Chi sono e di cosa si parla

Ciao a tutti, benvenuti in questo blog! Io sono Marta di Verona e questo è uno spazio virtuale dedicato alla mia passione musicale per Antonello Venditti. In realtà questo vuole essere un blog "collettivo", esteso a tutti i vendittiani, per parlare del nostro cantante preferito. Marta (se vuoi scrivermi clicca qui)

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"La tua voce Ă© semplicemente un grido quando non sono ammessi sussurri" Marta

==> tutti i testi delle canzoni del nuovo album di Antonello Venditti, DALLA PELLE AL CUORE

TOUR 2008: QUI e sul forum di solegemello, tutti i commenti

ANTEPRIMA TOUR ESTIVO:16 giugno Arena di Verona

domenica, 28 ottobre 2007

Il 15 novembre alle ore 21, in occasione delll'uscita in anteprima del nuovo disco "Dalla Pelle al cuore" Antonello incontrerà i fans a Roma alla Ricordi di Via del Corso)

LA TRACKLIST DEL NUOVO ALBUM "DALLA PELLE AL CUORE "

1. Dalla pelle al cuore
2. Piove su Roma 
3. Scatole vuote
4. Indimenticabile!
5. Giuda
6. Tradimento e perdono
7. La mia religione 
8. Regali di Natale 
9. Comunisti al sole

Clicca qui per i testi dell'album

A questo link è possibile ascoltare un sample di 30 secondi di tutti i brani, navigando nel menu in basso a destra...


postato da: martacrs alle ore 17:46 | link | commenti (26)
categorie: notizie, dalla pelle al cuore
mercoledì, 24 ottobre 2007

"DALLA PELLE AL CUORE" TOUR 2008

Le date dei prossimi concerti di Antonello! 

08/03/08  e 09/03/08 San Lazzaro (PD) - Pala Net (Buon Compleanno!)
13/03/08 CONVERSANO(BA) - Pala San Giacomo
15/03/08 PALERMO - Palazzetto dello sport
20/03/08 BOLOGNA - Palamalaguti
27/03/08 MILANO - Datch Forum
29/03/08 TORINO - Ex Palastampa
04/04/08 ROMA - Palalottomatica
05/04/08 ROMA - Palalottomatica


09/04/08 NAPOLI- Piazza del Plebiscito (data aggiunta!concerto post comizio Walter Veltroni)

15/04/08 MANTOVA - Pala Bam (data modificata, da 10 aprile a 15)
12/04/08 FIRENZE - Nelson Mandela Forum
17/04/08 GENOVA - Vaillant Palace
19/04/08 PESCARA - Pala Giovanni Paolo II


postato da: martacrs alle ore 18:55 | link | commenti (20)
categorie: notizie, concerti, tour 2008
venerdì, 12 ottobre 2007

DALLA PELLE AL CUORE

ASCOLTA

Il sesso fa partire, l'amore fa tornar da te

e dalla pelle al cuore che adesso sto davanti a te

So che mi perdonerai, mi devi perdonare,

so che tu ce la farai

e dalla pelle al cuore che devo ritornare

senza più parole, senza farti male

e dalla pelle al cuore e tu lo capirai

solo da uno sguardo tu lo scoprirai.

Non cerco comprensione

lacrime che tu non hai

è stata un'emozione che mi ha rubato l'anima,

dolcissimo mio amore, che non mi ha fatto vivere

si apre il tuo portone

e adesso sei davanti a me

e' dalla pelle al cuore che devo ritornare

senza più parole, senza farti male

e dalla pelle al cuore e tu lo capirai

solo da uno sguardo tu lo scoprirai

mi perdonerai, mi perdonerai

 mi devi perdonare sai, mi perdonerai

e' dalla pelle al cuore che devo ritornare

senza più dolore, senza farti male

e dalla pelle al cuore e tu lo capirai

solo da uno sguardo tu lo scoprirai

mi perdonerai, mi perdonerai

 mi devi perdonare sai, mi perdonerai

mi perdonerai

E così è finalmente arrivato DALLA PELLE AL CUORE, l'atteso singolo di lancio del nuovo omonimo album di Antonello Venditti, a distanza di quattro anni dall'ultimo, di inediti, Che fantastica storia è la vita. La canzone parla di un argomento tosto, la richiesta di perdono dopo un tradimento nato da questioni di "pelle", ma la delicata faccenda viene forse risolta (o non risolta?) in modo troppo semplicistico e sbrigativo. Probabilmente deve essere proprio questa la chiave di lettura della canzone: "la leggerezza" per ricominciare, per sdrammatizzare e rasserenare, in una fiduciosa e se vogliamo anche tenera, richiesta di perdono. Sonorità anni '90 che riportano alla mente altri pezzi come Benvenuti in paradiso e 1000 figli e presenza, ahimè, di coretti in stile Zero Assoluto. La voce di Venditti in certi passaggi si dilunga in maniera poco convincente sulle vocali, mentre è da segnalare  l'icipit originale della canzone, quasi sommesso, che poi si sviluppa con più energia e forza. Il brano non è di quelli del grande Venditti, ma entra subito nella testa per la sua orecchiabilità. Da notare certi rimandi testuali ad altre canzoni. Ad esempio viene sfatato il mito di Ricordati di me, del "non c'è sesso senza amore" e abbiamo di fronte un Venditti non più mazziato...ma che invece ha fatto soffrire! Ritorna anche "il portone" di Ci vorrebbe un amico, che questa volta si apre....e come andrà? Lei lo perdonerà?

SUL FORUM DI SOLEGEMELLO I COMMENTI DEI FAN... LEGGI!


postato da: martacrs alle ore 15:25 | link | commenti (41)
categorie: canzoni, notizie, dalla pelle al cuore
sabato, 06 ottobre 2007

"MA LE RAGAZZE DI ROMA ABBRONZATE AD OTTOBRE..."

Se c'è una caratteristica  che rende unico Antonello Venditti come cantautore, è la particolarità e l'originalità di alcune canzoni, molto distanti da alcune formule iper collaudate dai colleghi (ma anche dallo stesso), e ricche di una sensibilità e di un potere fotografico che solo l'anima di un artista vero sa imprimere. Purtroppo alcuni di questi pezzi negli anni sono finiti nel dimenticatoio, soppiantati da altri più " facili " e generici, nei quali l'ascoltatore si identifica più facilmente. E così si è creata l'etichetta del " Venditti delle canzoni d'amore tutte uguali ", quando la discografia dimostra ben altro. Ma la gente al solito parla senza sapere e forse è anche un po' colpa dello stesso Venditti che a mio avviso negli ultimi anni ha perso un po' di ispirazione e di originalità e dando un colpo al cerchio e uno alla botte, da una parte non ha mollato il filone sicuro delle canzoni d'amore del rimpianto e dall'altra ha provato a cercare nuove sonorità (e collaborazioni) ma con poca convinzione e oserei dire anche con poco risultato. Tuttavia alcuni pezzi veramente vendittiani non sono mancati neppure recentemente e questo mi fa ben sperare per il nuovo album .

Ma ho scritto questo post perchè volevo rispolverare una vecchia canzone di Antonello, del 1982, contenuta nell'album Sotto la pioggia e intitolata Le ragazze di Monaco. E' un pezzo che mi fa impazzire, è denso di mille emozioni. Mi parla di libertà, di leggerezza, di confusione, di speranze, di gioventù, di amore. La canzone inizia raccontando delle ragazze di Monaco, timide e caute ma alla ricerca del sole e dell'amore e mano nella mano, amiche, si confidano speranze e sogni. Poi Antonello parla di sè e della sua lei, non capisce la forza e la direzione del loro amore nuovo, ma sa solo che negli occhi di lei c'è qualcosa che da sempre gli manca. Le ragazze di Roma invece sono così diverse da quelle di Monaco! Abbronzate ad ottobre, sguaiate, leggere come farfalle, quasi crudeli...ma questo adesso non lo tocca più. Adesso che c'è la sua lei e i suoi occhi nei quali c'è ancora tanto da vedere

LE RAGAZZE DI MONACO

Le ragazze di Monaco lucciole spente con il naso all'insù
Cercano il sole tra le nuvole opache senza colore
Si raccontano piano un amore italiano
E poi mano nella mano si raccontano
Che l'amore non è paura non è lasciarsi piano piano
Che la sera non è più sera restare soli non è strano.
Io non so più dire cosa sarà
Questo amore dove ci porterà
Solamente qui negli occhi tuoi
C'è qualcosa che da sempre lo sai
Da sempre mi manca.
Le ragazze di Roma abbronzate ad ottobre volano leggere
Sui loro amori dimenticati i cuori persi per la strada
E se le vedi piangere, le vedi piangere è solo per un'ora
E se ne vanno via ridendo come rondini a primavera
Ma tutto questa adesso non mi fa più male adesso che
Che l'amore non è paura non è lasciarsi piano piano
Che la sera non è più sera restare soli non è strano.
Io non so più dire cosa sarà
Questo amore dove ci porterà
Solamente qui negli occhi tuoi
C'è ancora tanto da vedere lo sai ancora vedere.


postato da: martacrs alle ore 17:39 | link | commenti (3)
categorie: canzoni
lunedì, 01 ottobre 2007

…l’ultima fotografia, quella di nonna bambina che gioca con il cerchio in piazza…

 

(Nell'immagine: Giorgio De Chirico, "Mistero e malinconia di una strada", 1914, olio su tela, Collezione privata)

 

                                                                   di Stefano "Solegemello"


Ho sempre pensato che questo sia uno dei versi più poetici del canzoniere di Antonello Venditti. E' un piccolo dettaglio che l'autore utilizza nel brano "Dimmelo tu cos'è"(1983) per descrivere la casa da cui si allontana e con essa quel cumulo di ricordi, oggetti, libri, fotografie che dopo tanti anni entrano a far parte della vita di ciascuno. In questo verso della canzone si avverte tutta la verità del momento vissuto dal protagonista e un livello molto alto dell'ispirazione. Poche parole che dicono tutto, che ci spingono nel mondo dei ricordi, del vissuto. La citazione della nonna è assai significativa perchè sappiamo quanto Antonello le fosse legato. La Nonna “regina della casa e della cucina”, quella nonna che era una brava signora e cucinava con troppo amore e lo faceva ingrassare, per parafrasare "Mio padre ha un buco in gola" (1973). Ed è a lei che si rivolge quando in “Sora Rosa”(1972) alza il grido di ribellione verso il mondo.

Tanti pensieri sono legati insomma a queste parole di “Dimmelo tu cos’è”, e mi accorgo che si sovrappongono nella mia mente mentre ne scrivo, penso ai miei nonni e alle foto in biancoenero del salotto, penso alle lettere e alle cartoline dal fronte, all’album del viaggio di nozze di nonna con la foto all’albergo di Firenze “requisito dagli alleati”. Questo sarà un post espanso, denso di idee, di rimandi…dopo tutto l’ipertesto consente questi voli pindarici!

Il gioco del cerchio mi fa pensare ad un mondo che non c'è più, soprattutto perché lo abbiamo bandito dalle nostre città, ad una dimensione del tempo completamente diversa da quella imposta dalla routine produttivo-consumistica di oggi.

Eppure quando a Roma, nella mia città, partecipo a qualche evento all'aperto, proprio in questi giorni si è tenuta una manifestazione ciclistica legata alla mobilità alternativa europea, mi ripeto che un altro modo di vivere è possibile, più compatibile con la vita della persone, con la dimensione del singolo.

Per restare al tema della citazione vendittiana, basti pensare poi al “Tocatì - Festival Internazionale dei giochi di strada” che si è svolto a Verona dal 21 al 23 Settembre, un ottimo modo per recuperare tradizioni antiche e farle rivivere nel centro della città. In queste occasioni è significativo vedere la risposta della gente e la voglia di riscoprire lo spazio urbano finalmente libero dalla cappa di smog e rumore  e dall’ossessione del tempo. E se ci trovassimo tutti quanti a Springfield  e non ce ne fossimo ancora completamente accorti!??

Cercando poi qualche immagine del  gioco del cerchio mi sono imbattuto in quest’opera di Giorgio De Chirico (vedi immagine in alto), della quale esiste anche una copia tarda al Museo Carlo Bilotti di Roma, un piccolo spazio espositivo di Villa Borghese che ho visitato di recente e che consiglio a chi vuole conoscere meglio il grande parco romano.

Tutto questo percoso a zig zag intorno al “cerchio in piazza” mostra ancora una volta la potenza delle canzoni, delle belle canzoni, e come esse siano un ottimo spunto per attivare la nostra curiosità...

                                                                                

                                  di  Stefano "Solegemello"

 

LE REGOLE DEL GIOCO
tratto da: www.beniculturali.it/....

 

Fino alla metà del XX secolo il gioco del cerchio è stato il divertimento di bambini e ragazzi che amavano giocare all’aria aperta. Veniva realizzato con materiali di riuso, per esempio le strutture metalliche delle ruote di bicicletta o i cerchi di vecchie botti. Lo scopo del gioco era quello di riuscire a mantenere in equilibrio il cerchio anche a velocità sostenuta, senza farlo cadere, e ci si poteva aiutare solo con l’ausilio di un bastone di legno.

Un gioco semplice, come si vede, che non costava nulla, ma che permetteva ai bambini di divertirsi e di allenarsi all’aria aperta!

 

Clicca qui per un altro sito sui giochi di strada:

www.playingwithhistory.info....

 

 

 su GIORGIO DE CHIRICO... 

(1914….. in quel periodo, grazie all’incontro con altri artisti come Carlo Carrà, il giovane Giorgio fonda la “scuola metafisica”, caratterizzata da paesaggi assolati e deserti, dalla maggiore presenza delle architetture rispetto alle figure umane, dalla rappresentazione pittorica di una molteplicità di oggetti. Scatole, biscotti, termometri, cubi, giocattoli vari, manichini, righe e squadre da disegno, carte geografiche, mobili: una moltitudine di oggetti immersi in un'atmosfera carica di immobilità e silenzio. Questo quadro è intitolato Mistero e malinconia di una strada ed è una sue prime opere metafisiche. I dipinti dell’artista, ricchi di elementi misteriosi, esprimono solitudine e malinconia.

La foto è tratta da : www.popolis.it   


postato da: solegemello alle ore 19:08 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni, canzoni, off topic, segnala un link

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