...dimmi cos'è cos'è
che batte forte forte forte in fondo al cuore
che ci toglie il respiro e ci parla d'amore...

Se uno juventino (si va beh l'altra squadra non è tra quelle che amo di più...ehhehe) come me si mobilita per questa giornata, vuol dire proprio che questa squadra e questa città (si è capito...si parla di Roma) non sono come tutte le altre...e se andrà male nessun rimpianto e sempre GRAZIE ROMA!
Solegemello
Brucia Roma

Brucia Roma, brucia Roma
co' li romani
brucia Roma, brucia Roma
co' li cristiani
brucia Roma, brucia Roma
er parlamento
brucia Roma, brucia Roma
cor Papa dentro
Brucia Roma, brucia Roma
e ce lo sapevamo
c' 'o sapeva morto bbene
puro Nerone
ma mentre solo lui sapeva suonare la cetra
mo' noialtri semo in tanti a sparare
E vorrei sapè dar professore
che fine ha fatto
Menenio Agrippa su Monte Sacro
lui combatteva pei diritti
dei contadini
e la plebe lo seguiva
mentre moriva
E vorrei sapè che fine ha fatto
Tiberio Gracco
puro lui fu assassinato mentre lottava
lui lottava pe' la plebe
e allontanare i pregiudizi
lui lottava pei diritti
e i peregrini
che poi sarebbero gli emigrati d'adesso
ma questo er professore nun me l'ha detto
e allora
brucia Roma, brucia Roma, brucia Roma
brucia Roma....
(Brucia Roma, Le cose della vita,1973)
...ROMA CAPOCCIA...DER MONNO 'NFAMEEEE...
e cogliendo il suggerimento di Marta...
"...me ne vojo annà da sto paese marcio che c'ha li buchi ar posto der cervello..."
Solegemello
...Ci incontreremo all'angolo, in quel bar di Via Frattina...

AUGURI DI BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO!
Quando verrà Natale, tutto il mondo cambierà
Quando verrà Natale, tutto sorriderà...
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“(…) Vi furono poi situazioni fuori dal comune, come quel giorno in cui il figlio del nostro discografico chiese a Francesco, ad Antonello e a me di tenere un concerto per i ricoverati del Santa Maria della Pietà, che allora venivano ancora chiamati “matti”. Ovviamente accettammo tutti e tre. Venimmo condotti in un enorme parco abbandonato che ricordava vagamente il Giardino Zoologico di Roma. C’erano dei padiglioni fatiscenti (non si resiste alla tentazione di utilizzare questo vocabolo) tra i quali si muovevano persone diafane in camicia da notte. Avevano preparato una festa bellissima con dolcini, spumante e festoni alle pareti. Una donna prese in disparte me e Francesco chiedendoci di portare un biglietto al suo avvocato affinché la tirasse fuori di lì, dove l’avevano rinchiusa senza alcun motivo. La suora ci disse che quella era la sua mania, eppure ogni volta che ripenso a quella storia mi ritorna il rimorso sordo di non aver portato quel biglietto, e la sensazione che ci fosse qualche cosa di strano in quella situazione. Il concerto fu accolto con molto entusiasmo, con un entusiasmo forse un po’ scomposto ma indubbiamente spontaneo: Antonello si concesse un applauditissima “Roma capoccia”, io mi ingarbugliai cantando una canzone d’amore, ma il momento più terribile venne quando Francesco cantò “Alice non lo sa”. Antonello ed io ci guardammo terrorizzati in attesa del fatidico ritornello che dice: “Ma io non ci sto più/ e i pazzi siete voi”. Quel momento non venne perché Francesco cambiò con grande disinvoltura l’ultima parte del verso. (….)” Vi riporto un pezzo dell'amico vendittiano Sante, ispirato dall'ascolto del nuovo album del nostro Antonello. Buona lettura! (La foto è stata scattata da Solegemello)
MASSIMO...SILENZIO
Nei giorni scorsi, un ignoto utente di internet aveva erroneamente raggiunto questo blog cercando notizie o foto su una delle attrazioni della Notte Bianca di Roma 2007, un'installazione di luci e colori che ha avuto come scenario il Circo Massimo e che resterà attiva fino a martedi prossimo. Il fraintendimento era giustificato, visto che in questo blog si parla spesso del Circo Massimo, uno dei luoghi d'elezione per la musica vendittiana dal vivo. A questo punto ho pensato di pubblicare le foto che ho scattato ieri durante "La Notte Bianca", sono curiose e spiazzanti...penso che una cosa così nel centro di Roma non si era mai vista! L'installazione in questione si chiama "Massimo silenzio", è stata ideata da Giancarlo Neri e curata da Achille Bonito Oliva ed ha visto la collaborazione di Enel, Zetema e Hfilms. E' formata da 10.000 globi luminosi che cambiano colore lentamente ed in dissolvenza...



Riguardo alla Notte Bianca volevo poi fare qualche notazione vendittiana. La grande manifestazione, arrivata quest'anno alla quinta edizione, non ha mai visto la partecipazione di Antonello e credo che sia un peccato, visto che Roma è la sua città...Venerdi ho anche partecipato all'ormai tradizionale evento che anticipa "La Notte bianca" e che vede il suo fulcro nel grande concerto gratuito a Piazza di Siena, all'interno di Villa Borghese. Questo concerto negli scorsi anni ha visto la partecipazione di Francesco De Gregori, Pino Daniele, Fiorella Mannoia, Ivano Fossati. Quest'anno il palco è stato di Lucio Dalla che ha aperto l'evento con la dedica di "Caruso" al grande Luciano Pavarotti, appena scomparso. Ecco, penso che sarebbe bellissimo se il prossimo protagonista a Piazza di Siena fosse Antonello...un grande concerto gratuito ed aperto nel cuore del cuore di Roma...mi vengono i brividi al solo pensiero...Con il nuovo disco ormai in uscita a Novembre e un tour che comincerà nel 2008, penso che sarebbe possibile...Io sogno, voi che ne dite?
Ciao! Stefano "Solegemello"
un post in collaborazione con "Roma/Solegemello"
C'è un cuore che batte nel cuore
C'è una canzone di Venditti che per me ha una data e un'associazione precise. La data è quella del 25 maggio 1992, giorno in cui l'ho ascoltata per la prima volta (in occasione del mio primo concerto vendittiano) e in cui me ne sono innamorata. L'associazione è con la primavera, rappresentata oserei dire quasi onomatopeicamente e non solo per il testo! Sì, la canzone è proprio C'è un cuore che batte nel cuore, contenuta nell'album Venditti e segreti del 1986. Mi piace l'immagine di Venditti che esce e passeggia per le strade della sua Roma, città "culla" che accoglie i suoi pensieri e quelli di altri uomini che come lui vivono e soffrono. Quando il cantante si accorge di questo fiume di gente, il dolore sembra quasi diventare unisono, per una sorta di solidarietà umana, in realtà la sofferenza personale è troppo grande per concedere spazio e attenzione a quella degli altri, e la concentrazione torna su se stessi, sull'invocazione dell'amore perso. L'unica soluzione per "guarire il cuore" è riottenere quell'amore forse ormai così lontano da essere irraggiungibile. Nella canzone lo spettro di tale perdita parrebbe lasciare spazio solo a un crogiolarsi nella sofferenza e nel ricordo, tuttavia appare forte una volontà di non piegarsi e di credere nell'Amore universale per sè e per tutti.
Ogni frase di questa canzone mi colpisce e mi piace. Trovo che sia un'immagine musicale al contempo semplice e complessa. In pochi passi ci fa calare nella situazione e nello stato d'animo del cantautore, in un crescendo di pathos testuale e musicale che ben ci fa capire le ferite del cuore. Allo stesso modo il finale lascia una speranza forse un po' illusoria ma che acquista senso solo se alimentata dalla volontà di ognuno.
Io esco di casa ed è gia mattino. Penso che la scelta della mattina non sia casuale, immagino un'uscita poco prima dell'alba col pensiero di LEI e a un tratto il calore e la luce del sole del mattino distraggono, già si è fatto giorno e si nota che Villa borghese è ancora un giardino. Bello lo stupore per lo spettacolo della primavera che ogni anno si rinnova in questo posto stupendo.C'è un fiume che passa nel cuore di Roma mi fermo sul ponte ed io ti amo ancora. Molto poetica questa immagine che quasi unisce l'amore per Roma all'amore per la donna. Non a caso Venditti usa la parola "cuore", per indicare il centro della sua amata città. E poi arriva il contrasto, in contrapposizione al calore e alla bellezza del contesto c'è una realtà viva fatta di sofferenze e di difficoltà: C'è rabbia al confine di questo quartiere se esci di casa la puoi respirare, c'è un fiume di gente nel cuore di Roma, che vive e che soffre ed io ti amo ancora. E lui ama ancora e forse a maggior ragione, in una vita fatta spesso di avversità "l'amore insegna agli uomini di non lasciarsi mai, di unire le nostre solitudini e non tradirsi mai". Poi arriva il momento topico della canzone, arriva lo sfogo, l'urlo disperato ma dolce. Amore mi manchi amore che fai in questo deserto almeno ci sei, cè un cuore che batte nel cuore di Roma che vive e che perde e io ti amo ancora. Nonostante la freddezza e l'indifferenza della gente, almeno LEI c'è e lui è lì per lei, con i suoi sbagli di uomo. E poi arriva il finale della canzone, che ci parla della primavera, dell'inverno ormai alle spalle ma la solitudine quella no, quella c'è ancora. C'è tuttavia una nota di speranza data da una Roma vestita a primavera e da una voglia di non buttarsi giù, di essere positivi, anche riflettendo sulla natura dell'uomo e sulla speranza di riscatto che ci può dare la fede a sostegno dell'inevitabile sofferenza che siamo portati a vivere. Ed è primavera l'oleandro e l'alloro, l'inverno è passato sei ancora da solo. C'è un cuore che batte nel cuore di ognuno io credo nel mondo io credo nel cielo.
Ed ecco il testo completo...
C'è UN CUORE CHE BATTE NEL CUORE
Io esco di casa ed è già mattino
e Villa Borghese è ancora un giardino
c'è un fiume che passa nel cuore di Roma
mi fermo sul ponte ed io ti amo ancora
C'è rabbia al confine di questo quartiere
se esci di casa la puoi respirare
c'è un fiume di gente nel cuore di Roma
che vive e che soffre ed io ti amo ancora
Amore mi manchi amore che fai
in questo deserto almeno ci sei
c'è un cuore che batte nel cuore di Roma
che vince e che perde ed io ti amo ancora
c'è un cuore che batte nel cuore di Roma
che vive e che soffre ed io ti amo ancora
Ed è primavera, l'oleandro e l'alloro
l'inverno è passato sei ancora da solo
c'è un cuore che batte nel cuore di ognuno
io credo nel mondo io credo nel cielo
...Quanno la luna se specchia dentro ar fontanone...
Mi metto a ruota dei recenti "post romani" con una piccola curiosità. Credo che per molti non romani (ma anche qualche romano...) il "fontanone" in questione faccia pensare subito alla celeberrima Fontana de' Trevi...ed invece no...trattasi della Fontana Paola del Gianicolo, comunemente detta "fontanone" e portata di recente alla "ribalta" televisiva da uno spot, nonche' teatro del tuffo di festeggiamento per l'allenatore dell'altra sponda calcistica romana (quella non "vendittiana", diciamo). Tornando a "Roma capoccia", è interessante che Antonello richiami in una delle sue canzoni "manifesto" questo monumento, perchè immediatamente il pensiero va alla sua Trastevere e al suo Folkstudio, dove tutto è cominciato...La canzone è stata scritta dall'autore a 14 anni ed è una cartolina immaginifica della Roma che voleva vivere attivamente ma dalla quale era in qualche modo tenuto lontano, da una famiglia molto austera ed apprensiva. Forse è proprio nel buio che si apprezza maggiormente la luce del sole.
foto e testo di Stefano "Solegemello"

La fontana del gianicolo
Più nota con la denominazione di «fontanone» la grande fontana del Gianicolo (via Garibaldi, in prossimità di piazza S. Pietro in Montorio) — imitazione di quella del Mosè in piazza S. Bernardo, ma quella gianicolense è assai più semplice ed elegante — venne realizzata per volontà di Paolo v Borghese, tra il 1608 e il 1612, da Giovanni Fontana con la collaborazione di Flaminio Ponzio, e costituisce la grande Mostra dell'Acqua Paola antica Traiana, proveniente dal lago di Bracciano.
L'edificio monumentale (tre ampie nicchie centrali fiancheggiate da due minori laterali, da ciascuna delle quali sgorgano fragorosamente abbondantissime acque che si versano nella sottostante enorme vasca di marmo), fu costruito in pietra tiburtina, tolta dalle rovine del Foro di Nerva. È ornato da sei colonne ioniche: quattro di granito rosso (già nella vecchia basilica di S. Pietro) e due laterali di granito bigio erette su basi molto alte, sui cui capitelli poggia l'architrave…
E per continuare con le magie di Roma....
...ecco un'altra canzone canzone tributo del nostro Antonello:Grazie Roma!Buona visione :-)
Quando l'arancia rosseggia ancora sui sette colli...
Devo dire che Roma Capoccia è una poesia stupenda. In questa canzone la fresca e diretta semplicità delle parole è perfetta nel dipingere un meraviglioso affresco della città eterna, illustrandone in maniera efficace la bellezza contraddittoria: al fascino antico e magnificente dell'arte capitolina si contrappone la miseria dell'uomo che attualmente la abita, si tratti di povertà economica (contrapposta al lusso di pochi: "Na carrozzella va co du stranieri, un robivecchi te chiede un po' de stracci") o morale ("roma capoccia der monno infame"). Si può dire che questa canzone sia diventata una cartolina in musica di Roma e chi giunge nella città capitolina per la prima volta, non può non averla già sognata e amata attraverso questo brano. Alcuni passaggi della canzone sono veramente straordinari, come "l'arancia che rosseggia" e l' anima vitale delle finestre-occhi ("e le finestre so' tanti occhi che te sembrano dì: quanto sei bella..."): la città stessa si inchina di fronte alla propria bellezza millenaria. E c'è una tale poesia nell'immensa vetrina storica e nella natura, che ogni cosa diventa bella: "li passeracci so' usignoli". Ma sono proprio la grande veracità, il calore umano e l'amore per la vita che contraddistinguono i romani a dar loro la capacità di cogliere il bello dove apparentemente non c'è. E non stupisce che a un romano una mattina capiti di scoprire Roma e di sentirsi sospeso nel tempo, pervaso da un senso di serenità e di pace, che stimola sentimenti buoni e piacere di vivere. Perchè Roma te fa re, è come una mamma: ti culla, ti consola, quando hai bisogno di lei Roma sta sempre lì!
Roma capoccia è una canzone straordinaria, la musica è dolce e poetica, accompagna perfettamente il testo e la voce. Le note inziali mi fanno pensare al passaggio della "carrozzella co du stranieri", una passeggiata tra le meraviglie di Roma, che nella musica di Antonello si aggiunge anche di uno sguardo all'anima di Roma e non solo alla facciata, alle difficoltà e alla forza che vivono e trovano i romani.
ROMA CAPOCCIA
Quanto sei bella Roma
quand'e' sera
quando la luna se specchia
dentro ar fontanone
e le coppiette se ne vanno via,
quanto sei bella Roma
quando piove.
Quanto sei grande Roma
quand'e' er tramonto
quando l'arancia rosseggia
ancora sui sette colli
e le finestre so' tanti occhi,
che te sembrano di':
quanto sei bella.
Oggi me sembra che...
er tempo se sia fermato qui.
..
Vedo la maesta' der Colosseo
vedo la santita' der Cupolone,
e so' piu' vivo e so' piu' bbono
no nun te lasso mai
Roma capoccia
der mondo infame.
Roma capoccia
der mondo infame.
Na carrozzella va
co du stranieri
un robivecchi
te chiede un po' de stracci
li passeracci so' usignoli;
io ce so' nato Roma,
io t'ho scoperta
stamattina...
io t'ho scoperta
Oggi me sembra che
er tempo se sia fermato qui.
Vedo la maesta' der Colosseo
vedo la santita' der Cupolone,
e so' piu' vivo
e so' piu' bbono
no nun te lasso mai
Roma capoccia
der mondo infame..
Roma capoccia
der mondo infame...
der mondo infame...
"MA PIAZZALE DEGLI EROI...?"
Nel 1997 frequentavo la quarta liceo scientifico, ero già ammiratrice del nostro Antonello e i professori quell'anno decisero di portarci in gita a Roma!Era la prima volta che visitavo la città eterna ed ero emozionatissima, sia perchè si trattava di Roma in sè, ma anche perchè si trattava della città cantata da Venditti. Insomma, Roma è rinomata e stupenda per la sua arte, ma io ho conosciuto la sua magia prima di vederla, attraverso le canzoni di Venditti!In primis Roma capoccia, con la sua arancia sui sette colli e la luna che se specchia dentro ar fontanone...e tutti gli occhi che le dicono QUANTO SEI BELLA!
Ricordo che a Roma arrivammo sotto una pioggia torrenziale che ci tenne compagnia per 4 giorni, fino al momento della partenza. Roma stavo uscendo da un periodo di siccità lungo 90 giorni...L'evento atmosferico tuttavia non ci demoralizzò perchè subito qualcuno cantò quanto sei bella roma quando pioveeee, e gli altri intonarono altri versi della canzone. Ricordo ancora che mentre stavamo transitando per Orvieto, sentii alla radio, dalle cuffie del mio walkman, la canzone La cantina. Ho pensato che non era un caso sentire una canzone vendittiana così sconosciuta proprio in direzione di Roma.
Da adolescente sognatrice io speravo anche di poter incontrare, casualmente o no, proprio Venditti (tra l'altro, ad oggi, ancora non l'ho conosciuto!)!Facevo molto affidamento su un mio amico di 7 anni più vecchio di me che si vantava di essere intelligente e sveglio e di saper risolvere ogni situazione. Quando gli parlai del mio desiderio di andare a vedere l'abitazione di Venditti, mi disse che ci avrebbe pensato lui a trovare l'indirizzo e che me lo avrebbe detto e che magari recuperava anche un numero di telefono!Io non sarei stata così irrealista se non avessi avuto quel pirla a darmi spago. Comunque inevitabilmente le speranze si affievolirono man mano che i giorni di gita si consumavano, fino a spegnersi del tutto quando lo sportello del pulmann si chiuse per riportarci a Verona!
Quei giorni però sono stati molto belli, perchè finalmente conoscevo la Roma di Venditti. Finalmente vedevo la maestà der colosseo, la santità der cupolone. Credevo di aver visto il fontanone (pensavo che Venditti si riferisse alla fontana di Trevi!) E poi che altro?Il circo massimo, villa borghese, il foro italico, piazza navona. Ascoltavo attentamente la guida quando ci illustrava i monumenti e a un certo punto le chiesi "mi scusi, ma piazzale degli eroi com'è?". Mi disse "mah... una piazza comune, ha solo una fontana ma di secondaria importanza". Aggiunse poi che ci saremmo passati davanti col pulmann durante il giro by night di Roma. E così la vidi, ma coi vetri appannati per la pioggia e di sfuggita. Non la colsi bene. Intanto ripensavo alla canzone..."Non non posso più passare per piazzale degli eroi..."
Ad ottobre dell'anno scorso ritornai a Roma per il concerto di Antonello al palalottomatica. Passeggiavo con Stefano per le vie di Roma e a un certo punto mi accorsi casualmente che stavamo attraversando PIAZZALE DEGLI EROI. Esclamai a Stefano "ah..ma questo è PIAZZALE DEGLI EROI!!!!". E così casualmente mi ci ritrovai...8 anni dopo!
TRATTO DAL SITO DI STEFANO :questa piazza si trova nel quartiere Prati , un quartiere intorno a San Pietro e storicamente di destra, in questa canzone a differenza di "Campo de fiori" viene dipinto un clima di ricca borghesia che fa dire ad Antonello "troppi pochi soldi in tasca per poter spiare voi" ed ancora "troppe scritte nere, nere sui muri"(ovviamente il nero è riferito al colore politico, ancora oggi a Roma il quartiere ha un pò questa connotazione ed è facile trovare scritte di estrema destra e movimenti di quel tipo. Oggi le cose si sono comunque rimescolate.
PIAZZALE DEGLI EROI (1974)
No, non voglio più passare per Piazzale degli Eroi,
troppo pochi soldi in tasca
per poter spiare voi,
e mia madre è chiusa dentro la lavatrice
e mio padre è chiuso nel suo ufficio
e gli amici tutti nella zona B.
Mi hanno scritto
mi hanno scritto
stanotte hanno fatto un altro muro
e dietro l'altro muro un altro muro
e dietro l'altro muro un altro muro
io, no, non posso più passare per Piazzale degli Eroi.
La zona A può andare avanti stasera,
la zona B può andare indietro,
la zona C può andare in alto,
la zona D può andare solo sotto terra.
No, non voglio più passare per Piazzale degli Eroi.
E il presidente che fa?
col 130 dopo aver aperto ospedali e scuole materne
lui si rivolge al pubblico dicendo:
figlioli, fratelli, compagni, defunti
no, non voglio più passare per Piazzale degli Eroi,
troppe scritte nere sui muri
Sembrava Estate....e invece...
...Quanto sei bella Roma quanno piove...

Roma capoccia
(Theorius Campus, 1971)
Quanto sei bella Roma quand’è sera
Quando la luna se specchia dentro ar fontanone
E le coppiette se ne vanno via, quanto sei bella Roma
Quando piove.
Quanto sei bella Roma quand’è er tramonto
Quando l’arancia rosseggia ancora sui sette colli
E le finestre so’ tanti occhi, che te sembrano
Di’ : quanto sei bella
Oggi me sembra che, er tempo se sia fermato qui.
Vedo la maestà der Colosseo, vedo la santità
Der Cuppolone, e so’ più vivo e so’ più bbono
No nun te lasso mai, Roma capoccia der monno
Infame.
Na carrozzella va co du stranieri un robbivecchi
Te chiede un po’ de stracci, li passeracci so’
Usignoli; io ce so’ nato, Roma, io t’ho scoperta stamattina.
Oggi me sembra che, er tempo se sia fermato qui.
Vedo la maestà der Colosseo, vedo la santità
Der Cuppolone, e so’ più vivo e so’ più bbono
No nun te lasso mai, Roma capoccia der monno
Infame.
ANTONELLO VENDITTI - CIRCO MASSIMO STORY

Il Circo Massimo è senza dubbio uno dei luoghi più cari ai “vendittiani”di tutte le generazioni.
In questo splendido spazio, nel cuore antico della capitale, Antonello Venditti ha forse tenuto i suoi migliori concerti, il primo dei quali il 15 Maggio di ventitrè anni fa.
Io ho mancato gli appuntamenti più belli, quelli degli anni ’80 e ’90.Ho partecipato invece al concerto del 2001 e al Live8 del 2005. Invito i lettori del blog a raccontare “i loro Circo Massimo", rispondendo a questo post. E' possibile anche inviare materiale all' indirizzo di posta di Marta (clicca)
CIAO!
Stefano Solegemello http://www.solegemello.net/venditti.htm
Antonello Venditti al Circo Massimo:
15-05-1983: Roma, Circo Massimo - concerto gratuito "Grazie Roma" (in occasione del secondo scudetto della Roma calcio) - Ripresa Rai
30-05-1984: Roma, Circo Massimo (Il concerto si è svolto prima e dopo la finale di Coppa Campioni Roma-Liverpool, persa dalla Roma ai calci di rigore) - Ripresa Rai
11-10-1992: Roma, Circo Massimo - concerto gratuito contro il razzismo
24-06-2001: Roma, Circo Massimo - concerto gratuito per il terzo scudetto della Roma calcio - Ripresa La7
02-07-2005: Roma, Circo Massimo - “LIVE


"Una veronese a Roma" di Marta
Circo Massimo 2001
Per me e' stata un'impresa andare a vedere questo concerto ma ne e' valsa la pena. Ho speso un sacco di soldi tra treno ed albergo...e in piu' ci sono andata da sola! Ai miei genitori ho raccontato una bugia, ho detto che andavo al mare due giorni con un'amica, altrimenti non mi avrebbero mai lasciata partire per Roma!!!E' stata una settimana molto ansiosa perche' fino all'ultimo non sapevo se ci sarei andata, avevo paura che mi scoprissero e non riuscivo a trovare un albergo economico..(alberghi ad una stella avevano la faccia tosta di chiederti 150000 per una notte, per una singola!!!)
Devo dire che subito mi sentivo un po' a disagio in quella che non era la mia citta',
coi colori di un'altra squadra (io tifo Verona, gialloblu, non giallorosso!), un'altra mentalita', un altro accento...pero' piu' passava il tempo e piu' mi trovavo a mio agio. Diventavo un po' romana e un po' romanista!
Il concerto e' iniziato con "Ho fatto un sogno", ma diciamo che era la sigla d'apertura perche' Venditti non cantava, hanno messo la base...
Poi ha cantato "Shake" e" Su questa nave chiamata musica"...poi "C'e' un cuore che batte nel cuore" e qui..l'atmosfera ha cominciato a scaldarsi.
Al CircoMassimo c'era una marea di gente.....tutto era giallorosso....vedevi e sentivi gioia energia, una grandissima festa......sorrisi stampati fissi sulle labbra...non avevo mai visto una cosa del genere. Il cielo era limpido, ed e' stato bello vedere il tramonto insieme ad un milione di persone...e poi la luna a sinistra del palco..stupenda....sembrava messa li' come elemento fondamentale di un quadro, di quello splendido quadro che era il Circo massimo quella sera.
Nonostante tutta quella gente, nonostante non vedessi il palco e a malapena il maxi schermo, non mi sentivo asfissiata, oppressa, non avvertivo il fastidio di troppa confusione: anzi stavo benissimo e non mi pareva neppure di stare stretti stretti insieme a tutte quelle persone. Una dopo l'altra le canzoni scivolavano via...e io le cantavo tutte dall'inizio alla fine cosi' come tanti altri,cosa che non ho mai visto fare nella mia citta' o al nord. Il mio amico ha registrato il concerto ed ora ho il ricordo di quella notte indimenticabile. L'apoteosi e' stata quando ha cantato una dopo l'altra "Roma capoccia","Roma Roma" e "Grazie Roma". C'era il delirio....Grazie Roma l'avranno sentita a
Non pensavo che Venditti mi avrebbe di nuovo entusiasmato con le sue canzoni nuove, invece finalmente, dopo tanto tempo,c'e' riuscito di nuovo : e' un grande! Il testo e' straordinario...sono contenta per lui e mi piacerebbe provare lo stesso stato d'animo.