Chi sono e di cosa si parla

Ciao a tutti, benvenuti in questo blog! Io sono Marta di Verona e questo è uno spazio virtuale dedicato alla mia passione musicale per Antonello Venditti. In realtà questo vuole essere un blog "collettivo", esteso a tutti i vendittiani, per parlare del nostro cantante preferito. Marta (se vuoi scrivermi clicca qui)

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TOUR 2008: QUI e sul forum di solegemello, tutti i commenti

ANTEPRIMA TOUR ESTIVO:16 giugno Arena di Verona

giovedì, 01 marzo 2007

E per continuare con le magie di Roma....

 ...ecco un'altra canzone canzone tributo del nostro Antonello:Grazie Roma!Buona visione :-)

 

 

 


postato da: martacrs alle ore 08:48 | link | commenti (12)
categorie: canzoni, calcio, concerti, video, foto roma, circo massimo
giovedì, 08 febbraio 2007

ULTRA’
 
E’ un venerdi particolare a Catania, si gioca la partita con il Palermo, anticipata per la concomitanza con la festa di Sant’Agata, patrona della città. Sarà un venerdi di passione. C’è una grande euforia, due squadre dell’isola si fronteggiano per i primi posti in classifica. Si dice che sarà una partita a rischio e già questo dovrebbe suonare assurdo quando si parla di calcio. Ma è lo scenario di ogni maledetta domenica: città blindate come per un vertice internazionale, forze di polizia schierate in massa. Le previsioni purtroppo risultano quanto mai azzeccate, a metà della partita si verificano i primi incidenti, poi a fine gara è il caos: devastazione, scontri, ferimenti. Uno grave, gravissimo, mortale. Si è vero, è tutto vero, putroppo c’è il morto. E’ un poliziotto, Filippo Raciti, aveva una moglie e due figli e adesso giace con il fegato spappolato; si dice sia stato colpito da un pezzo di un lavabo, lanciatogli contro come un’arma da un giovane accecato da una violenza cieca, senza ragione.
Lo stadio è molte cose, è passione, è spettacolo, forse qualche volta è rivincita per “le cose della vita” che non vanno troppo bene, non dovrebbe MAI essere morte. Ed invece oggi come ieri si muore per il calcio. Avevo otto anni e allo stadio Heysel, finale di coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool morivano 39 tifosi, schiacciati dalla violenza, anche quella volta senza un perché.
In queste ore, di grande fermezza e di provvedimenti molto duri per risolvere l’annoso problema della “violenza negli stadi” è tuttavia importante distinguere tra i normali tifosi, gli ultrà (non è e non deve essere una parolaccia) e i violenti potenzialmente assassini.
Da cosa nasca una violenza così cieca, così priva di qualsiasi giustificazione, è difficile capirlo. Forse la latitanza di altre forme di aggregazione, siano esse civili, sociali,religiose, fanno dello stadio un momento di unità importantissimo, forse l’unico per tanti giovani e giovanissimi (le cronache riportano numerosi arresti di minorenni); lo stadio diventa un’arena dove scatenare le proprie frustrazioni, dove dimostrare di essere dei duri, di non essere da meno rispetto alle violenze di qualche inutile capo-banda. Fare scontri contro i tifosi avversari, contro le forze dell’ordine, è forse un folle modo di esistere. Lo stadio si trasforma in un nuovo campo ideologico estremo, nel quale entra anche la violenza come strumento di affermazione sugli altri.
Non è un caso che il fenomeno degli "Ultrà" (non va assunto, e’ bene ripeterlo, necessariamente come sinonimo di violenza) abbia le manifestazioni più evidenti con la fine degli anni ’70. Un film , “Ultrà” di Richy Tognazzi,1990, ha dato uno spaccato del fenomeno in Italia, attraverso il racconto della trasferta di un gruppo di tifosi romanisti a Torino per Juventus-Roma. Ne parliamo su queste pagine perché la colonna sonora è curata da Antonello Venditti (presenti nella pellicola un tema strumentale e la canzone “Grazie Roma”). Nel film, al quale ha collaborato alla sceneggiatura anche Simona Izzo, e dove recitano bravi attori come Claudio Amendola, Richy Memphis, Giammarco Tognazzi, emerge in maniera chiara come la furia cieca del protagonista sia una spirale dalla quale non riesce più a liberarsi e che finisce per distruggerlo.
 
Sabato e Domenica, dopo una settimana senza calcio, si giocherà di nuovo; su molti campi però l’unico rumore saranno le urla dei giocatori e i colpi dati al pallone. In molti stadi, quelli considerati non sicuri, le porte resteranno infatti chiuse ai tifosi. E’ un provvedimento necessario, ma è senz’altro l’ammissione di una sconfitta: una sconfitta per i tifosi, che restano fuori dalla porta, per le società di calcio, una sconfitta per le istituzioni che non sono state in grado di dotare l’ex-campionato più bello del mondo di stadi sicuri, efficienti, una sconfitta per tutti, perché comunque, un’altra vita è stata sacrificata per un partita di calcio.

Le foto: in alto, Claudio Amendola. In basso: Richy Memphis, due immagini del film "Ultrà" di Richy Tognazzi (1991)
Clicca qui per lo speciale "Ultrà"del Sito Solegemello

Clicca qui per uno speciale "Ultrà"del Sito Solegemello

postato da: solegemello alle ore 18:37 | link | commenti (6)
categorie: riflessioni, film, calcio, off topic, attualitĂ 
mercoledì, 27 dicembre 2006

E' una torrida sfida...

In realtà volevo fare questo post qualche settimana fa in occasione della sfida di serie B Juventus-Lecce, poi ho lasciato passare il momento...e il post è tramontato. E' di oggi la notizia dell'esonero dell'allenatore boemo e così ecco di nuovo un pretesto...Si proprio un pretesto perchè non voglio, io juventino, speculare su questo passaggio a vuoto dal punto di vista professionale. Anzi, in tutta onestà, devo ammettere che Zdenek Zeman è stato e rimarrà sempre un simbolo del calcio pulito, dello sport dei valori originari. Non tutte le uscite del tecnico sono state probabilmente felici, forse verso la Juventus c'è stato anche un certo accanimento, ma le sue denunce, il suo monito è stato sicuramente prezioso e spero che il nuovo corso bianconero sia davvero al di sopra di ogni sospetto. Zeman è dunque un offensivista non solo sul campo, celebre il suo 4-3-3,  ma anche nella vita civile. Allenatore amatissimo sulla sponda giallorossa e al quale Antonello Venditti nel 1999, album Goodbye N9vecento, ha anche dedicato una canzone rock ("La coscienza di Zeman", titolo  che rimanda al famoso romanzo di I.Svevo) nella quale celebra la sua arditezza, in tutti i campi....All'attacco vai.....in difesa mai...

La coscienza di Zeman

(Goodbye N9vecento,1999)
 

E' una torrida sfida
ideologicamente proibita
agli schemi d'attacco
il palazzo risponde col tacco
Ma il tempo sta scadendo ormai
tieni palla dai ..
il pareggio mai ...
tu non lo firmerai ...
Perché non cambi mai
il sogno é ancora intatto e tu lo sai
Perché non cambi mai
il sogno non si awera quasi mai
No non é una partita
volgarmente si chiama corrida
c'é la testa del toro
e nessuno ti chiede perdono
La folla sta impazzendo ormai
all'attacco vai ...
in difesa mai ...
tu non ti fermerai ...
Perché non cambi mai
il sogno é ancora intatto e tu lo sai
Perché non cambi mai
il sogno non si avvera quasi mai
La folla sta impazzendo ormai
all'attacco vai ...
in difesa mai ...
tu non ti fermerai ...
Perché non cambi mai ...
Perché non cambi mai ...


postato da: solegemello alle ore 12:39 | link | commenti (1)
categorie: riflessioni, canzoni, calcio, off topic
mercoledì, 16 agosto 2006

ANTONELLO , "ITALIA"  E  I MONDIALI DI CALCIO

Cliccate su play nel lettore qui sotto (prima però fate stop sul lettore che c'è sulla sinistra del blog, sotto alla sezione discografia, così non sentite la canzone di sottofondo!) e ascoltate, file molto carino !Venditti parla in quel di Verona, in arena

Venditti:Ci sono delle canzoni che uno fa volentieri o mal volentieri…Sapete cantare voi?

Pubblico: Siii

V: Dove...dove ci troviamo in questo…in che città viviamo?

P: Veronaaa (si sente poco)

V: Loro dicono “voce” perché sono sfortunati, stanno dall’altra parte. A Verona. Verona in che regione è?Italia?

P: Venetooo

V: Ah,veneto. E…e il veneto in che nazione è?

P: Italiaaa

V: E l’Italia come va?

P: Maleee

V: Non ho...non ho capito

P:Maleee

V: Mi era parso di sentire "male"…

Risate del pubblico

V: Perché io ho scritto una canzoncina. Voi se sapete…

P:Italia Italia Italia Italia

V: …embè poi bisogna dire che l’Italia ha vinto… che cosa?

P: I mondialiii

V: I campionati del mondo. Ma le cose non sono cambiate…o sono cambiate?!

P: Nooo

V: Benissimo, allora innanzitutto vi faccio cantare, perché  visto che voi siete disponibili così a questo canto…Vediamo se siete capaci.(musica) Ora lo facciamo (Intona)Ooo-ooo-oooh (il pubblico lo accompagna)

Seconda: Ooo-ooo-oooh (il pubblico lo accompagna). De rimbalzo è carina!

Facciamo la prima: Ooo-ooo-oooh (il pubblico lo accompagna)

Seconda: Ooo-ooo-oooh (il pubblico lo accompagna)

Abbastanza a tempo. Adesso rifacciamo fortissimo in coro

P: Ooo-ooo-oooh, Ooo-ooo-oooh

V: Adesso l’ultima volta e il secondo “oooh” lo dovete tenere lunghissimo perché io devo andare lì, devo avere il tempo di correre al pianoforte e cominciare questa dannatissima canzone sull’Italia che se non la faccio stasera non me la fanno cantar più, ok?Allora…allora vai: Ooo-ooo-oooh (il pubblico lo accompagna) Bene. Questo lungo, questo…quest’altro..questo!

 Ooo-ooo-oooooooooooooooooh (il pubblico lo accompagna)

Voi starete pensando a un discorso recente, che Venditti abbia parlato di questi mondiali e invece...macchè mondiali 2006...sono i mondiali 1982!E' una registrazione del festivalbar 1982!All'epoca si usava fare miniconcerti all'interno del festivalbar in occasione della tappa areniana. Quell'anno toccò al nostro Venditti!

ITALIA

 Oh! Italia
Tierra de maccaroni multinazionali
Tierra de scandalos e de scandalizados
Tirra dove la pelota è rotunda e los arbitros sono cornudones
Tierra de terremodos e de terremodados
Tierra de sequestrados e de sequestradores
Tierra dove los occupados son disorganizados
E los disoccupados son organizados
Tierra de libera muerte e de abuerto vietado
Tierra de libera muerte e de abuerto vietado
Tierra de radio libere ma libere veramente
Che faran ballar, che faran cantar tutta la hente
Tierre de stages de stado
Tierra de ordine nero, tierra de ordine blanco
Tierra de ordine claro, tierra de ordine clero
Oh! Italia
Tierra de segredos militares
Tierra de cançion d'audores e des los intellectuales
Tierra de cançion d'audores e des los intellectuales
Tierra de " fin che la barca va lasciala andare"
Se vuele maridare, si se vuele maridare
Se vuele maridare, si se vuele maridare
Tierra de qualunquistas e de digiunadores
Peninsula bagnada da quatro lados
Ed el pueblo che fa?
Ed el pueblo che fa?
Canta! Canta! Canta!

 

 

 


domenica, 16 luglio 2006

VENDITTI SUI MONDIALI 2006

Ragazzi, ormai è estate inoltrata e pure il piccolo Nando (Vendittando!) ha voglia di andare in vacanza!Lo dico perchè gli aggiornamenti sono scarsi. Io vorrei che qui si discutesse anche di canzoni preferite o si raccontasse di piccole cose..di musica vendittiana nel nostro quotidiano!Vabbè, è difficile..Anche perchè il blog è una tipologia diversa dal forum. Vedo però che c'è della BELLA gente che viene a leggermi/ci (non sono l'unica autrice!). Mi raccomando, CONTINUATE e se volete, commentate!Alla sinistra del blog ci sono anche delle icone cliccabili che rimandono a discussioni carine alle quali potete partecipare (come è nata la tua passione vendittiana, il tuo primo concerto, il circo massimo). Detto questo procedo con un aggiornamento-notizia, che sono quelli che vi interessano di più!Venditti dice la sua su questi mondiali. Notizia tratta dall'ansa. Buona lettura e a presto.

VENDITTI  : Una vittoria che e' ''di grande conforto per chi ama il calcio e che deve suonare come condanna definitiva per tutti coloro che hanno tentato di far sembrare deboli questi ragazzi che sono davvero forti'' ''Ora lo posso dire - dice il cantante - avevo pronosticato questa vittoria perche' vedevo i ragazzi convinti e forti. In piu' con l'errore di Trezeguet il destino ha svolto il suo compito''.
Su Zidane e Totti: ''Il primo ha concluso una carriera in modo indecente facendo una cosa che non si era mai vista e dimostrando che i francesi erano in realta' fragili; il secondo invece per la prima volta e' stato trattato da giocatore normale, perfino umile, non gli e' stata addossata tutta la responsabilita' della squadra e finalmente e' andata bene. Per me oggi, come sempre quando si vince, ogni singolo giocatore, anche chi ha fatto solo panchina, e' magico. Anzi vi dico una cosa: e' magica anche la Melandri''.

 


postato da: martacrs alle ore 09:28 | link | commenti (1)
categorie: calcio, notizie, antonello e i mondiali
domenica, 09 luglio 2006

Notte di coppe...e di campioni!!!!

...ma questa notte è ancora nostra...

che c'è...è ritornato il sole dentro me....

...notte di lacrime e preghiere...

4


postato da: solegemello alle ore 15:08 | link | commenti (1)
categorie: calcio, off topic, antonello e i mondiali
sabato, 01 luglio 2006

OH...ITA-LI-A!

Siamo in semifinale! Dal '94 non succedeva e anche questa, in un paese tanto diviso e pieno di problemi, può essere una bella notizia. Un bel 3-0 ai modesti Ucraini basta per riempire le strade delle città, per far partire i cori, le trombe e le bandiere. Sembra proprio che il calcio nonostante abbia mostrato in questi ultimi anni il peggio di sè, almeno dal punto di vista gestionale, riesca ancora a restituirci un pò di unità! E' una gran bella cosa.Durante questo mondiale, finora tanto felice per i nostri colori mi è spesso venuta in mente una canzone, "Italia", pubblicata nel 1982 nell'album forse più malinconico di Antonello Venditti,  "Sotto la pioggia". Un album dai colori pastello, fatto di piccole fotografie e di grandi emozioni. Questa canzone, composta nel 1977, spezza un pò il clima del disco. E' un brano ironico sull'Italia, composto in uno spagnolo maccheronico e condito da una musica brasiliana. Il tono scanzonato della canzone cozza però con i contenuti, si parla di "democristos ministros", di "strages de stados", di "abuerto vietado": la traduzione appare fin troppo ovvia. Significativo il fatto che nel brano si parli di aborto "vietado"; il brano infatti,  uscito in Sotto la pioggia (1982), è stato composto prima della legge 194 del 1978 e del seguente referendum. Attualissima la canzone quando dice "...e los arbitros son cornudones": forse in quel contesto Antonello voleva usare anche dell'ironia...la realtà ha dimostrato purtroppo ben altro. E ancora qualche aneddoto: Venditti ha eseguito "Italia" nella tournée di "Sotto la pioggia", proprio dopo la splendida vittoria del Mundial '82 e sicuramente l'effetto della canzone doveva risultare beffardo: "si abbiamo vinto il campionato del mondo ma non è che l'Italia vada meglio...". Un filmato del 1982 (dal festivalbar di quell'anno) mostra Antonello che intona la canzone insieme con il pubblico, soprattutto "l'o-o-o-o Ita-li-a" che apre il brano. Inoltre, in un concerto a Torino dello stesso anno, Antonello sottolineò come, nei testi dell'Lp, i tipografi di allora abbiamo "dimenticato" la frase "los democristos ministros non se ne impuerano nada...": provare per credere...chi ha LP può verificare come sulla busta del vinile manchi clamorosamente questa frase!  Solo una coincidenza?! Aspettando la Germania...incrociamo le dita....e speriamo in una notte di coppe e di campioni...oh...Ita-li-a!

Stefano "Solegemello"

Italia

 (Sotto la pioggia 1982, canzone composta nel '77)
  

Oh! Ita-li-a!

Oh! Ita-li-a!

Tierra de maccaroni multinazionali

Tierra de scandalos e de scandalizados

Tierra dove la pelota è rotunda e los arbitros sono cornudones

e los arbitros son cornudones 

e loso arbitros son curnudones

Oh Ita-li-a! Ita-li-a!

Tierra dove los democristos ministros non se ne empuertano nada

non se ne empuertano nada non se ne empuertano nada

Tierra de terremodos e de terremodados

Tierra de sequestrados e de sequestradores

Tierra dove los occupados son disorganizados

E los disoccupados son organizados

Tierra de libera muerte e de abuerto vietado

Tierra de libera muerte e de abuerto vietado

Tierra de radio libere ma libere veramente

Che faran ballar, che faran cantar tutta la hente

Tierre de srages de stados

Tierra de ordine nero, tierra de ordine blanco

Tierra de ordine claro, tierra de ordine clero

Oh! Ita-li-a

Oh! Ita-li-a! 

Tierra de segredos militares

Tierra de cançion d'audores e des los intellectuales

Tierra de cançion d'audores e des los intellectuales

Tierra de " fin che la barca va lasciala andare"

Se vuele maridare, si se vuele maridare

Se vuele maridare, si se vuele maridare

Tierra de qualunquistas e de digiunadores

Peninsula bagnada da quatro lados

Ed el pueblo che fa?

Ed el pueblo che fa?

Canta! Canta! Canta! 

"LA CANZONE ITALIANA", sito a cura di Melisanda, mi ha segnalato una  recensione su "Sotto la pioggia" molto ben fatta:

http://www.lacanzoneitaliana.it/venditti82r.htm

e una biografia completa su Antonello

http://www.lacanzoneitaliana.it/venditti.htm
 


postato da: solegemello alle ore 15:29 | link | commenti (1)
categorie: canzoni, calcio, curiositĂ , antonello e i mondiali
sabato, 10 giugno 2006

Era l'anno dei mondiali quelli del...2006

Eh si, sono passati vent'anni dai Mondiali del Messico, i primi tra l'altro di cui conservo un ricordo nitido. Nel 1982  ero troppo piccolo...mi tornano alla mente solo alcuni flash: la festa continua nel posto di villeggiatura dove stavamo, il Circeo, e  la simpatica arancia del logo di Spagna '82. Beh, tutto questo per parlare di mondiali, di "Giulio Cesare" e per riportare un articolo che mi ha fatto avere Mimmo di Monopoli in cui il nostro Antonello ripercorre in maniera molto simpatica alcune edizioni del mondiale...

 

Giulio Cesare / Venditti e segreti, 1986

Eravamo 34 quelli della terza E

tutti belli ed eleganti tranne me.

Era l'anno dei mondiali quelli del '66

la regina d'Inghilterra era Pelè.

Sta crescendo, come il vento questa vita mia

sta crescendo, questa rabbia che ti porta via

sta crescendo come me, si come me.

Eravamo 34 quelli della terza E

sconosciuto il mio futuro dentro me,

e mio padre una montagna troppo alta da scalare

nel paese una coscienza popolare.

Sta crescendo, come il vento questa vita mia

sta crescendo, questa rabbia che ti porta via

sta crescendo come me, si come me.

La Giovane Italia cantava iaaa-aa

Davanti alla scuola pensavo viva la libertà,

tu dove sei, coraggio di quei giorni miei

coscienza, voglia e malattia di una canzone ancora mia yeh 

ancora mia...yeh

Nasce qui da te, qui davanti a te, Giulio Cesare.

Eravamo 34 adesso non ci siamo più

e seduto in questo banco ci sei tu,

era l'anno dei mondiali quelli dell'86

Paolo Rossi era un ragazzo come noi

Sta crescendo, come il vento questa vita tua

sta crescendo, questa rabbia che ti porta via

sta crescendo ohhh come me

L'estate è nell'aria brindiamo alla maturità

l'Europa è lontana

 partiamo, viva la libertà

tu come stai ragazzo dell'86

 coraggio di quei giorni miei

coscienza, voglia e malattia di un canzone ancora mia,

ancora mia ye, ancora mia ye

Nasce qui da te, qui davanti a te, Giulio Cesare

 

ANTONELLO VENDITTI NOTTE PRIMA DEI MONDIALI.
(Gazzetta del Mezzogiorno -15-06-1998)

di Antonello Venditti

Per uno che ama il calcio come me, i mondiali sono un punto fermo ogni 4 anni.Nel primo ricordo nitido che ho,cosi chiaro da sorprendermi un po’(dicono che più si invecchia e meglio si ricordano le cose avvenute nel passato più lontano),ci sono io bambino nel cortile del palazzo di via Zara, a Roma, dove abitavo. C’era un portiere sardo,un classico dell’epoca,e correva l’anno 1958, quello dei mondiali di Svezia.
Di televisori ce n’erano ancora pochi,molto pochi,e noi naturalmente non l’avevamo.
Ad avercelo erano i Rossoni,che invitavano praticamente tutto il condominio a casa loro per le serate di gala,cessò”lascia o raddoppia”o per altri avvenimenti mitici. Telecomando niente, questo Phonola bianco\nero a valvole da 18 pollici comunque faceva la sua parte.Io nei miei ricordi sono in cortile, con tutti gli amichetti,che gioco a pallone in attesa della partita. Perché il senso del mondiale è sempre stato questo per i ragazzini italiani: nell’attesa che cominci giochi a pallone, ti gasi per bene, sali a vedere il primo tempo,scendi per una rapida sgambatura nell’intervallo,torni su a vedere la fine della partita.

SVEZIA ‘58

Quell’estate del ’58 io avevo nove anni ed ero già tifosissimo della Roma,perché mio zio mi portava allo stadio da quando avevo 6 anni. E non solo quando la Roma giocava in casa all’olimpico ma anche in trasferta.Lui era un socio fondatore della Roma ed io sono il classico bambino-mascotte della squadra,avevo il pallone con le firme di tutti i giocatori. Inutile dirvi che questo mio zio aveva un posto di primissima fila nel mio cuore quando potevo scappavo a casa sua. Allora la gestione delle società di calcio era molto più casereccia: i giocatori pranzavano tutti insieme in un ristorante, Cavinita, ma la sera spesso mio zio se li portava a casa in forze.Mia zia,che era veneta,cucinava per tutti cose buonissime sino alle 4 di mattina. Spaghettate pazzesche,patatine fritte a quintali…Io li ho conosciuti tutti i miei eroi di allora: Manfredini, Loiacono, Selmosson, Angellillo. E poi-caso nel caso-nel mio palazzo abitava lo stopper della Roma Guarnacci.Io insomma i mondiali li vivevo già in clima agonistico, e questa tivvù che per la prima volta portava nelle case degli italiani immagini di grandi partite giocate in posto cosi lontano,aveva un che di magico.Come il sole del Nord che sembrava non voler mai tramontare su quelle sfide,sul mio adorato Liedholm (ma allora non sapevo ancora che mi sarebbe stato cosi caro…) su Guarrincha, Didi, Pelè, Vavà, il quartetto più forte che si sia mai visto in giro.

CILE ‘62

Quattro anni dopo, il Cile. Il famigerato arbitro Inglese Aston,noi che abboccammo alle provocazioni e finimmo sbattuti fuori. Questi come tutti quelli in cui siamo finiti fuori al primo turno me li ricordo sfumati, annebbiati.
La nostra era la nazionale degli oriundi Altafini e compagni.Non ero però cosi cotto da non accorgermi dei torti che pure noi commettemmo contro i cileni,insomma non mi sembrò poi tutto questo scandalo.Parlando di Cile mi ricordo molto di più gli anni 70,gli sgherri del “macellaio”Pinochet,la coppa Davis vinta da Panatta e dagli altri e la polemica”andare-non andare”: io volevo andarci disperatamente, perché pensavo allora, e lo penso ancora oggi.che la gente comune non c’entra mai nientecon quello che accade nei palazzi di governo e non merita lo sfregio di un rifiuto.Già soffre abbastanza di suo.

INGHILTERRA’66

Togliamoci il pensiero: ”Era l’anno dei mondiali ,quelli del’66,la regina d’Inghilterra era Pelè…”.Io questa canzone,”Giulio Cesare”, l’ho scritta vent’anni dopo,nel 1986, un altro anno di Mondiali, quelli della “mano di Dio”di Maratona in Messico.
“Paolo Rossi era un ragazzo come noi”,che a tutti sembrò il Pablito del Mundial di Spagna,era invece un omonimo,il primo morto negli scontri tra studenti e polizia a Roma, sulla scalinata della facoltà di
Legge,che appunto nel ’66 era un ragazzo come me.
Un nome banalissimo, buono per un eroe immortale come Pablito e per uno studente morto quando e come non doveva morire.Quelli del ’66 furono anche i primi mondiali alla tv. La BBC aveva un livello sconosciuto alle altre televisioni: replay, telecamere dappertutto.Cosi scoprimmo da subito che il gol che valse di fatto la coppa all’Inghilterra di Bobby Charlton (stranamente in maglia rossa ma noi non l’abbiamo mai saputo perché la tv era in bianco e nero),quello de 3-2 firmato da Hurst nel supplementare contro la Germania, non era mai entrato.Da allora io cominciai a regolare la mia vita sui mondiali,sono sempre andato a cicli di 4 anni,bilanci quadriennali.Per noi fu quello della Corea.Un dentista coreano, Park Do Hik (ma che fine avrà mai fatto?),ci mandò a casa nella più grande disfatta collettiva del dopoguerra in questo paese. E poi vi regalo un ricordo limpidissimo. Nicolò Carosio che commenta Portogallo-Corea: ”Prende la palla Eusebio , scarta uno ,due,tre avversari,supera il limite del centrocampo,avanza ancora ,prende la mira ,è al limite,tira….rete! Formidabile questo Beckenbauer !”Giuro disse proprio cosi.Ma Carosio è stato fenomenale,lui non avrebbe mai detto come fanno oggi:”Gli ritorna la palla”.No,tu non puoi ritornà la palla a nessuno,al massimo la ridai ,la restituisci,la rendi,ma ritornarla proprio non puoi,perché ritornare in Italiano è intransitivo.Poi lui ha inventato un lessico,ha traghettato il football dei penalty,dei corner,degli off-side al calcio dei rigori,dei calci d’angolo,dei fuori gioco.Non c’erano parole adeguate in italiano e lui le ha inventate. E poi io non sopporto i telecronisti anonimi che sono venuti dopo di lui,non capisco perché il mio commentatore non debba fare il tifo per la nostra squadra,soffrire come soffro io.

MESSICO’70

Qui siamo nella leggenda.Già i nomi dei posti sono leggendari. Toluca,lo stadio Atzeca…Nessuno ricorda mai che li vinse l’ultimo Brasile di Pelè,in tutto il mondo quello è il mondiale di Italia-Germania 4-3.
C’è tutta la vita in quella partita, il fato che la sera prima di partire manda a casa Anastasi e ripesca Boninsegna, che all’ultimo minuto di una sfida che stavamo rubacchiando manda uno che giocava in Italia e non aveva mai segnato in vita sua come Schnellinger ad allungare il match, Burnich in attacco a cercare il pareggio, il mito di Riva, la staffetta Mazzola-Rivera. Credo che ognuno abbia qualcosa da ricordare intorno a Italia-Germania 4-3, a cominciare dalla sigla del collegamento mondovisione che era di Burt Bacharach. La notte di Italia-Germania, anzi l’alba perché era proprio una notte agli sgoccioli quando la sfida finì, saltarono fuori tutti i tricolori che il ’68 e la sinistra avevano deciso di rinnegare.
Io sto dalla stessa parte dalla quale sono sempre stato,ma non ho mai nascosto la testa sotto la sabbia e quella era un’idiozia anche per rispetto a tutti quelli che in quella bandiera ci avevano creduto al punto da morirne.Io quella notte la bandiera l’ho tirata fuori e so annato in giro per tutta Roma. Fiero. E poi i mondiali del Messico sono i primi ai quali sia stata dedicata una canzone,la stupenda ”Messico e nuvole” di Jannacci, ”la faccia triste dell’America”.Mi fermo,perché Mexico ’70 è di tutto di più.

GERMANIA’74

Chinaglia che manda affanc..Valcareggi e tutta la panchina.Una brutta squadra di senatori.Ho rimosso tutto quel pessimo mondiale, tutto tranne naturalmente l’Olanda di Cruijff, Neeskens, Kroll, scippata dai panzer tedeschi. Qell’Olanda è la squadra che ha cambiato il calcio traghettandolo dal passato al futuro,dal dilettantismo al professionismo.

ARGENTINA’78

Bella squadra, divertente, orgogliosa.Troppo bella per vincere, forse.Ci fece felici,ci restituì il gusto di fare il tifo per la nazionale,ci servì l’antipasto della grande abbuffata di 4 anni dopo.E un giocatore come Bettega oggi che quotazione avrebbe? Cento miliardi?

SPAGNA ‘82

Chiudo qui, al “Bernabeu” la notte dei tricampioni del mondo, di Pertini, perché i campionati che sono venuti dopo (Messico ’86, Italia ’90 e Usa ’94) sono ancora troppo freschi per tutti,non vale ancora la pena di ricordarli. Per evitare ogni retorica, il mio Mondiale dell’Italia mondiale è la sera della finale con la Germania, io solo a casa perché la mia emozione era talmente forte ,talmente intensa,da non poterla dividere con nessuno,con una bottiglia di champagne in frigo. Alla fine tutta Roma che suona, salta, balla ,ride,si abbraccia e sciama per le strade io solo al balcone,con la coppa in mano,che bevo lo champagne freddo che va giù in gola e le lacrime salate che mi scendono inarrestabili E poi,la notte dopo il trionfo,il lunedì sera,a Roma.Uno speciale Rai condotto da Gianni Minà,con tutti gli azzurri e il “mio” Bruno Conti, poi una festa in casa Minà su in collina e io, Rossi e Tardelli che quasi all’alba ce ne andiamo a casa mia,a Trastevere.Il giornalaio che ha appena aperto,le auto della distribuzione dei quotidiani che arrivano una dopo l’altra,io che salgo a prendre un pallone e ci mettiamo a giocare come dei ragazzini nella piazzetta, ioPablito e l’uomo dell’urlo di gioia più indimenticabile di tutto lo sport mondiale. Arriva l’ennesima auto, rallenta, si ferma,l’autista guarda meglio…poi si passa una mano sulla faccia e fa un gesto come a dire:”Rossi e Tardelli che giocano a pallone con Venditti a Trastevere? Ma vaff….A st’ora so proprio cotto…”


postato da: solegemello alle ore 15:36 | link | commenti (8)
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