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Ciao a tutti, benvenuti in questo blog! Io sono Marta di Verona e questo è uno spazio virtuale dedicato alla mia passione musicale per Antonello Venditti. In realtà questo vuole essere un blog "collettivo", esteso a tutti i vendittiani, per parlare del nostro cantante preferito. Marta (se vuoi scrivermi clicca qui)

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giovedì, 08 febbraio 2007

ULTRA’
 
E’ un venerdi particolare a Catania, si gioca la partita con il Palermo, anticipata per la concomitanza con la festa di Sant’Agata, patrona della città. Sarà un venerdi di passione. C’è una grande euforia, due squadre dell’isola si fronteggiano per i primi posti in classifica. Si dice che sarà una partita a rischio e già questo dovrebbe suonare assurdo quando si parla di calcio. Ma è lo scenario di ogni maledetta domenica: città blindate come per un vertice internazionale, forze di polizia schierate in massa. Le previsioni purtroppo risultano quanto mai azzeccate, a metà della partita si verificano i primi incidenti, poi a fine gara è il caos: devastazione, scontri, ferimenti. Uno grave, gravissimo, mortale. Si è vero, è tutto vero, putroppo c’è il morto. E’ un poliziotto, Filippo Raciti, aveva una moglie e due figli e adesso giace con il fegato spappolato; si dice sia stato colpito da un pezzo di un lavabo, lanciatogli contro come un’arma da un giovane accecato da una violenza cieca, senza ragione.
Lo stadio è molte cose, è passione, è spettacolo, forse qualche volta è rivincita per “le cose della vita” che non vanno troppo bene, non dovrebbe MAI essere morte. Ed invece oggi come ieri si muore per il calcio. Avevo otto anni e allo stadio Heysel, finale di coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool morivano 39 tifosi, schiacciati dalla violenza, anche quella volta senza un perché.
In queste ore, di grande fermezza e di provvedimenti molto duri per risolvere l’annoso problema della “violenza negli stadi” è tuttavia importante distinguere tra i normali tifosi, gli ultrà (non è e non deve essere una parolaccia) e i violenti potenzialmente assassini.
Da cosa nasca una violenza così cieca, così priva di qualsiasi giustificazione, è difficile capirlo. Forse la latitanza di altre forme di aggregazione, siano esse civili, sociali,religiose, fanno dello stadio un momento di unità importantissimo, forse l’unico per tanti giovani e giovanissimi (le cronache riportano numerosi arresti di minorenni); lo stadio diventa un’arena dove scatenare le proprie frustrazioni, dove dimostrare di essere dei duri, di non essere da meno rispetto alle violenze di qualche inutile capo-banda. Fare scontri contro i tifosi avversari, contro le forze dell’ordine, è forse un folle modo di esistere. Lo stadio si trasforma in un nuovo campo ideologico estremo, nel quale entra anche la violenza come strumento di affermazione sugli altri.
Non è un caso che il fenomeno degli "Ultrà" (non va assunto, e’ bene ripeterlo, necessariamente come sinonimo di violenza) abbia le manifestazioni più evidenti con la fine degli anni ’70. Un film , “Ultrà” di Richy Tognazzi,1990, ha dato uno spaccato del fenomeno in Italia, attraverso il racconto della trasferta di un gruppo di tifosi romanisti a Torino per Juventus-Roma. Ne parliamo su queste pagine perché la colonna sonora è curata da Antonello Venditti (presenti nella pellicola un tema strumentale e la canzone “Grazie Roma”). Nel film, al quale ha collaborato alla sceneggiatura anche Simona Izzo, e dove recitano bravi attori come Claudio Amendola, Richy Memphis, Giammarco Tognazzi, emerge in maniera chiara come la furia cieca del protagonista sia una spirale dalla quale non riesce più a liberarsi e che finisce per distruggerlo.
 
Sabato e Domenica, dopo una settimana senza calcio, si giocherà di nuovo; su molti campi però l’unico rumore saranno le urla dei giocatori e i colpi dati al pallone. In molti stadi, quelli considerati non sicuri, le porte resteranno infatti chiuse ai tifosi. E’ un provvedimento necessario, ma è senz’altro l’ammissione di una sconfitta: una sconfitta per i tifosi, che restano fuori dalla porta, per le società di calcio, una sconfitta per le istituzioni che non sono state in grado di dotare l’ex-campionato più bello del mondo di stadi sicuri, efficienti, una sconfitta per tutti, perché comunque, un’altra vita è stata sacrificata per un partita di calcio.

Le foto: in alto, Claudio Amendola. In basso: Richy Memphis, due immagini del film "Ultrà" di Richy Tognazzi (1991)
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postato da: solegemello alle ore 18:37 | link | commenti (6)
categorie: riflessioni, film, calcio, off topic, attualitĂ 
giovedì, 07 settembre 2006

Antonello e "L'uccello migratore"

Antonello nel 1972 prestò la sua voce per un brano di Trovajoli contenuto nel film "L'uccello migratore", una commedia di Steno. La canzone si intitola "Come un respiro" ed è introvabile (esiste su un disco di Trovajoli prodotto in Francia) Qui di seguito è possibile ascoltare un breve frammento (la qualità non è eccelsa) tratto direttamente dal film...Per ascoltare il file premi "stop" al sottofondo musicale del blog (nella colonna di sinistra, il piccolo lettore) , infine premi play qui in basso.... 

 

 


postato da: solegemello alle ore 16:42 | link | commenti
categorie: film, notizie, curiositĂ 
sabato, 18 febbraio 2006

E dopo il film-panettone, il film-frappa...

ma queste frappe sono buone...

visto il film a Verona insieme a Marta il 26-2-2006

Nel film sono presenti "Notte prima degli esami" e "Settembre" (proposta nella versione sinfonica da "Antonello nel paese delle meraviglie"-1997)


postato da: solegemello alle ore 11:01 | link | commenti (7)
categorie: film, notizie

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