credimi ... credimi ...
Federico è solo un sogno, una macchina del tempo
tutto quello che rimane intorno è una sciarpa contro il vento

...un treno che va via credimi ... credimi ...

Video da YOUTUBE

1 Gennaio 2008, Parco Fellini 

Qui riporto alcuni stralci di articoli, tratti da vecchie riviste, su un argomento molto interessante, il rapporto tra arte e capitale, tra artista ed industria. Sarebbe bello poterne discutere insieme!  Buona lettura, Solegemello. 

(...) con "Fellini" Venditti, oltre a compiere un omaggio ad uno dei più grandi personaggi della scena culturale italiana, testimonia in maniera poetica, la difficoltà di essere artista fuori dalle regole del mercato, in una canzone che, con questa chiave di lettura, diventa forse il brano più politico di "Sotto la pioggia", dove si parla dei rapporti tra arte e potere, arte e capitale, e dove spesso capitale e potere stanno insieme senza dare spazio all'arte. Federico Fellini rappresenta, secondo Venditti, l'arte incontaminata, allo stato puro, ma anche qualcosa di più, la capacità di inventare, una macchina del tempo, forse soltanto un luogo della memoria anche lui come i suoi film, da "La dolce vita" ad "Amarcord".(...) (Ciao 2001, 9 Maggio 1982, n.19 Anno XIV)

(....) "Fellini" descrive il rapporto che c'è fra potere e arte: mentre noi, sempre parlando di una volta, eravamo molto garibaldini, lottavamo forse perchè non eravamo dentro , non sapevamo certi meccanismi, oggi noi sappiamo che l'arte è in qualche modo dipendente dal capitale. Ecco allora che ad esempio, per me, il fatto di non avere soldi, di avere una discografia debole, mi impedisce di esprimermi...così come succede a Fellini cui, come me che ho fatto un disco in tre anni, non permettono di fare più di un film ogni quattro. (....) (Music Anno IV n.37-38 Maggio/Giugno 1982) 

Clicca qui per la pagina del SITO SOLEGEMELLO dedicata a Federico Fellini/Antonello Venditti, con altre foto e curiosità. 


postato da: solegemello alle ore 21:34 | link | commenti (4)
categorie: canzoni, video, capodanno, fellini
lunedì, 14 gennaio 2008

MA BOMBA O NON BOMBAAA.....NOI...ARRIVEREMO A ROMA! (potrebbe essere il nostro motto se andassimo in massa al concerto nella capitale!)

Guardate che video ho scovato su youtube!!! Il video di Bomba o non bomba (1978, dall'album sotto il segno dei pesci). Oltre ad Antonello compaiono nel video gli