
'68
(....) In "Sotto il segno dei pesci", 1978, Antonello parla di un'intera generazione, quella sessantottina.
E' significativo che il brano esca proprio dieci anni dopo il famoso '68. La canzone si apre con le immagini di una manifestazione "Ti ricordi quella strada, eravamo io e te, e la gente che correva e gridava insieme a noi, tutto quel che voglio pensavo, è solamente amore..", e prosegue con l'analisi di alcuni personaggi a cui la vita , finiti i miti rivoluzionari, riserba un presente non esaltante.
Altro episodio è "Il compleanno di Cristina", canzone che inizia esattamente come "Sotto il segno dei pesci" (l'immagine del corteo) e poi descrive la vita di quegli stessi "contestatori" a vent'anni di distanza: nel frattempo è il 1988.
"Noi", dell'album "Benvenuti in paradiso", riprende ancora il discorso sulla generazione del '68 e ancora una volta vince la disillusione : "noi sotto il segno dei pesci noi...noi che sognavamo ad occhi aperti, adesso siamo i perdenti noi...";
(....) Una canzone dove sentimento e politica si "danno la mano" è "Qui"(1984), ma questa volta protagonista è il sentimento tra un uomo e una donna.
Qualcuno può pensare che parlare d'amore, inteso come amore di coppia, sia un "tema basso", e un tema "commerciale". Non lo nego, spesso è così, e la canzone italiana è piena di canzoni futili e ultra-leggere (nelle quali è incappato lo stesso Venditti), eppure "Qui" è una canzone diversa.
E' diversa perchè quando Antonello dice "e Paola prende la mia mano...", il fatidico incontro avviene davanti alla facoltà di Architettura, a Valle Giulia.
Sfondo di questo amore sono "gli anni caldi", le occupazioni, gli scontri; E' come dire "noi occupavamo ma non avevamo dimenticato che la vita è fatta anche di altro", non a caso "Qui" è pubblicata su un disco chiamato "Cuore".
Questa "politica-sentimento" è secondo me la chiave di volta più autentica per capire la produzione di Antonello Venditti. Ed ancora pensiamo alle tante canzoni dedicate alla scuola, da "Compagno di scuola"(1975), che descrive un clima di pre-contestazione (Antonello vive il suo sessantotto all'Università) e gli inevitabili cambiamenti che stanno per arrivare, a "Giulio Cesare"(1986) con quella "Giovine Italia" nera nera, a "Notte prima degli esami"(1984) con le sue notti polizia dove qualcuno è caduto. Fino alla recente "Fianco a fianco"(1999) che cerca di raccontare il clima solidale di quella stagione. Che quest'anno con l'8 ci regali un'altra canzone dedicata al tema?
Analisi del testo "QUI"(Cuore, 1984)
"ALBE CINESI DI SETA INDIANA..." di Marco Re
UN' IMMAGINE METAFORICA PER DESCRIVERE UNA GENERAZIONE - QUELLA DEL '68 APPUNTO - CHE POLITICAMENTE GUARDAVA AL "SOLE DELL'AVVENIRE" E AI PAESI COMUNISTI DELL'EST E CULTURALMENTE SI IMBEVEVA DELLE CONTRASTANTI PULSIONI CHE PROVENIVANO DAI DUE ESTREMI DEL GLOBO: LA CULTURA PSICHEDELICA AMERICANA E IL MISTICISMO ORIENTALE (LA SETA INDIANA...CHE PER ALTRO ERA DIVENTATA ANCHE MODA : LE RAGAZZE "HIPPIES", INDOSSAVANO AMPI FOULARD E GONNE LUNGHISSIME DI SETA INDIANA CON COLLANINE DI PERLINE ECC.)
...ma Paolo e Francesca...
Diversi mesi fa ho ricevuto un'email su una delle canzoni più note di Venditti e l'ho conservata in vista di un post su "Vendittando". Al di là dell'ingenuità della domanda in essa contenuta, penso che quanto segue possa essere interessante per chiarire meglio la nota citazione dantesca in "Ci vorrebbe un amico" e per rispolverare dai ricordi liceali il bellissimo canto di Paolo e Francesca...Buona lettura!
Ciao,
Sono una ragazza tedesca ma è da parecchi anni che sto imparando l'italiano.Ora un amico m'ha regalato un disco con vecchie canzoni italiane, bellissime. Tra di esse anche "Ci vorrebbe un amico" di Venditti, che certamente conoscevo già ma solo adesso stavo ascoltando per bene il testo. C'è una frase che non capisco bene e che sull' internet ho trovato in diversi modi.
“e se amor che nullo amato, amore, amore mio, perdona”
Sembra un verso di una vecchia poesia …e purtroppo non lo capisco.
Se tu potessi spiegarmelo, mi faresti proprio un regalo!
Mi sa che era proprio questa la frase che quasi un anno fa un italiano mi aveva “messaggiato” e che già allora non avevo capito. Ma lui non me l'ha più spiegato, stava per lasciarmi ...
Intanto grazie e saluti dalla Germania,
Sigrid
(...)
… Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.
Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.
Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense! ...
(Divina commedia, V canto dell’Inferno)
Ciao, rispondo volentieri. Partiamo dal verso de “
"Amor, ch'a nullo amato amar perdona" è un verso del canto V dell'Inferno, conosciuto anche come canto di Paolo e Francesca, dei Lussuriosi. Questo verso vuol dire: “Amore non esonera chi è amato dal riamare, all'amore si deve rispondere con l'amore.”
Antonello Venditti cambia questo verso in “e se - amor che nullo amato…- amore, amore mio perdona”.
Per capire sono importanti quei puntini di sospensione. E’ come se Venditti accennasse il verso di Dante e poi tornasse nella canzone e alla sua storia d’amore. La citazione del grande Poeta è solo un attimo, è solo un pretesto.
Per quanto riguarda “Ci vorrebbe un amico”, io posso dare la mia interpretazione, ovviamente per essere sicuri bisognerebbe chiedere a Venditti stesso.
Dante parla dell’amore eterno, un amore perfetto, dell'amore in sé: chi è amato deve amare. Antonello riprende nella canzone il verso per dire che purtroppo questo non è sempre vero, molte volte l'amore non è ricambiato, oppure finisce, oppure si finisce per amare in modi diversi.
"Ci vorrebbe un amico" è la canzone del dolore, che Venditti scrive dopo aver perso il suo amore. Quando dice "amore amore illogico, amore disperato" si riferisce a quella condizione di innamorato che vorrebbe tenere a sè l'amata senza considerare i sentimenti dell'altra. Ci sono le scuse "-amore amore mio perdona- “ e quasi l’invito a ripartire da quell'amore così grande e puro di cui parla Dante. Nel verso precedente infatti dice "lo vedi sto piangendo ma io ti ho perdonato": sono pezzi della storia d'amore, errori commessi da una e dall'altra parte.
Una curiosità, Antonello ha studiato al Liceo Classico quindi ha ben presente Dante; cita infatti "Paolo e Francesca" anche in un'altra canzone, "Compagno di scuola", contenuta in “Lilly” del 1975, che consiglio di ascoltare: ”E
Spero di aver dato un quadro, si accettano contributi!
Riporto il testo:
"Ci vorrebbe un amico" (Cuore, 1984)
Antonello Venditti
Stare insieme a te, è stata una partita,
va bene hai vinto tu, e tutto il resto è vita
ma se penso che l'amore è darsi tutto nel profondo
in questa nostra storia sono io che vado a fondo.
Ci vorrebbe un amico, per poterti dimenticare
ci vorrebbe un amico per dimenticare il male
ci vorrebbe un amico
qui per sempre al mio fianco
ci vorrebbe un amico nel dolore e nel rimpianto
Amore, amore illogico, amore disperato
lo vedi sto piangendo, ma io ti ho perdonato
e se “amor ch'a nullo amato…” amore, amore mio perdona
in questa notte fredda mi basta una parola
Ci vorrebbe un amico….
Vivere con te, è stata una partita
il gioco è stato duro comunque sia è finita
ma sarà la notte magica o forse l'emozione
io mi ritrovo solo davanti al tuo portone.
LA MATURITA'....
Venditti ha raccomandato ai maturandi di quest'anno di ascoltare la sua canzone Notte prima degli esami perchè porta fortuna. Devo dire che anch'io nel 1998, anno della mia maturità, mi attenni a questa pratica già diventata un rituale per gli studenti più anziani di me (perchè vi ricordo, o giovincelli che capitate qui cercando la canzone, che il pezzo è del 1984! E non è uscito l'anno scorso col film omonimo!), maturandi o laureandi. Per quanto riguarda me, la canzone ha portato proprio fortuna! Almeno per la maturità. Comunque che dire....L'estate è nell'aria brindiamo alla maturità, giusto per citare un'altra canzone di Venditti, Giulio Cesare (1986)! Bè..col filone della scuola ci si potrebbe sbizzarrire, c'è anche la stupenda Compagno di scuola (1975), la più lirica. Comunque ne parleremo un'altra volta e tornando a Notte prima degli esami, volevo raccontarvi che venne cantata in anteprima al concerto del Circo Massimo anno 1984, in occasione della finale di coppa dei campioni disputata tra Roma e Liverpool, sperando nella vittoria della squadra capitolina e quindi in una grande festa in musica, come avvenne per il festeggiamento dello scudetto conquistato nel 1983. Infatti nella canzone ritroviamo un chiaro riferimento notte di sogni di coppe e di campioni e c'è anche una strofa studiata per un canto live: si accendono le luci qui sul palco, ma quanti amici intorno, che viene voglia di cantare. Un altro aneddoto su questa canzone è quello della sua nascita. Un giorno Antonello andò a pranzo nella sua casa natale dove c'era ancora lo storico pianoforte verticale col quale nacquero Roma Capoccia e Sora rosa. Fu proprio il re-incontro con quella parte di sè rispolverata dal passato ad ispirargli la canzone, che venne fuori di getto. E venne decisamente bene!
NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI (dall'album CUORE, 1984)
Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra
e un pianoforte sulla spalla.
Come pini di Roma, la vita non li spezza,
questa notte è ancora nostra.
Come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?
Le bombe delle sei non fanno male,
è solo il giorno che muore, è solo il giorno che muore.
Gli esami sono vicini, e tu sei troppo lontana dalla mia stanza.
Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto,
stasera al solito posto, la luna sembra strana
sarà che non ti vedo da una settimana.
Maturità ti avessi preso prima,
le mie mani sul tuo seno, è fitto il tuo mistero.
Il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani,
non fermare ti prego le mie mani
sulle tue cosce tese chiuse come le chiese,
quando ti vuoi confessare.
Notte prima degli esami, notte di polizia
certo qualcuno te lo sei portato via.
Notte di mamma e di papà col biberon in mano,
notte di nonno alla finestra, ma questa notte è ancora nostra.
Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni,
notte di sogni, di coppe e di campioni.
Notte di lacrime e preghiere,
la matematica non sarà mai il mio mestiere.
E gli aerei volano in alto tra New York e Mosca,
ma questa notte è ancora nostra, Claudia non tremare
non ti posso far male, se l'amore è amore.
Si accendono le luci qui sul palco
ma quanti amici intorno, mi viene voglia di cantare.
Forse cambiati, certo un po' diversi
ma con la voglia ancora di cambiare,
se l'amore è amore, se l'amore è amore,
se l'amore è amore, se l'amore è amore,
se l'amore è amore
FIANCO A FIANCO...i giovani di oggi
Ciao a tutti, riporto un estratto di un'articolo apparso questa settimana su "Il venerdi" e il testo della canzone "Fianco a fianco" del 1999...un pò spiazzante perchè verrebbe più naturale citare la celeberrima "Giulio Cesare" del 1986. Sui temi proposti dal cantautore si potrebbe aprire, se volete, un interessante dibattito, personalmente non mi sento di condividere a pieno il suo ottimismo!
tratto da Il Venerdi (La Repubblica) n.975, 24/11/2006 pagina 34
la foto è tratta da Tutto, Settembre 1986
(...) Su un punto Antonello Venditti è d'accordo: i ragazzi di oggi non sono poi così male come si dice.
"Sono molto meglio. Molto più buoni, ad esempio, della precedente generazione: gli attuali venticinquenni erano più cattivi, tesi, manipolabili. Quelli che fanno le superiori oggi sono più solidali, educati al confronto, sorridenti, informati. Si interessano ai problemi del mondo, dall'ambiente alla guerra, in modo non ideologico, senza estremismi. Quelli ce li hanno solo in un ambito: il tifo calcistico".
Il cantautore romano torna spesso dentro al suo ex liceo, quel Giulio Cesare, dove insegnava anche la madre, cantato in una celebre canzone e sfiorato in quella Notte prima degli esami tornata alla ribalta grazie al successo del film omonimo.
"Il Giulio Cesare è ancora casa mia ed è una scuola molto particolare. Ai miei tempi era veramente di estrema destra e in quella zona, il quartiere Trieste, si incrociava gente come Giusva Fioravanti. Davvero si cantava "eia eia alalà", ti cooptavano alle manifestazioni per Trieste libera e stilavano liste di proscrizione. C'era un'aria pesante , di violenza. Le cose ora ono molto cambiate: sono stato dentro al Giulio Cesare anche con Valerio Morucci a presentare il suo libro. E' diventata una scuola all'avanguardia. Si fanno dibattiti e cineforum, ci sono molte band musicali. Rimane questa cappa di destra, che è data anche dall'architettura fascista, ma il corpo docente è per lo più progressista. E i ragazzi sono molto educati alla critica e al dibattito, sanno reagire e interagire. Hanno voglia di futuro, hanno riscoperto dei valori. E la droga che gira non è più un percorso di delinquenza ma di divertimento, che resta entro limiti accettabili: uno spinello non è più un rituale di appartenenza politica, ma vale una birra"(....)
tratto da Il Venerdi (La Repubblica) n.975, 24/11/2006 pagina 34
Fianco a fianco
(Da "Goodbye N9vecento, 1999)
Quando andavo a scuola mamma mi svegliava con la sua canzone
e fuori è l'alba
muore il sogno al sole dentro l'ascensore con la colazione
e il mal di pancia
dentro le parole c'è la soluzione come scarpe nuove
così è la vita
e le mie parole cercano l'amore come una canzone
che non è Finita
E mi trovai davanti a te
la mia classe vuota e tu con me
la bandiera rossa che ora c'è
ora so perchè ora so perché ora so perché
Noi correvamo tutti fianco a fianco
insieme a noi correva il vento
con I'ultima speranza di movimento
prima che cadesse il buio dentro
Un aereo NATO fa l'apprendistato oggi si è sbagliato
la radio canta
anime incoscenti sono i parlamenti come i sentimenti
televisione
dentro le parole c'è la soluzione della coalizione
la vita è bella
ma le mie parole cercano l'amore come una canzone
che si ribella
E mi trovai davanti a me
la mia classe vuota senza te
la bandiera rossa che non c'è
ora so perché ora so perché ora so perché
Noi correvamo tutti fianco a fianco
e insieme a noi correva il vento
con l'ultima speranza di movimento
prima che cadesse il vuoto dentro
Noi correvamo tutti fianco a fianco
insieme a noi correva il tempo
con I'ultima illusione di movimento
prima che cadesse il buio dentro
per noi ... per noi ...
Gli esami sono vicini....
Anche quest'anno sono arrivati... e la televisione non manca certo di ricordarcelo, rinnovando in tutti noi il ricordo, la preoccupazione, la gioia di quei giorni frenetici e bollenti... Nei tg viene quasi sempre citato lo storico brano di Antonello "Notte prima degli esami" e allora eccomi qui a postare queste poche righe su "Vendittando". Lo confesso, sono innamorato di questa canzone. Credo che contenga tutto il miglior Venditti: il pianoforte, la voce accorata e potente, la malinconia struggente, l'amore, Roma con i suoi pini e questa vita che un pò ci cambia un pò ci lascia uguali...

Unitamente al post lanciamo anche un sondaggio. Spesso ci siamo interrogati sul forum del sito sul significato del verso "le bombe delle sei non fanno male..." e ne sono venute di tutti i colori...lasciate in questo post le vostre interpretazioni...
Notte prima degli esami
(Cuore, 1984)
Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra
e un pianoforte sulla spalla.
Come pini di Roma, la vita non li spezza,
questa notte è ancora nostra.
Come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?
Le bombe delle sei non fanno male,
è solo il giorno che muore, è solo il giorno che muore.
Gli esami sono vicini, e tu sei troppo lontana dalla mia stanza.
Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto,
stasera al solito posto, la luna sembra strana
sarà che non ti vedo da una settimana.
Maturità ti avessi preso prima,
le mie mani sul tuo seno, è fitto il tuo mistero.
Il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani,
non fermare ti prego le mie mani
sulle tue cosce tese chiuse come le chiese,
quando ti vuoi confessare.
Notte prima degli esami, notte di polizia
certo qualcuno te lo sei portato via.
Notte di mamma e di papà col biberon in mano,
notte di nonno alla finestra, ma questa notte è ancora nostra.
Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni,
notte di sogni, di coppe e di campioni.
Notte di lacrime e preghiere,
la matematica non sarà mai il mio mestiere.
E gli aerei volano in alto tra New-York e Mosca,
ma questa notte è ancora nostra, Claudia non tremare
non ti posso far male, se l'amore è amore.
Si accendono le luci qui sul palco
ma quanti amici intorno, mi viene voglia di cantare.
Forse cambiati, certo un po' diversi
ma con la voglia ancora di cambiare,
se l'amore è amore, se l'amore è amore,
se l'amore è amore, se l'amore è amore,
se l'amore è amore.
"Notte prima degli esami" di Stefano Solegemello
E adesso qualche curiosità...I "4 ragazzi" della prima strofa sono i 4 "giovani del folkstudio" : Venditti, De Gregori, Lo Cascio, Bassignano, unico pianista, Antonello. Una volta Venditti ha dichiarato che tutti in quell'epoca andavano in giro con la chitarra mentre lui aveva uno strumento più pesante....metaforicamente sulla spalla; ancora oggi quando parla del suo fare musica e del raccontarsi con le canzoni ripeta l'espressione "ho ripreso in spalla il pianoforte". Altro aneddoto è che la canzone è stata composta una domenica in cui Antonello era a casa dei genitori...andò al "piano verticale", quello mitico di "Roma capoccia" e "Sora Rosa" e compose, quasi di getto la bellissima ballata. Un'altra curiosità è su "i pini di Roma" che è anche il titolo di un'opera di O.Respighi, ed è interessante che Venditti lo citi visto l'interesse che da sempre nutre per la sinfonia.La canzone è un piccolo resoconto di vita fino al 1984, dagli inizi alla definitiva appartenenza al "mestiere della musica". Il brano si segnala anche per la bellezza del pianoforte:penso che l'inizio strumentale di questa canzone sia tra le cose più belle del suo canzoniere e la più vicina, tra quelle post-70, alle sue ballate per pianoforte e voce.
Antonello, scuola e politica (di Stefano "Solegemello)
Tutto un filone delle canzoni di Antonello Venditti è legato ai ricordi di scuola.
Si comincia con "Compagno di scuola" del 1975 dove come in "un album di fotografie" scorrono le immagini di una scuola pre-sessantottina: le prime assemblee, i professori chiusi ad ogni istanza di rinnovamento, "le ragazze del primo banco, i "primi vagiti di un '68 ancora lungo da venire e troppo breve da dimenticare". La canzone si chiude con un forte senso di disillusione che solo il "microcosmo della scuola" riusciva ad evitare ;
Il tema si arricchisce di un altro capitolo nel 1984 con la meravigliosa "Notte prima degli esami"; in questa canzone tante sono le figure e la maggior parte non legate a temi politici. Ma quando Antonello dice "notte di polizia, certo qualcuno te lo sei portato via", il riferimento è chiaro.
"Qui", 1984, mescola il ricordo di una storia d'amore con quello dell'università ai tempi del 68; la scena si svolge a "Valle Giulia" (dove sorge la facoltà di architettura) , teatro in quegli anni di violenti scontri tra studenti e forze dell'ordine.
"Giulio Cesare", 1986, è una canzone assai composita, ma la politica è presente: "davanti alla scuola pensavo viva la libertà".
Infine nel 1999 Antonello scrive "Fianco a fianco" : "la bandiera rossa che ora c'è, noi correvamo tutti fianco a fianco", "insieme a noi correva il vento con l'ultima speranza di movimento" (la disillusione è forte nell'ormai adulto Antonello Venditti).
Io invece voglio ricordare il testo della canzone che ha segnato l'inizio della mia passione per Venditti inscindibile però dall'amore per Roma ed anche per la scuola della canzone romana (di cui ho ancora degli LP con canzoni di Gabriella ferri, Scola cantorum, etc).
Questa canzone è la quasi esatta trasposizione di quello che io ( e molti altri) ho vissuto nel periodo della maturità della fine anni 70.
Davanti alla scuola tanta gente
otto e venti, prima campana
"e spegni quella sigaretta"
e migliaia di gambe e di occhiali
di corsa sulle scale.
Le otto e mezza tutti in piedi
il presidente, la croce e il professore
che ti legge sempre la stessa storia
sullo stesso libro, nello stesso modo,
con le stesse parole da quarant'anni di onesta professione.
Ma le domande non hanno mai avuto
una risposta chiara.
E la Divina Commedia, sempre più commedia
al punto che ancora oggi io non so
se Dante era un uomo libero, un fallito o un servo di partito.
Ma Paolo e Francesca, quelli io me li ricordo bene
perché, ditemi, chi non si è mai innamorato
di quella del primo banco,
la più carina, la più cretina,
cretino tu, che rideva sempre
proprio quando il tuo amore aveva le stesse parole,
gli stessi respiri del libro che leggevi di nascosto
sotto il banco.
Mezzogiorno, tutto scompare,
"avanti! tutti al bar".
Dove Nietsche e Marx si davano la mano
e parlavano insieme dell'ultima festa
e del vestito nuovo, fatto apposta
e sempre di quella ragazza che filava tutti (meno che te)
e le assemblee e i cineforum i dibattiti
mai concessi allora
e le fughe vigliacche davanti al cancello
e le botte nel cortile e nel corridoio,
primi vagiti di un '68
ancora lungo da venire e troppo breve, da dimenticare!
E il tuo impegno che cresceva sempre più forte in te...
"Compagno di scuola, compagno di niente
ti sei salvato dal fumo delle barricate?
Compagno di scuola, compagno per niente
ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?"