COME HO CONOSCIUTO "MARTA"!
La mia passione per Venditti era già molto forte ancora prima di venire a conoscenza dell'esistenza di questa bellissima canzone, tuttavia la scoperta di questo capolavoro dal messaggio così intenso e umano (nel connubio tra forza e fragilità, nel contrapporsi delle difficoltà e il voler reagire), questo tendere la mano, questa rabbia solidale e un po' amara, mi ha fatto capire come la musica di Venditti fosse già nel mio destino. Il modo in cui ho conosciuto la canzone è stato molto carino e lo ricordo ancora con affetto. Andavo in terza media e ancora non esisteva internet, ancora non giravano soldi nelle tasche e quindi di Venditti sapevo gran poco! Avevo giusto gli album di Benvenuti in paradiso (originale) e Gli anni 80, Circo massimo, Sotto il segno dei pesci (doppiati da una amica di mia zia, ma Antonello non me ne voglia perchè col tempo poi me li sono presi originali, eheh).
(Ah..e poi ricordo di un giorno in spiaggia con mia zia, con lei che stava sentendo Lilly per radio e mi disse "ah, c'è Venditti" e io "che canzone?". Bè quando le dissi che non la conoscevo, rimase allibita e si scocciò di dovermi prestare il walkman per farmela sentire, pensava che avessi detto una balla, perchè mi diceva che era una canzone famosissima!).
Comunque, tornando al mio bagaglio vendittiano di 13nne, non avevo modo di informarmi sulla discografia e neanche ci avevo pensato più di tanto....erano così tanti album..che se dovevo aspettare compleanni e feste di Natale per averli, me ne servivano di anni per completare la discografia!!! Fatto sta che un giorno un compagno di classe, a conoscenza della mia passione per Venditti, mi disse "ma lo sapevi che Venditti ha fatto una canzone che si chiama Marta?!". Io gli risposi di non prendermi in giro. Conoscevo già Sara, Giulia, Lilly, quante altre ne aveva fatte ancora col nome di donna??? Invece lui mi spiegò di aver visto nella vetrina della Ricordi di Verona, l'album Gli anni '70 e che conteneva una canzone col titolo Marta. "Certo che ce ne ha di fantasia nel raccontar balle" pensai! Comunque per scrupolo il sabato pomeriggio andai a controllare e quando lessi Marta nell'elenco dele canzoni mi venne un colpo! Avrei voluto entrare e prenderlo all'istante! Ma non avevo soldi!!! Ancora non c'erano le proposte di ascolto!!!Che miraggio..era lì davanti a me eppure irraggiungibile. Poi una volta a casa pregai mia mamma di farmelo avere, che era una bella raccolta, che così potevo conoscere altre canzoni....e riuscii a strappare un SI. Così poi ebbi quell'album..per me abbastanza strano, sentivo un Venditti meno dolce, più crudo, con canzoni come Una stupida e lurida storia d'amore, Mio padre ha un buco in gola e poi la stessa Marta. La canzone mi piacque ma era molto distante da me, a 13 anni si è spensierati e piacciono melodie allegre. Poco tempo dopo un'altra mia compagna di classe, il cui padre aveva diversi album di Venditti (di cui era geloso) mi doppiò Cento città (anche quello ora ce l'ho originale!) e così sentii la versione live, molto più intensa e vibrante di quella incisa in studio. Forse però la versione più bella è quella del Circo Massimo 1984 (cè un video che circola in rete), che non è stata incisa in nessun album, ma è una versione da brividi. Mi piacerebbe tanto, anche solo per una volta, sentire Marta dal vivo....
LA CANZONE MARTA è CONTENUTA NELL'ALBUM QUANDO VERRà NATALE (1974)
Prega Marta nella sera
nessun Dio risponderà
ogni giorno una preghiera
e una falsa libertà.
La giornata è stata dura
piena di contrarietà
il lavoro e poi la scuola
e un ragazzo che non va.
Urla Marta non pregare
se tuo padre chiederà
il salario o la pagella
per la sua complicità
digli di no.
Io, io non sono niente
ma ho vissuto come te
sempre chiuso nello specchio
aspettando un altro me.
Lotta Marta, nella sera,
io sarò vicino a te
amerò le tue speranze
il tuo tempo vincerà
anche per me.
15 ANNI ESATTI DAL MIO PRIMO CONCERTO VENDITTIANO!

So che poco vi importa, ma a me ogni anno il 25 maggio riporta alla mente grandi emozioni, è per me un anniversario sempre importante da ricordare...tanto più il 15°!!!Ahhh..come vola il tempo!!!Troppo bella quella serata di musica all'Arena di Verona. Emozioni e sensazioni che sono rimaste dentro. Vi ricordo che c'è un post dove si può parlare del nostro primo concerto:
http://vendittando.splinder.com/post/7479183
La foto è un fotogramma estrapolato da Stefano dal dvd Da S.Siro a Samarcanda
HO CONOSCIUTO ANTONELLO!!!
Era da 16 anni che inseguivo questo sogno e l'altro giorno si è avverato!!!15 maggio 2007, data da ricordare. Come ho fatto a conoscerlo?Sono andata a Milano alla registrazione della puntata speciale di Che tempo che fa, dedicata ad Antonello, che andrà in onda il 27 maggio. Seduta con i miei amici vicino al corridoio esterno, quando Venditti si è stazionato lì, all'estremità dello studio, durante una pausa, lo abbiamo avvicinato. E così gli ho stretto la mano e gli ho detto che l'aspetto all'Arena di Verona l'estate prossima! E lui mi ha detto : si, certo, col nuovo album, verrò. Wow! Poi l'ho salutato anche a fine trasmissione, sono andata a stringergli la mano. Come è stata la trasmissione? Ho firmato una carta senza neanche leggerla e non so se posso parlarne. Comunque un Venditti in gran forma, molto disinvolto e casinaro, quasi troppo! Ho notato come sia molto pignolo e apprensivo sull'esecuzione delle canzoni, sicuramente è un perfezionista. Abbiamo sentito una canzone 3-4 volte perchè dovevano fargliela registrare nuovamente (non avevano registrato il suono!) ma a lui non piaceva più il suono del pianoforte quindi dopo qualche secondo di canzone si fermava e scuoteva la testa
CONFERMATO DA VENDITTI CHE IL NUOVO ALBUM ESCE A NOVEMBRE

RICORDO DI RINO GAETANO 1981-2001
di Piero Montanari
Il 2 giugno di vent'anni fa (2001,ndr) moriva, per un assurdo incidente d'auto, uno straordinario cantautore d.o.c., Rino Gaetano, mentre, nelle prime ore del mattino, tornava nella sua casa di Montesacro, un quartiere alla periferia nord di Roma. La strada la conosceva molto bene e la notte pure, ma non fu sufficiente per salvargli la vita, che si arrestò contro l'unico veicolo che transitava in quel momento, un camion. Una morte surreale, come surreali erano lui e le sue canzoni.
Rino viveva di notte ed odiava la luce del sole. È uno dei ricordi che mi lega a lui quando, due anni prima, nel 1979, affrontammo insieme la sua tournée estiva in giro per l'Italia. Di giorno, noi del gruppo non lo vedevamo mai; rimaneva rintanato nella sua stanza d'albergo per tutto il tempo, per poi affacciarsi alla vita come il sole scendeva all'orizzonte, con la sua faccia pallida e sorridente, resa ancor più simpatica dai suoi dentini sovrapposti. Era per queste ragioni che gli avevo subito appioppato l'appellativo, ovvio per altro, di "Dracula il vampiro".
Ho molti altri ricordi di Rino-Dracula, ma uno in particolare mi è più caro fra tanti, e lo voglio raccontare.
Agli inizi degli anni '70, un gruppo di giovani musicisti e cantautori si affacciava alla ribalta romana, e molti di loro (e di noi) facevano capo all'etichetta discografica di Vincenzo Micocci (It dischi italia, distribuita dalla RCA) e a quella attigua di Edoardo Vianello (Apollo records-RCA), con annesso "Studio 38", una sala di registrazione decentrata, rispetto a quelle più importanti della "grande mamma" RCA di Via Tiburtina Km. 13.5.
Fu proprio in quella piccola sala a 8 piste, il massimo della tecnologia per l'epoca, che videro la luce i primi dischi di Francesco De Gregori ("Alice"), di Amedeo Minghi, di Antonello Venditti ("L'Orso Bruno"), di Renato Zero ("No mamma, no"), ai quali ho avuto la fortuna di partecipare. Lo studio 38 rappresentò, per quel periodo e per quel gruppo di musicisti, un'importante officina dove sperimentare la nostra musica.
Un giorno arrivò da me Venditti con un ragazzo piuttosto giovane, dall'aria stralunata e dalla faccia pallida. Mi disse che era un bravo autore, che scriveva strane e bellissime canzoni senza capo né coda, e mi coinvolse ad entrare in produzione, con l'intento di realizzare per lui il suo primo disco. Nell'"affare" coinvolgemmo anche il fonico dello studio, che si chiamava Aurelio Rossitto.
Dopo qualche giorno vide la luce il lavoro, prodotto da Rossitto, Venditti e Montanari (con l'acronimo RosVeMon, mai più insieme nel futuro), che si avvalse anche della collaborazione straordinaria di uno zampognaro vero, frequentatore della vineria sotto casa di Antonello.
Non mi scorderò mai delle sedici ore passate in sala di registrazione, per cercare di far emettere una nota intonata (si fa per dire…) allo zampognaro. Ma per la sperimentazione si faceva questo ed altro!
Il disco si chiamava "I love you, Maryanna" ed era un piccolo inno demenziale alla marijuana (secondo un’altra versione, la canzone sarebbe dedicata alla nonna, ndr), a cui il titolo, con un giochino di parole, faceva esplicito riferimento. L'artista, che era poi Rino Gaetano, volle farsi chiamare "Kammammuri's", con una tigre che troneggiava sulla copertina del disco.
Mi fa piacere che, a distanza di vent'anni dalla sua morte, Rino, un caposcuola, non sia stato dimenticato. E mi associo a ciò che Gino Castaldo scrive su Repubblica dell'autore di "Gianna" e "Il cielo è sempre più blu": "Rino Gaetano era un'anomalia, un grillo dispettoso e surreale che diceva sempre la verità. Mentre trionfavano impegno politico e poesie cantate, inventò uno stile corrosivo e divertente: canzoni come vignette satiriche". Ciao Rino.
di Piero Montanari
questo materiale è riportato a scopo di diffusione culturale, per comunicazioni scrivere a: Stefano