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Ciao a tutti, benvenuti in questo blog! Io sono Marta di Verona e questo è uno spazio virtuale dedicato alla mia passione musicale per Antonello Venditti. In realtà questo vuole essere un blog "collettivo", esteso a tutti i vendittiani, per parlare del nostro cantante preferito. Marta (se vuoi scrivermi clicca qui)

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sabato, 29 dicembre 2007

IL PIANOFORTE DI LILLY GRECO

di Stefano "Solegemello"

Da qualche tempo in libreria c'è un librone patinato e ricco di belle immagini, "C'era una volta la RCA", storia della casa di produzione americana che ha avuto per anni un importante stabilimento a Roma (vi dice niente "..all'incrocio della Via Tiburtina, fu investito da una strana nostalgia..." ?, Robin, 1979); Si racconta che la RCA a Roma nacque anche per volere del Vaticano, che vedeva nell'industria americana un modo per risarcire una delle zone della capitale più duramente colpite dalla guerra, il quartiere San Lorenzo. Lo stesso Ennio Melis che ha avuto per anni la responsabilità della direzione era un uomo di fiducia del Vaticano. Oggi che la RCA è stata assorbita da altre multinazionali (non c'è mai fine alla concentrazione!), lo stabilimento produttivo sulla Via Tiburtina è ridotto ad un magazzino per scarpe anche se campeggia ancora intatto lo storico logo rosso...

(...) Cadevano le bombe come neve,
il diciannove luglio a San Lorenzo.
Sconquassato il Verano, dopo il bombardamento.
Tornano a galla i morti e sono più di cento.

E il Papa la domenica mattina da San Pietro,
uscì tutto da solo tra la gente, e in mezzo a San Lorenzo,
spalancò le ali, sembrava proprio un angelo con gli occhiali.
(...)

(Francesco De Gregori, "San Lorenzo", Titanic 1982)

Beh, non per divagare ma se ricordo bene ho letto in qualche articolo che anche Antonello Venditti eseguì in concerto questa stupenda canzone di Francesco De Gregori.Tornando al libro, l'autore, Maurizio Becker, incontra lo storico produttore RCA Italo "Lilly" Greco e in qualche modo lo mette a confronto con i grandi artisti che ha prodotto attraverso il marchio RCA (molta della musica italiana è passata di lì, da Morandi, a Dalla, a Baglioni e tanti altri). Bisogna dire che il librone in questione è extra-large anche nel prezzo e così il vostro Solegemello ha fatto una visita alla Feltrinelli (ma che bella idea quei punti vendita che all'interno hanno anche dei comodi divanetti...) più vicina e se l'è sbirciato ben bene con il solo obiettivo di potervene riferire eh? ;-)) Diverse pagine del libro sono dedicate ai due "Theorius campus", fondamentale è stato infatti l'apporto di Lilly Greco alla prima e condivisa fatica discografica dei due cantautori romani.  "Lilly Greco non capisce ma che Dio lo benedica..." dirà Francesco in "Marianna al Bivio" (Alice non lo sa, 1973) e poi ancora "...la montagna era incantata da un poeta che suonava il pianoforte..." (si è ipotizzato che questo verso sia su Venditti). 
Nell'intervista ad Antonello Venditti contenuta nel libro ho potuto leggere dell'apporto di Lilly alle produzioni Vendittiane in RCA e ai dissidi che spesso scoppiavano per la divergenza di vedute sugli arrangiamenti. Per Theorius Campus l'apporto di Lilly Greco fu molto rilevante perchè i due "pulcini" erano proprio ai primi cip cip. Va poi detto che Lilly Greco è anche un buon musicista, tanto è vero che in "Theorius campus" suona anche il pianoforte; Antonello afferma infatti nell'intervista che il piano di "Roma Capoccia" nel disco è di Lilly Greco, perchè quello che aveva inciso non gli piaceva. Del lavoro in RCA è anche interessante il passo su "Ullàlla", Antonello dice infatti che, tornato da Carimate in Brianza con i nastri del disco, la casa discografica lo criticò molto e fece un missaggio del tutto diverso, a tal punto che l'album che ne è venuto fuori è quasi un altro rispetto a quello che il cantautore aveva in mente. Alla fine dell'intervista Venditti ribadisce comunque la grande stima per Lilly pur nei continui scontri, e viene prefigurato anche un possibile album che contenga delle interpretazioni di Greco su brani da lui curati negli anni, questa volta con l'apporto di Antonello come produttore! Chissà che un giorno questo progetto non possa avere un futuro...
Molto toccante infine il riferimento di Venditti al funerale di Ennio Melis, lo storico direttore RCA a cui è legato l'ottimo "Le cose della vita", un disco semplice e splendido, tutto di pianoforti e tastiere.  Antonello  racconta che, entrato in chiesa per la funzione, sentì un pianoforte suonare "Inno all'amore" di Edith Piaf e riconobbe subito dal tocco che si trattava di Lilly Greco: un modo stupendo per salutare il grande boss della RCA, non credete?

di Stefano "Solegemello"


postato da: solegemello alle ore 16:25 | link | commenti
categorie: libri, ricordiamo
lunedì, 24 dicembre 2007

...Ci incontreremo all'angolo, in quel bar di Via Frattina...

Regali di Natale
(Dalla Pelle al cuore, 2007)
 
Ritornerà dicembre
con il freddo e i temporali
E tu sarai già pronta
con la lista dei regali
Ci incontreremo all’angolo
In quel bar di Via Frattina
È bello non vedersi
Come amanti stamattina
Sempre…
Sempre resterai
Nella mia mente
Sempre…Sempre…
Tu sei il mio regalo e sei per sempre
Ti ho persa ad un semaforo
Forse mentre attraversavi
Ma tu dovevi dirmelo che in silenzio tu mi amavi
Confondono i ricordi i regali di Natale
Trasformano in minuti tutti gli anni che passavi
Sempre…sempre resterai nella mia mente
Sempre sempre tu sei il mio regalo e sei per sempre
Ma che destino complice ti ritrovo in libreria
A ricomprarmi Seneca proprio mentre andavo via
Confondono gli amanti i regali di Natale
Nascondono i diamanti fra le cose che più ami
Sempre
Sempre
Sempre resterai
nella mia mente
Sempre
Sempre
tu sei il mio regalo
e sei per sempre

AUGURI DI BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO!

Quando verrà Natale, tutto il mondo cambierà

Quando verrà Natale, tutto sorriderà...

 

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postato da: solegemello alle ore 17:10 | link | commenti (4)
categorie: canzoni, natale, foto roma, dalla pelle al cuore
domenica, 16 dicembre 2007

SANTA MARIA DELLA PIETA’…e i pazzi siete voi…
 
5/12
 
Questa mattina sono andato a rinnovare la carta d’identità al “Santa Maria della pietà”, l’ex manicomio provinciale che ospita oggi un’ala ospedaliera ma anche alcuni uffici del diciannovesimo municipio. La definitiva destinazione del complesso è comunque ancora incerta: si è parlato  del trasferimento di  alcune facoltà universitarie, della creazione di un centro culturale, ecc.
Il dramma della malattia mentale è poi ancora vivo in tutta la sua feroce gravità. La Legge Basaglia ha infatti giustamente chiuso i “manicomi” ma ha lasciato aperto il problema su come assistere le persone colpite da grave disagio psichico e dare sostegno alle famiglie che si trovano a vivere in una situazione così difficile. Sostenere il malato vuol dire curarlo ma anche, quando non è possibile, alleviargli il più possibile la sofferenza, senza alcuna forma di segregazione o violenza (difficile cancellare dagli occhi le immagini dei film “Qualcuno volò sul nido del cuculo” o il recente “La meglio gioventù”).
E fin qui ”chi se ne frega” o “che c’entra”, direte voi.
In realtà, la mattinata di oggi mi ha riportato alla mente un aneddoto raccontato da Giorgio Lo Cascio in un breve libro dedicato ad Antonello Venditti. Sempre in tema di canzoni, mi piace poi ricordare “I matti” (“Terra di nessuno”, 1987) di Francesco De Gregori, protagonista con Antonello e Giorgio del piccolo episodio che cito di seguito e il bel lavoro fatto da Simone Cristicchi con “Ti regalerò una rosa”, il brano dedicato alla malattia mentale che è stato accompagnato anche da un libro e un documentario.
 
Foto tratta da:
 
 
 (...) I matti non hanno più niente, intorno a loro più nessuna città,
anche se strillano chi li sente, anche se strillano che fa.
I matti vanno contenti, sull'orlo della normalità,
come stelle cadenti, nel mare della Tranquillità (...)
("I matti", "Terra di nessuno", 1987, Francesco De Gregori)
 
 
Antonello Venditti “Canzoni”
a cura di Giorgio Lo Cascio,1981 Latoside pagina 17
 
“(…) Vi furono poi situazioni fuori dal comune, come quel giorno in cui il figlio del nostro discografico chiese a Francesco, ad Antonello e a me di tenere un concerto per i ricoverati del Santa Maria della Pietà, che allora venivano ancora chiamati “matti”. Ovviamente accettammo tutti e tre. Venimmo condotti in un enorme parco abbandonato che ricordava vagamente il Giardino Zoologico di Roma. C’erano dei padiglioni fatiscenti (non si resiste alla tentazione di utilizzare questo vocabolo) tra i quali si muovevano persone diafane in camicia da notte. Avevano preparato una festa bellissima con dolcini, spumante e festoni alle pareti. Una donna prese in disparte me e Francesco chiedendoci di portare un biglietto al suo avvocato affinché la tirasse fuori di lì, dove l’avevano rinchiusa senza alcun motivo. La suora ci disse che quella era la sua mania, eppure ogni volta che ripenso a quella storia mi ritorna il rimorso sordo di non aver portato quel biglietto, e la sensazione che ci fosse qualche cosa di strano in quella situazione. Il concerto fu accolto con molto entusiasmo, con un entusiasmo forse un po’ scomposto ma indubbiamente spontaneo: Antonello si concesse un applauditissima “Roma capoccia”, io mi ingarbugliai cantando una canzone d’amore, ma il momento più terribile venne quando Francesco cantò “Alice non lo sa”. Antonello ed io ci guardammo terrorizzati in attesa del fatidico ritornello che dice: “Ma io non ci sto più/ e i pazzi siete voi”. Quel momento non venne perché Francesco cambiò con grande disinvoltura l’ultima parte del verso. (….)”
 (....) Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita son vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare(...)
Simone Cristicchi, "Ti regalerò una rosa", Dall'altra parte del cancello (2007)
 

postato da: solegemello alle ore 20:38 | link | commenti (4)
categorie: libri, sociale, foto roma, ricordiamo
lunedì, 10 dicembre 2007

RIFLESSIONI SU VECCHIO E NUOVO

Mi è arrivata una mail da Michele, che mi chiede di girarvela e di discutere insieme

La foto è tratta da Tv Sorrisi e canzoni n.51, 12/2007 

Ciao a Marta e a tutti gli appassionati della musica di Antonello Venditti.
 E' uscito il nuovo e atteso album,  già questa  è una buona notizia. Dalla pelle al cuore pone le tematiche del tradimento e del perdono, la canzone che dà anche il titolo al disco è semplice orecchiabile e assolve al suo compito di presentare e promuovere   l' album e i suoi temi, a mio avviso i toni  "alti"  degni del vendittiano blasone si trovano in Piove su Roma, Giuda, e Tradimento e perdono.
 Ma qualche banale riflessione mi pone scatole vuote.
Il nostro Autore  l' ha definita, più o meno, un dimmelo tu cos’è al contrario venti anni dopo, certo che se l' affermazione non fosse il frutto di interpretazione autentica  l'avremmo presa, probabilmente, come lesa maestà. Dimmelo tu cos'è è una canzone che personalmente amo molto, un pezzo di quel Venditti che ascoltiamo con passione e piacere, un pezzo ispirato e senza tempo, l' erede scatole vuote, canzone anche bella che ascolto e ascolterò, è però un' altra cosa. 
I due pezzi, senza scendere nella analisi del testo, rappresentano forse l' evoluzione di Venditti, da pezzi con testi più scritti e pensati a canzoni più scarne con testi molto più semplici dove si privilegia la ricerca dei suoni, la musica.
 Mi viene da pensare, se siamo noi vecchi ascoltatori appassionati, troppo ben abituati, ad aspettarci sempre il grande testo in ogni nuovo album, noi appassionati che trascinati da  canzoni come dimmelo tu cos'è abbiamo poi  cercato e amato anche altre canzoni, scritte magari prima che noi fossimo nati, o forse è appunto l' evoluzione di Venditti, di un autore che ormai ha dimostrato il suo valore e vuole anche suonare oltre che scrivere, senza considerare poi il mercato di oggi.
Certo Antonello Venditti, nel toccare i temi forti con la mano maestra del cantautore, non ha rotto il filo delle canzoni d’amore, ciascuno di noi ha le sue preferite alle quali lega ricordi, emozioni; chi non ha ascoltato in religioso silenzio ricordati di me (che reputo, come tutti, uno dei punti più alti della discografia del maestro) e anche le successive   da amici mai, in qualche parte del mondo a con che cuore passando per ogni volta, ma in queste canzoni pur nella loro bellezza, come nei pezzi più tesi verso il sociale, è presente un alleggerimento del testo, una progressiva semplificazione. Ascolto l’ ultima e piacevole regali di Natale, piacevole anche se nel finale il testo diventa ripetitivo, personalmente non so per quanto si farà ricordare, l’ ultimo Venditti grande e senza tempo si scopre  in Giuda.
Pezzi come una stupida e lurida storia d’amore o Modena,  tanto per citare a caso, saranno figli del loro tempo e di un preciso stato d’animo dell’ autore, oggi improponibili, ma che emozionano ancora tanto e da mettere nell’ album dei ricordi.
Gli esempi appena fatti sono puramente casuali e forse anche sbagliati, comunque, perché troppo bene abituati, probabilmente non possiamo sempre andare a cercare le parole dei testi degli anni ormai andati, ogni fatto umano come anche le canzoni vanno forse guardate nel loro tempo, per usare una orribile espressione nel loro contesto, dobbiamo “vendittare”  ed accettare il nuovo con gli alti e i bassi e cercare le emozioni nei nuovi testi, nelle nuove musiche, anche se con qualche “coretto”.
Queste poche idee ma ben confuse, vogliono essere solo lo spunto di un pensiero, di una discussione aperta.  Grazie      M.P.

postato da: martacrs alle ore 20:42 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni, foto venditti, dalla pelle al cuore
mercoledì, 05 dicembre 2007

Vi riporto un pezzo dell'amico vendittiano Sante, ispirato dall'ascolto del nuovo album del nostro Antonello. Buona lettura! (La foto è stata scattata da Solegemello)

DSCN3106

E la pioggia e' un regalo di marzo che nasconde il suo veleno,e' un sipario di mare che nasconde il mondo intero,e' una pioggia che copre il passato dei giorni,l'esistenza di un amore,e' un tempo che porta via,forse lontano da casa o forse appena dietro l'angolo.E' marzo ma non e' ancora primavera.
Anche i sorrisi non sono sorrisi,forse somigliano a quelli  tristi di Modena,sono sorrisi sgomenti anche sul traguardo vincente,anche sulla rete centrata,nascono prima dentro gli occhi,poi scendono giu' fino alla bocca.Sono sorrisi che nascondono solitudini inaspettate,fragilita' nascoste,che precedono addii dolorosi,tradimenti,notti insonni a cercare di capire,ma la vita di un uomo non si capisce mai,e nemmeno quella di un amico.Ed allora e' veramente solo il destino che da' senso alla vita,alle parole,e' l'amore,solo l'amore,ancora una volta e per sempre l'amore.E' questo viaggio dalla pelle al cuore,che attraversa tutte le stagioni di pioggia e di sole,viaggio dentro se stessi,dentro il proprio finito e infinito,liberandosi dalle catene,gridandosi dentro tutto il proprio dolore,come Giuda.
E allora non e' un viaggio,e' il Viaggio,quello che non puoi fare a vent'anni,quello che non conosci e che non puoi compiere se non hai mai amato veramente,sofferto veramente,sbagliato,tradito veramente.Bisogna ritornare dalla pelle al cuore,senza piu' dolore,senza piu' fare del male,farsi del male,bisogna chiedere perdono,l'uomo come Giuda,l'uomo Giuda,ancora qui,tra di noi,anzi noi,la sua reicarnazione all'infinito.
L'uomo,l'essere imperfetto,ma l'unico al quale e' stata data la possibilita' di amare,di sbagliare e di ammetterlo,di ritornare dalle parti del cuore,per incontrare di nuovo il proprio nome,la propria faccia,la propria voce.
Gia',incontrarsi,fare i conti col tempo,col passato,come in quel bar all'angolo di Via Frattina,a dicembre,confusi tra le voci e le luci di Natale,dentro quella libreria a ricomprare quello stesso libro,perche' forse davvero la vita e' un eterno ritorno di cose,di amore,o forse no,e' solo una canzone,e' solo poesia,e' solo un'illusione che ci serve per andare avanti.
E' marzo ma non e' ancora primavera.Piove su Roma.Piove.

postato da: martacrs alle ore 07:21 | link | commenti (1)
categorie: foto roma, dalla pelle al cuore

il blog "Vendittando" collabora con il sito di Stefano Solegemello...