Brucia Roma

Brucia Roma, brucia Roma
co' li romani
brucia Roma, brucia Roma
co' li cristiani
brucia Roma, brucia Roma
er parlamento
brucia Roma, brucia Roma
cor Papa dentro
Brucia Roma, brucia Roma
e ce lo sapevamo
c' 'o sapeva morto bbene
puro Nerone
ma mentre solo lui sapeva suonare la cetra
mo' noialtri semo in tanti a sparare
E vorrei sapè dar professore
che fine ha fatto
Menenio Agrippa su Monte Sacro
lui combatteva pei diritti
dei contadini
e la plebe lo seguiva
mentre moriva
E vorrei sapè che fine ha fatto
Tiberio Gracco
puro lui fu assassinato mentre lottava
lui lottava pe' la plebe
e allontanare i pregiudizi
lui lottava pei diritti
e i peregrini
che poi sarebbero gli emigrati d'adesso
ma questo er professore nun me l'ha detto
e allora
brucia Roma, brucia Roma, brucia Roma
brucia Roma....
(Brucia Roma, Le cose della vita,1973)
...ROMA CAPOCCIA...DER MONNO 'NFAMEEEE...
e cogliendo il suggerimento di Marta...
"...me ne vojo annà da sto paese marcio che c'ha li buchi ar posto der cervello..."
Solegemello
"...vorrei che mi credessi, che mi tenessi più vicino..."
Questa bella foto è stata scattata da Stefania (nick "scatole vuote" sul forum di solegemello) durante una delle due date romane. La ringrazio per avermela "prestata"!
"...continuerò a cantare le cose della vita e se ho sbagliato a viverle per te non è finita...."
Durante questo tour ci sono state varie polemiche per il discorso del playback. Mi pare che ci stiamo impuntando un po' troppo...vogliamo forse fargli un processo? Comunque io mi emoziono ancora molto ai suoi concerti...viva Antonello!
Le cose della vita
Lo so è un pò difficile
parlare con voi altri
lontani dai rumori
denunciare i tuoi tormenti
e per la prima volta non cercare le parole
difficili poetiche che stuzzicano il cuore.
Per te che non mi stimi e non ti tocca quel che dico
non ho da dirti molte cose in più
di quel che ho detto continuerò a cantare
le cose della vita
e se ho sbagliato a viverle per te non è finita.
Ma per te che hai scelto sempre me
da santo e da assassino
vorrei che mi credessi e mi tenessi più vicino
le cose della vita fanno piangere i poeti
ma se non le fermi subito diventano segreti
LIVE DI "RICORDATI DI ME"
Ieri Antonello è stato ospite del programma di prima serata di rai1 "non esiste più la mezza stagione", condotto dal mitico trio Lopez, Marchesini, Solenghi. Ha cantato dal vivo Ricordati di me, assistito dai suoi amici Danilo Cherni e Amedeo Bianchi. Vi riporto quindi il video disponibile su youtube! Un'ottima occasione per ascoltare un'esecuzione molto carina e dolce di questa splendida canzone.
8 E 9 MARZO, PADOVA, GRAZIE ANTONELLO!

QUI SOTTO FILE AUDIO REGISTRATO AL CONCERTO DELL'8 MARZO SULL' INTRODUZIONE A TRADIMENTO E PERDONO, CON CANZONE!
E' bello assistere all'inizio di un nuovo viaggio, percorrere i primi passi insieme. E così l'8 e il 9 marzo ho avuto il piacere di esserci quando Antonello dava inizio al suo tour, e ho potuto avvertire tutta la sua voglia, l'entusiasmo, la carica. Non vedeva l'ora di iniziare, ha spaccato il secondo...il concerto è iniziato alle 21.30 in punto! Prima delle note di Dalla pelle al cuore, 2 lunghissimi minuti di silenzio nel buio di un palazzetto in trepida attesa che applaudiva incoraggiante e invocava a voce forte il nostro Antonello. E poi finalmente la musica e le luci sul palco e Lui sbucare sotto i riflettori. Raggiante di un piacere immenso di cominciare il viaggio, insieme a noi. Il pubblico era caloroso e partecipe, conoscitore anche del nuovo album (e pure di Campus ho notato!Tanti conoscevano le versioni rock dei pezzi rivisitati!)e smanioso di godersi appieno il concerto. Alla fine dell'esecuzione del primo pezzo Antonello ci ha mostrato la sua gioia dicendoci che era contento di essere lì a festeggiare con noi il suo compleanno e che tra l'altro la sua festa coincideva con quella della giornata della donna. E qui ha fatto un bel discorso sulla regressione dei diritti per le donne, che stanno ritornando sempre più deboli insieme a vecchi e bambini. Ha quindi riflettuto come noi speravamo invece in un mondo migliore, in un progresso dei diritti, della civiltà, in tutto il mondo. Ha quindi rispolverato un brano "semplice" di 30 anni fa, ma di forte attualità: Sara. Poi il concerto è stato un alternarsi di canzoni vecchie e nuove (le ha fatte tutte tranne Giuda e Regali di Natale), per di più in versione rock (come Sotto il segno dei pesci e Ci vorrebbe un amico). Mi è piaciuta molto l'introduzione a Tradimento e perdono, quando ha parlato della funzione "sociale" dei campioni che non permette l'interesse e l'affetto per il lato umano del campione. Cioè al campione gli errori non vengono perdonati. Il campione in quanto "esempio" non può essere imperfetto! Esortava quindi ad amare di più i campioni e ad amarci tutti quanti, perchè siamo tutti imperfetti. Due cose nuove, rispetto agli altri concerti, sono state l'introduzione in scaletta di Benvenuti in paradiso, in una versione abbastanza particolare (definirei un po' dance un po' tribale!) e la rivisitazione di Roma Capoccia. La nuova versione di quest'ultima è molto strana ma molto bella. Al secondo ascolto me ne ero già innamorata persa! Ha un suono minimalista e malinconico, molto poetico. Sono curiosa di sapere se è piaciuta anche a qualcun'altro o se piacerà! Molto carina anche l'introduzione a Stella. Antonello ha ricordato di averla cantata proprio a padova il 2 aprile 2005 quando era morto papa Woytila e che nella tristezza e nel rammarico di avere perso tale Figura si era domandato se era il caso di suonare. Alla fine si era risposto cantando Stella. Ha quindi voluto dedicare di nuovo la canzone a Woytila e a Rocco, Antonino e Vito (gli uomini della scorta di Falcone, morti insieme al giudice in un attentato, nel 1992). Poi, che altro dire? Le luci molto carine! In conclusione un bel concerto, molto rock e carico(quasi sfiancante!eheheh). Il pubblico era soddisfatto, ma soprattutto ho notato come fosse atteso questo nuovo viaggio di Antonello e come sia stato accolto calorosamente il suo ritorno. A livello personale mi ha entusiasmato e anche stupito. Questo ritrovare l'Antonello che mi piace ma anche quello nuovo che torna a convincermi e poi la rivisitazione suggestiva di Roma Capoccia mi hanno fatta felice. E' BELLO RITROVARE VENDITTI!

'68
(....) In "Sotto il segno dei pesci", 1978, Antonello parla di un'intera generazione, quella sessantottina.
E' significativo che il brano esca proprio dieci anni dopo il famoso '68. La canzone si apre con le immagini di una manifestazione "Ti ricordi quella strada, eravamo io e te, e la gente che correva e gridava insieme a noi, tutto quel che voglio pensavo, è solamente amore..", e prosegue con l'analisi di alcuni personaggi a cui la vita , finiti i miti rivoluzionari, riserba un presente non esaltante.
Altro episodio è "Il compleanno di Cristina", canzone che inizia esattamente come "Sotto il segno dei pesci" (l'immagine del corteo) e poi descrive la vita di quegli stessi "contestatori" a vent'anni di distanza: nel frattempo è il 1988.
"Noi", dell'album "Benvenuti in paradiso", riprende ancora il discorso sulla generazione del '68 e ancora una volta vince la disillusione : "noi sotto il segno dei pesci noi...noi che sognavamo ad occhi aperti, adesso siamo i perdenti noi...";
(....) Una canzone dove sentimento e politica si "danno la mano" è "Qui"(1984), ma questa volta protagonista è il sentimento tra un uomo e una donna.
Qualcuno può pensare che parlare d'amore, inteso come amore di coppia, sia un "tema basso", e un tema "commerciale". Non lo nego, spesso è così, e la canzone italiana è piena di canzoni futili e ultra-leggere (nelle quali è incappato lo stesso Venditti), eppure "Qui" è una canzone diversa.
E' diversa perchè quando Antonello dice "e Paola prende la mia mano...", il fatidico incontro avviene davanti alla facoltà di Architettura, a Valle Giulia.
Sfondo di questo amore sono "gli anni caldi", le occupazioni, gli scontri; E' come dire "noi occupavamo ma non avevamo dimenticato che la vita è fatta anche di altro", non a caso "Qui" è pubblicata su un disco chiamato "Cuore".
Questa "politica-sentimento" è secondo me la chiave di volta più autentica per capire la produzione di Antonello Venditti. Ed ancora pensiamo alle tante canzoni dedicate alla scuola, da "Compagno di scuola"(1975), che descrive un clima di pre-contestazione (Antonello vive il suo sessantotto all'Università) e gli inevitabili cambiamenti che stanno per arrivare, a "Giulio Cesare"(1986) con quella "Giovine Italia" nera nera, a "Notte prima degli esami"(1984) con le sue notti polizia dove qualcuno è caduto. Fino alla recente "Fianco a fianco"(1999) che cerca di raccontare il clima solidale di quella stagione. Che quest'anno con l'8 ci regali un'altra canzone dedicata al tema?
Analisi del testo "QUI"(Cuore, 1984)
"ALBE CINESI DI SETA INDIANA..." di Marco Re
UN' IMMAGINE METAFORICA PER DESCRIVERE UNA GENERAZIONE - QUELLA DEL '68 APPUNTO - CHE POLITICAMENTE GUARDAVA AL "SOLE DELL'AVVENIRE" E AI PAESI COMUNISTI DELL'EST E CULTURALMENTE SI IMBEVEVA DELLE CONTRASTANTI PULSIONI CHE PROVENIVANO DAI DUE ESTREMI DEL GLOBO: LA CULTURA PSICHEDELICA AMERICANA E IL MISTICISMO ORIENTALE (LA SETA INDIANA...CHE PER ALTRO ERA DIVENTATA ANCHE MODA : LE RAGAZZE "HIPPIES", INDOSSAVANO AMPI FOULARD E GONNE LUNGHISSIME DI SETA INDIANA CON COLLANINE DI PERLINE ECC.)
I sorrisi sono una forma di comunicazione, quelli veri e spontanei sono più precisamente un’espressione dell’anima. Cosa c’è di più bello e conciliante col mondo di un dolce sorriso? Ti disarma e ti lascia senza parole, perché lui stesso non ne ha bisogno! Un sorriso ha il valore di un abbraccio, la forza di un raggio di sole, la freschezza di un’acqua pura e buona. Però può anche essere triste e allora chi lo raccoglie ha una grande responsabilità: quella di cancellarne l’amarezza e solo l’amicizia o l’amore lo possono addolcire…FELLINI
Ci sono canzoni che si amano più di altre, ma non è detto che queste preferenze siano immutabili. Variano infatti a seconda del momento, dell'umore o di chissà cosa. Beh, in questi ultimi anni, questa canzone, cioè "Fellini" dall'album "Sotto la pioggia", è stabilmente nella classifica delle mie più amate (lo so non è tra le più celebri, però ha secondo me qualcosa di speciale, sia a livello lirico che musicale), insieme a pezzi come "Eleonora"(dallo stesso disco), o "Ma che bella giornata di sole". Chissà, forse è perchè sto diventando vecchio e malinconico??? :-))). "Fellini" è poi tornata d'attualità anche in occasione di una delle ultime uscite televisive di Antonello Venditti, ovvero il Capodanno 2008, trasmesso in diretta dalla Rai proprio dal "Parco Fellini", a due passi da quel Grand Hotel tanto volte celebrato dal Maestro nei suoi film. Mi ha fatto piacere che Antonello abbia ricordato in quell'occasione questa sua vecchia canzone (sarebbe stato fantastico sentirgliela cantare) e riporto il video, caricato su Youtube, di quel momento...
Ciao a tutti i lettori ed ancora BUON 2008!

Fellini
(Sotto la pioggia, 1982)
Amico mio il treno fischia forte
e ha la faccia di un bambino triste
a Rimini d'estate come un ricordo...
come una bugia... passa via.
per ogni guerra per ogni cuore
sta nascendo una stella in cielo
sola come un grande amore
che strano imbroglio... che strana compagnia...
questa dolce vita.
Ma noi ci crediamo ancora ogni giorno
come questa sera in questa vita Luna Park
E come due aquile al vento ci inventiamo in un solo momento
di volare in alto, in alto, in alto e ancora di più ...
... credimi ... credimi ...
Federico è solo un sogno, una macchina del tempo
tutto quello che rimane intorno è una sciarpa contro il vento
...un treno che va via credimi ... credimi ...
Video da YOUTUBE
1 Gennaio 2008, Parco Fellini
Qui riporto alcuni stralci di articoli, tratti da vecchie riviste, su un argomento molto interessante, il rapporto tra arte e capitale, tra artista ed industria. Sarebbe bello poterne discutere insieme! Buona lettura, Solegemello.
(...) con "Fellini" Venditti, oltre a compiere un omaggio ad uno dei più grandi personaggi della scena culturale italiana, testimonia in maniera poetica, la difficoltà di essere artista fuori dalle regole del mercato, in una canzone che, con questa chiave di lettura, diventa forse il brano più politico di "Sotto la pioggia", dove si parla dei rapporti tra arte e potere, arte e capitale, e dove spesso capitale e potere stanno insieme senza dare spazio all'arte. Federico Fellini rappresenta, secondo Venditti, l'arte incontaminata, allo stato puro, ma anche qualcosa di più, la capacità di inventare, una macchina del tempo, forse soltanto un luogo della memoria anche lui come i suoi film, da "La dolce vita" ad "Amarcord".(...) (Ciao 2001, 9 Maggio 1982, n.19 Anno XIV)
(....) "Fellini" descrive il rapporto che c'è fra potere e arte: mentre noi, sempre parlando di una volta, eravamo molto garibaldini, lottavamo forse perchè non eravamo dentro , non sapevamo certi meccanismi, oggi noi sappiamo che l'arte è in qualche modo dipendente dal capitale. Ecco allora che ad esempio, per me, il fatto di non avere soldi, di avere una discografia debole, mi impedisce di esprimermi...così come succede a Fellini cui, come me che ho fatto un disco in tre anni, non permettono di fare più di un film ogni quattro. (....) (Music Anno IV n.37-38 Maggio/Giugno 1982)
Clicca qui per la pagina del SITO SOLEGEMELLO dedicata a Federico Fellini/Antonello Venditti, con altre foto e curiosità.
...Ci incontreremo all'angolo, in quel bar di Via Frattina...

AUGURI DI BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO!
Quando verrà Natale, tutto il mondo cambierà
Quando verrà Natale, tutto sorriderà...
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TUTTI I TESTI DELLE CANZONI DEL NUOVO ALBUM DALLA PELLE AL CUORE
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DALLA PELLE AL CUORE
Il sesso fa partire, l'amore fa tornar da te e dalla pelle al cuore che adesso sto davanti a te So che mi perdonerai, mi devi perdonare, so che tu ce la farai e dalla pelle al cuore che devo ritornare senza più parole, senza farti male e dalla pelle al cuore e tu lo capirai solo da uno sguardo tu lo scoprirai. Non cerco comprensione lacrime che tu non hai è stata un'emozione che mi ha rubato l'anima, dolcissimo mio amore, e non mi ha fatto vivere si apre il tuo portone e adesso sei davanti a me e' dalla pelle al cuore che devo ritornare senza più parole, senza farti male e dalla pelle al cuore e tu lo capirai solo da uno sguardo tu lo scoprirai mi perdonerai, mi perdonerai mi devi perdonare sai, mi perdonerai e' dalla pelle al cuore che devo ritornare senza più dolore, senza farti male e dalla pelle al cuore e tu lo capirai solo da uno sguardo tu lo scoprirai mi perdonerai, mi perdonerai mi devi perdonare sai, mi perdonerai mi perdonerai |
PIOVE SU ROMA |