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Ciao a tutti, benvenuti in questo blog! Io sono Marta di Verona e questo è uno spazio virtuale dedicato alla mia passione musicale per Antonello Venditti. In realtà questo vuole essere un blog "collettivo", esteso a tutti i vendittiani, per parlare del nostro cantante preferito. Marta (se vuoi scrivermi clicca qui)

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martedì, 27 marzo 2007

IL DIARIO

 

 

Nel 1991 usciva l'album Il diario, una raccolta vendittiana contenente le seguenti canzoni:

Sotto il segno dei pesci
Sara
Modena
Mezzanotte
Buona Domenica
Stai con me
Lilly
Roma capoccia
Attila e la stella
Campo de’ fiori
Bomba o non bomba
Giulia

In quegli anni  resistevano ancora i juke-box in qualche bar per giovani. Io nel 1992 ero agli albori della mia passione vendittiana e ricordo di aver visto in un juke box di un bar di Lazise, sul lago di Garda, questo album di Antonello. Mi colpì subito l'immagine di Venditti al piano. Tenete presente che ancora non c'era internet, ancora non giravo per negozi a vedere dischi o riviste. Che strano Antonello vedevo, diverso dall'icona che mi ero creata nella mente. La copertina mi incuriosiva, quel momento così lontano nel tempo, quante cose devo ancora scoprire e conoscere su Venditti!!! Dando una scorsa alle canzoni presenti mi accorsi che ce n'era una che non conoscevo: Attila e la stella. Che strano titolo!Altrettanto curioso e attraente come la copertina. Nella mia ignoranza credevo fosse un inedito. Invece mio padre mi disse che era una canzone vecchia. La tentazione di selezionarla per sentirla era forte, ma immaginavo che fosse poco adatta per gli avventori del bar...e così lasciai stare. Poi questa canzone la scoprii un paio d'anni dopo, comprando un'altra raccolta. Convenii che non era canzone da ascoltare in un bar ma che era un gran bel pezzo per le mie orecchie!


postato da: martacrs alle ore 10:26 | link | commenti (5)
categorie: canzoni, i nostri ricordi, vinile
sabato, 24 marzo 2007

(...) Sulla strada che porta a Piumazzo
incontrarono un bandito gentiluomo

Disse:"Vengo da Cesena e son proprio sfortunato
ma in compenso io conosco la regione
Piacere: sono Libero come il sole, il cielo
io farò di te un eroe, io ti insegnerò a colpire e poi scappare

non ti prenderanno mai perché tu sei
Robin più veloce del vento, quello che tu rubi lo ridai
coi tuoi sette straccioni in un solo momento
degli stadi e delle piazze tu sei il re". (...)

(Robin, Buona domenica,1979) Ricordo di Libero Venturi


postato da: solegemello alle ore 12:04 | link | commenti
categorie: canzoni, ricordiamo
lunedì, 19 marzo 2007

...Quanno la luna se specchia dentro ar fontanone...

Mi metto a ruota dei recenti "post romani" con una piccola curiosità. Credo che per molti non romani (ma anche qualche romano...) il "fontanone" in questione faccia pensare subito alla celeberrima Fontana de' Trevi...ed invece no...trattasi della Fontana Paola del Gianicolo, comunemente detta "fontanone" e portata di recente alla "ribalta" televisiva da uno spot, nonche' teatro del tuffo di festeggiamento per l'allenatore dell'altra sponda calcistica romana (quella non "vendittiana", diciamo). Tornando a "Roma capoccia", è interessante che Antonello richiami in una delle sue canzoni "manifesto" questo monumento, perchè immediatamente il pensiero va alla sua Trastevere e al suo Folkstudio, dove tutto è cominciato...La canzone è stata scritta dall'autore a 14 anni ed è una cartolina immaginifica della Roma che voleva vivere attivamente ma dalla quale era in qualche modo tenuto lontano, da una famiglia molto austera ed apprensiva. Forse è proprio nel buio che si apprezza maggiormente la luce del sole.

foto e testo di Stefano "Solegemello"

La fontana del gianicolo

Più nota con la denominazione di «fontanone» la grande fontana del Gianicolo (via Garibaldi, in prossimità di piazza S. Pietro in Montorio) — imitazione di quella del Mosè in piazza S. Bernardo, ma quella gianicolense è assai più semplice ed elegante — venne realizzata per volontà di Paolo v Borghese, tra il 1608 e il 1612, da Giovanni Fontana con la collaborazione di Flaminio Ponzio, e costituisce la grande Mostra dell'Acqua Paola antica Traiana, proveniente dal lago di Bracciano.
L'edificio monumentale (tre ampie nicchie centrali fiancheggiate da due minori laterali, da ciascuna delle quali sgorgano fragorosamente abbondantissime acque che si versano nella sottostante enorme vasca di marmo), fu costruito in pietra tiburtina, tolta dalle rovine del Foro di Nerva. È ornato da sei colonne ioniche: quattro di granito rosso (già nella vecchia basilica di S. Pietro) e due laterali di granito bigio erette su basi molto alte, sui cui capitelli poggia l'architrave…

Continua su…http://www.romaonline.net/

postato da: solegemello alle ore 01:02 | link | commenti (3)
categorie: canzoni, curiositĂ , foto roma
giovedì, 08 marzo 2007

8 marzo:BUON COMPLEANNO ANTONELLO!

A nome di tutti i vendittiani auguro un buon compleanno al nostro grande cantautore e tanti anni di buona musica! Ho scelto questa immagine con 3 foto di Antonello perchè mi sembra molto originale e simpatica come è lui...

La foto è tratta dalla rivista Tutto, del settembre 1984


postato da: martacrs alle ore 09:39 | link | commenti (7)
categorie: 8 marzo, foto venditti
domenica, 04 marzo 2007

Su questa nave chiamata musica...

E anche quest'anno possiamo archiviare il Festival di Sanremo, ingrombrante programma televisivo spalmato su cinque-serate-cinque e innumerevoli ore di trasmissione! A me, il Festival, ha fatto sempre pensare ad una messa, una messa cantata (e qualche volta ad una messa funebre) con tanto di fiori e il suo gran sacerdote Pippo Baudo, finalmente tornato sull'altare! Io però, non voglio fare come quelli che criticano il Festival e poi segretamente se lo guardano: nonostante tutto io Sanremo l'ho sempre seguito, magari criticandolo, perchè è comunque un evento importante per la canzone ed il costume italiano.  Cosa rimane di questa edizione? Sicuramente le esibizioni degli ospiti italiani, Franco Battiato e Renato Zero (bello il suo omaggio a Tenco-Lauzi-Endrigo, peccato però  non ricordare anche Fabrizio De Andrè). Per quanto riguarda la gara, i vincitori Simone Cristicchi (per i "Big") e Fabrizio Moro (per i giovani)  sono un bel segnale, sia per i contenuti impegnati delle loro canzoni sia per la ventata di freschezza che hanno portato sulla manifestazione canora; certo, ancora troppo distanti dal gusto del pubblico sono certe proposte che si ascoltano sul palco dell'Ariston: il secondo e terzo classificato, Albano e lo sconosciuto e mieloso Mazzocchetti, fanno sinceramente venire il latte alle ginocchia! Bene anche Daniele Silvestri con la sua semiseria paranza e Paolo Rossi che ha recuperato un brano del grande Rino Gaetano. Io credo che sia assolutamente un bene (anche se sono arrivato a questa conclusione non da molto!)  che un certo mondo della canzone d'autore abbia da qualche anno cominciato a frequentare il palco di Sanremo anche solo come ospite. La settimana sanremese acquista così un maggiore interesse e si avvicina in qualche modo anche ad altri gusti musicali. Ricordiamo a questo proposito le edizioni di Fabio Fazio che videro all'Ariston cantautori come Fossati, Battiato e anche il nostro Antonello. La sua partecipazione, nel 2000, seguì l'uscita del controverso album "Goodbye N9vecento" e in qualche modo fu la rottura di un tabù: era la prima (e per ora unica) volta di Venditti all'Ariston e devo dire che all'epoca digerii poco la cosa...sarà che noi amanti dei cantautori siamo un pò "snob" nei confronti della manifestazione sanremese. "I cantautori" del resto nascono negli anni 60 e 70,  in opposizione alla canzone che si faceva a Sanremo e forse pesa anche la morte nella "città dei fiori"  di Luigi Tenco. "La notte che presero il vino e ci lavarono la strada. Chi ha ucciso quel giovane angelo che girava senza spada?...la notte che presero le sue mani e le usarono per un applauso più forte...chi ha ucciso quel giovane angelo che non credeva nella morte?" (Francesco De Gregori, "Festival"-1976). 
Oggi, per la verità, questa distinzione tra canzone d'autore e sanremese, è molto più sfumata (basta vedere la presenza all'Ariston dei Silvestri, Cristicchi ecc), proprio perchè ormai i cosiddetti cantautori, almeno in parte, hanno da tempo incontrato anche un ampio successo di pubblico.
  Tornando all'esibizone di Antonello Venditti nel 2000, ricordo che cantò due canzoni dell'album appena uscito ("Che tesoro che sei" e "Su  questa nave chiamata musica" che dedicò a Fabrizio De Andrè, a Luigi Tenco e a tutti gli amici del mondo della musica scomparsi); Cantò insieme al gruppo teatrale estremo "Kitomb"  che avrebbe dovuto arricchire le sue canzoni dal punto di vista "visivo" .  Non fu una grande esibizione, forse perchè le canzoni non erano all'altezza di altre sue, forse perchè non si sentiva perfettamente a suo agio in quel contesto. "Su questa nave chiamata musica"  conserva comunque, ancora oggi, un certo fascino ed interesse per l'argomento e per la citazione nel testo dello stesso Sanremo, più che per la canzone in sè, forse riuscita solo a metà (bello il sax...e "quel vento che accarezza"!). Antonello lottò non poco per poter proporre questa canzone, gli autori preferivano eseguisse una canzone nuova, "Che tesoro che sei",  e un grande successo. L'idea di cantare di questa nave dove si sale e si scende e si lascia "la propria canzone" è davvero geniale.  Un' arca dove c'è la tv che deve strapparti un sorriso (ma forse anche l'anima), dove la celebrità può trasformarsi in oblio (e questo vale per tanto di quello che passa a Sanremo), oppure in ricordo duraturo, come è per Luigi Tenco, per Fabrizio De Andrè e per tanti che ci hanno lasciato ma che sono ancora qui, su questa nave chiamata musica.

A Goodbye Novecento seguirono alcune date nei Palasport, all'aperto (Tor Di Valle a Roma, vedi foto, dove presentò un bellissimo palco a forma di arca della musica), e nei teatri dove ci fu anche qualche contestazione politica....

 

Su questa nave chiamata musica   
(Goodbye N9vecento,1999)

Su questa nave chiamata musica
né comandanti né marinai
noi navighiamo senza la bussola
come pirati dei sette mari
Qualcuno sogna l'America
parte da Genova e va a Sanremo
qualcuno prega per la sua anima
qualcuno è un genio qualcuno è scemo
Ehi guarda ci sei pure tu
un bel sorriso per la stampa e per la tv
ma chi è quello che saluta
non me lo ricordo più
Su questa nave chiamata musica
io con gli amici ci partirei
qualcuno ride qualcuno vomita
... quante carezze che ti farei
Su questa nave transoceanica
nemmeno l'ombra di un armatore
qualcuno scende qualcuno sale
ma ognuno lascia la sua canzone
Ehi guarda ci sei pure tu
un bel sorriso qui sul ponte senza la tv
e il vento ci accarezza
non ci lasceremo più
E il vento ti accarezza
il vento non cancella ... oh no
non ti scorderò mai più
Qualcuno sogna l'America
parte da Genova e va a Sanremo
qualcuno prega per la sua anima
qualcuno grida "ce la faremo"
Hei guarda ci sei pure tu
un bel sorriso tutti quanti per la mia tv
e il vento ci accarezza
non ti scorderò mai più
... il vento ti accarezza
... il vento non cancella no ..


postato da: solegemello alle ore 11:17 | link | commenti (1)
categorie: canzoni, attualitĂ 
giovedì, 01 marzo 2007

E per continuare con le magie di Roma....

 ...ecco un'altra canzone canzone tributo del nostro Antonello:Grazie Roma!Buona visione :-)

 

 

 


postato da: martacrs alle ore 08:48 | link | commenti (12)
categorie: canzoni, calcio, concerti, video, foto roma, circo massimo

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