Chi sono e di cosa si parla

Ciao a tutti, benvenuti in questo blog! Io sono Marta di Verona e questo è uno spazio virtuale dedicato alla mia passione musicale per Antonello Venditti. In realtà questo vuole essere un blog "collettivo", esteso a tutti i vendittiani, per parlare del nostro cantante preferito. Marta (se vuoi scrivermi clicca qui)

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==> tutti i testi delle canzoni del nuovo album di Antonello Venditti, DALLA PELLE AL CUORE

TOUR 2008: QUI e sul forum di solegemello, tutti i commenti

ANTEPRIMA TOUR ESTIVO:16 giugno Arena di Verona

martedì, 06 maggio 2008

INCONTRO A VERONA

Ieri mattina Antonello è venuto a Verona per una conferenza stampa, al pomeriggio poi è stata organizzato anche un incontro aperto al pubblico. Io ovviamente ne ho approffittato! Sono potuta andare solo all'incontro pomeridiano perchè era l'unico aperto al pubblico. Antonello ha parlato di tutto e di più! Ha detto che il concerto in arena sarà unico e indimenticabile e per questo sta pensando a delle soprese. Innanzitutto porterà anche il pianoforte! Ha poi intenzione di invitare Gato Barbieri e Carlo Verdone, anche se  non si sa ancora nulla della loro disponibilità-possibilità a partecipare. Poi mi sembra di aver capito che anche la scenografia sarà particolare e poi vuole inserire Giuda in scaletta. C'è stato anche un incontro stile Carramba...infatti in sala c'era la compagna di banco della 3E di Antonello! La scena è stata molto buffa, perchè poco prima aveva parlato un'altra signora che aveva frequentato la stessa scuola che però era più vecchia di 2 anni. Quindi quando ha parlato l'altra signora dicendo che anche lei aveva fatto il Giulio Cesare e che stava nella 3E, tutti pensavamo che si trattasse di un'altra 3E e non quella dell'anno di Antonello. Quando lui le ha chiesto se per caso si conoscevano lei gli ha detto nome e cognome e si è svelato il mistero:era la sua compagna di banco!Applausi dal pubblico e abbracci tra Antonello e la compagna!


postato da: martacrs alle ore 21:01 | link | commenti (13)
categorie: notizie, foto venditti, arena di verona
domenica, 20 aprile 2008

 

"...vorrei che mi credessi, che mi tenessi  più vicino..."

 

Questa bella foto è stata scattata da Stefania (nick "scatole vuote" sul forum di solegemello) durante una delle due date romane. La ringrazio per avermela "prestata"!

"...continuerò a cantare le cose della vita e se ho sbagliato a viverle per te non è finita...."

Durante questo tour ci sono state varie polemiche per il discorso del playback. Mi pare che ci stiamo impuntando un po' troppo...vogliamo  forse fargli un processo? Comunque io mi emoziono ancora molto ai suoi concerti...viva Antonello!

Le cose della vita

Lo so è un pò difficile
parlare con voi altri
lontani dai rumori
denunciare i tuoi tormenti
e per la prima volta non cercare le parole
difficili poetiche che stuzzicano il cuore.
Per te che non mi stimi e non ti tocca quel che dico
non ho da dirti molte cose in più
di quel che ho detto continuerò a cantare
le cose della vita
e se ho sbagliato a viverle per te non è finita.
Ma per te che hai scelto sempre me
da santo e da assassino
vorrei che mi credessi e mi tenessi più vicino
le cose della vita fanno piangere i poeti
ma se non le fermi subito diventano segreti


postato da: martacrs alle ore 12:12 | link | commenti (7)
categorie: canzoni, foto venditti
lunedì, 10 marzo 2008

8 E 9 MARZO, PADOVA, GRAZIE ANTONELLO!

VEND 2

QUI SOTTO FILE AUDIO REGISTRATO AL CONCERTO DELL'8 MARZO SULL' INTRODUZIONE A TRADIMENTO E PERDONO, CON CANZONE!

E' bello assistere all'inizio di un nuovo viaggio, percorrere i primi passi insieme. E così l'8 e il 9 marzo ho avuto il piacere di esserci quando Antonello dava inizio al suo tour, e ho potuto avvertire tutta la sua voglia, l'entusiasmo, la carica. Non vedeva l'ora di iniziare, ha spaccato il secondo...il concerto è iniziato alle 21.30 in punto! Prima delle note di Dalla pelle al cuore, 2 lunghissimi minuti di silenzio nel buio di un palazzetto in trepida attesa che applaudiva incoraggiante e invocava a voce forte il nostro Antonello. E poi finalmente la musica e le luci sul palco e Lui sbucare sotto i riflettori. Raggiante di un piacere immenso di cominciare il viaggio, insieme a noi. Il pubblico era caloroso e partecipe, conoscitore anche del nuovo album (e pure di Campus ho notato!Tanti conoscevano le versioni rock dei pezzi rivisitati!)e smanioso di godersi appieno il concerto. Alla fine dell'esecuzione del primo pezzo Antonello ci ha mostrato la sua gioia dicendoci che era contento di essere lì a festeggiare con noi il suo compleanno e che tra l'altro la sua festa coincideva con quella della giornata della donna. E qui ha fatto un bel discorso sulla regressione dei diritti per le donne, che stanno ritornando sempre più deboli insieme a vecchi e bambini. Ha quindi riflettuto come noi speravamo invece in un mondo migliore, in un progresso dei diritti, della civiltà, in tutto il mondo. Ha quindi rispolverato un brano "semplice" di 30 anni fa, ma di forte attualità: Sara. Poi il concerto è stato un alternarsi di canzoni vecchie e nuove (le ha fatte tutte tranne Giuda e Regali di Natale), per di più in versione rock (come Sotto il segno dei pesci e Ci vorrebbe un amico). Mi è piaciuta molto l'introduzione a Tradimento e perdono, quando ha parlato della funzione "sociale" dei campioni che non permette l'interesse e l'affetto per il lato umano del campione. Cioè al campione gli errori non vengono perdonati. Il campione in quanto "esempio" non può essere imperfetto! Esortava quindi ad amare di più i campioni e ad amarci tutti quanti, perchè siamo tutti imperfetti. Due cose nuove, rispetto agli altri concerti, sono state l'introduzione in scaletta di Benvenuti in paradiso, in una versione abbastanza particolare (definirei un po' dance un po' tribale!) e la rivisitazione di Roma Capoccia. La nuova versione di quest'ultima è molto strana ma molto bella. Al secondo ascolto me ne ero già innamorata persa! Ha un suono minimalista e malinconico, molto poetico. Sono curiosa di sapere se è piaciuta anche a qualcun'altro o se piacerà! Molto carina anche l'introduzione a Stella. Antonello ha ricordato di averla cantata proprio a padova il 2 aprile 2005 quando era morto papa Woytila e che nella tristezza e nel rammarico di avere perso tale Figura si era domandato se era il caso di suonare. Alla fine si era risposto cantando Stella. Ha quindi voluto dedicare di nuovo la canzone a Woytila e a Rocco, Antonino e Vito (gli uomini della scorta di Falcone, morti insieme al giudice in un attentato, nel 1992). Poi, che altro dire? Le luci molto carine! In conclusione un bel concerto, molto rock e carico(quasi sfiancante!eheheh). Il pubblico era soddisfatto, ma soprattutto ho notato come fosse atteso questo nuovo viaggio di Antonello e come sia stato accolto calorosamente il suo ritorno. A livello personale mi ha entusiasmato e anche stupito. Questo ritrovare l'Antonello che mi piace ma anche quello nuovo che torna a convincermi e poi la rivisitazione suggestiva di Roma Capoccia mi hanno fatta felice. E' BELLO RITROVARE VENDITTI!


sabato, 08 marzo 2008

8 MARZO....COMPLEANNO E INIZIO TOUR!

Auguri Antonello!

Oggi, festa della donna, è anche il compleanno del nostro Antonello che festeggerà in musica i suoi 59 anni, con la prima data del suo nuovo tour! E stasera io ci sarò, grazie a dei biglietti inaspettati last minute e per di più domani faccio il bis! Farò indigestione?!

Vi posto un messaggio scritto da Giorgio della provincia di Macerata appositamente per questa giornata!

Oggi 8 marzo, è un giorno importante per Antonello Venditti, e non solo. Per prima cosa perché è il suo compleanno e io volevo approfittare di questo blog per fargli un sincero augurio, ringraziarlo dei suoi calorosi concerti, dei suoi magnifici cd, e di tutte le sue canzoni che sono dei canti al diritto della vita, e alla dignità delle persone(vedi Lilly, Tradimento e perdono, Che fantastica storia è…..), canti di pace e di speranza come la magnifica Stella, la simpatica Ruba, e canti di esortazione all’andare avanti nonostante le mille difficoltà con la già citata Che fantastica storia è la vita, la bella Shake, ecc… E poi ci sono i suoi canti passionali e sentimentali all’amore, e il canto d’amore per le cose a lui più care, come la sua città.   Tutto questo ci ha suscitato grandi emozioni, e speriamo che tutto ciò continui ancora! Poi un grande” in bocca al lupo” per la tournee che inizia stasera da Padova, e che tocca importanti città italiane. Purtroppo la data zero, quella di Fabriano dello scorso 5 marzo (che avrei dovuto assistere) è stata annullata. Visto che oggi è anche la festa della donna, vorrei fare un augurio a tutte le lettrici del blog, e sopratutto a Marta, che ci dà la possibilità di scrivere confrontarci e anche di informarci sul nostro cantautore preferito. A tutti, buon 8 marzo, buon Venditti, buona tournee, e di nuovo BUON COMPLEANNO ANTONELLO!                           Giorgio prov. di Macerata


postato da: martacrs alle ore 08:13 | link | commenti (5)
categorie: 8 marzo, foto venditti
martedì, 19 febbraio 2008

'68

Sono passati quarant'anni da una delle stagioni più amate e controverse della storia recente e un pò tutti,  dai giornalisti, agli scrittori, ai commentatori, più o meno titolati,  stanno celebrando il fatal anno. Qui su Vendittando ci proviamo anche noi, recuperando un articolo del 2005 de "Il corriere della sera" dove Antonello racconta il  suo '68 e parla di politica e di ricordi.  Inoltre a seguire riportiamo una breve analisi delle canzoni di Venditti sul tema...
 
 
LE CANZONI DI ANTONELLO SUL '68
di Stefano Solegemello

(....) In "Sotto il segno dei pesci", 1978, Antonello parla di un'intera generazione, quella sessantottina.
E' significativo che il brano esca proprio dieci anni dopo il famoso '68. La canzone si apre con le immagini di una manifestazione "Ti ricordi quella strada, eravamo io e te, e la gente che correva e gridava insieme a noi, tutto quel che voglio pensavo, è solamente amore..", e prosegue con l'analisi di alcuni personaggi a  cui la vita , finiti i miti rivoluzionari, riserba un presente non esaltante.
Altro episodio è "Il compleanno di Cristina",  canzone che inizia esattamente come "Sotto il segno dei pesci" (l'immagine del corteo) e poi descrive la vita di quegli stessi "contestatori" a vent'anni di distanza: nel frattempo è il 1988.
"Noi", dell'album "Benvenuti in paradiso", riprende ancora il discorso sulla generazione del '68 e ancora una volta vince la disillusione : "noi sotto il segno dei pesci noi...noi che sognavamo ad occhi aperti, adesso siamo i perdenti noi...";

(....) Una canzone dove sentimento e politica si "danno la mano" è "Qui"(1984), ma questa volta  protagonista è il sentimento tra un uomo e una donna.
Qualcuno può pensare che parlare d'amore, inteso come amore di coppia,  sia un "tema basso", e un tema "commerciale". Non lo nego, spesso è così, e la canzone italiana è piena di canzoni futili e ultra-leggere (nelle quali è incappato lo stesso Venditti), eppure "Qui" è una canzone diversa.
E' diversa perchè quando Antonello dice "e Paola prende la mia mano...", il fatidico incontro avviene davanti alla facoltà di Architettura, a Valle Giulia.
Sfondo di questo amore sono "gli anni caldi", le occupazioni, gli scontri; E' come dire "noi occupavamo ma  non avevamo dimenticato che la vita è fatta anche di altro", non a caso "Qui" è pubblicata su un disco chiamato "Cuore".
Questa "politica-sentimento" è secondo me la chiave di volta più autentica per capire la produzione di Antonello Venditti. Ed ancora pensiamo alle tante canzoni dedicate alla scuola, da "Compagno di scuola"(1975), che descrive un clima di pre-contestazione (Antonello vive il suo sessantotto all'Università) e gli inevitabili cambiamenti che stanno per arrivare, a "Giulio Cesare"(1986) con quella "Giovine Italia" nera nera, a "Notte prima degli esami"(1984) con le sue notti polizia dove qualcuno è caduto. Fino alla recente "Fianco a fianco"(1999) che cerca di raccontare il clima solidale di quella stagione. Che quest'anno con l'8 ci regali un'altra canzone dedicata al tema?

Analisi del testo "QUI"(Cuore, 1984)
"ALBE CINESI DI SETA INDIANA..." di Marco Re


UN' IMMAGINE METAFORICA PER DESCRIVERE UNA GENERAZIONE - QUELLA DEL '68 APPUNTO - CHE POLITICAMENTE GUARDAVA AL "SOLE DELL'AVVENIRE" E AI PAESI COMUNISTI DELL'EST E CULTURALMENTE SI IMBEVEVA DELLE CONTRASTANTI PULSIONI CHE PROVENIVANO DAI DUE ESTREMI DEL GLOBO: LA CULTURA PSICHEDELICA AMERICANA E IL MISTICISMO ORIENTALE (LA SETA INDIANA...CHE PER ALTRO ERA DIVENTATA ANCHE MODA : LE RAGAZZE "HIPPIES", INDOSSAVANO AMPI FOULARD E GONNE LUNGHISSIME DI SETA INDIANA CON COLLANINE DI PERLINE ECC.)

Venditti: io, De Gregori e Veltroni quando Berlinguer era la speranza
«Il leader pci un vero socialista, triste Fassino che gli preferisce Craxi» «Destra e sinistra concetti insufficienti, dico sì al federalismo fiscale» «In Italia c' è una calamita enorme che tenta di trascinarti da una parte all' altra: si chiama politica ma è in fallimento»
Aldo Cazzullo,  Pagina 11
(27 marzo 2005) - Corriere della Sera
ROMA - «C' è in Italia una calamita enorme, che tenta di trascinarti da una parte o dall' altra. Una macchina tritatutto chiamata politica. Destra o sinistra? E' una domanda insufficiente, una selezione primitiva, un modo inadeguato di rappresentare se stessi. Rivendico altre dimensioni: Nord e Sud, Est e Ovest. Rivendico di poter apprezzare idee della parte che non è la mia; ad esempio il federalismo fiscale, che consentirebbe finalmente di pagare le tasse volentieri. La politica oggi pare una curatela fallimentare: l' obiettivo è perdere un po' di meno. La società è anziana. Si riconferma il mandato a vita al Governatore della Banca d' Italia, un anacronismo. La borghesia è in ozio, impoverita, ferma a un mito liberista coltivato da monopolisti, padroni assoluti di un mercato che non c' è». E voi artisti, intellettuali, cantautori? «In questo casinò, in questo palio di Siena, in questa giostra rivendico di essere Antonio Venditti detto Antonello. E sono d' accordo con De Gregori: siamo stanchi di essere usati dalla politica. Di cantare per le sorti altrui. La differenza tra noi è che Francesco è stato redento, mentre io non sono organico a nulla». Venditti parla di politica nel giardino della sua casa di Trastevere, in una pausa della trionfale tournée. Qualche mese fa, alla presentazione dell' ultimo libro di Morucci La peggio gioventù, ha detto provocatoriamente che sarebbe potuto finire terrorista anche lui. «Perché la formazione è stata la stessa. La differenza è che io ho maturato un rifiuto totale della violenza, che è tuttora la mia bussola». La formazione di Venditti è legata al Giulio Cesare. «Un liceo di destra. Prima del ' 68, la politica la facevano i fascisti. Non ti lasciavano entrare a scuola e ti portavano di peso al corteo per Trieste libera. All' università, un altro ambiente di destra, Giurisprudenza. Comandavano i nazisti: leggevano Evola e predicavano l' autogestione, citavano Nietzsche e facevano il gatto selvaggio ai professori, scaraventandoli di peso giù dalla cattedra, tipo guardie rosse. Ricordo quando tirarono un banco sulla schiena a Scalzone; io ebbi un colpo d' asta di bandiera tricolore sotto il mento. Ricordo Valle Giulia. Ci rifugiamo in mille all' Accademia cinese, e da lì ci caliamo da un muro in strada. Dall' altra parte ci aspetta la polizia e ci carica direttamente sui cellulari. Nessuno dà l' allarme; prendono anche me. I celerini mirano con i manganelli alle giunture, il mio vicino ha il gomito spezzato; io mi salvo abbracciando un carabiniere, che mi protegge e mi porta in caserma. Esco a mezzanotte, con mio padre viceprefetto, tra i buu dei compagni». Entrò in un partito, in un gruppo? «No. Frequentavo i marxisti-leninisti, che mi respinsero. Suonavo, facevo mattina in piazza Navona, portavo i capelli lisci lunghi, tanto che mi chiamavano Toshiro, come Toshiro Mifune; ma questo anche perché quando si faceva a botte lanciavo grida altissime. Una sera mi dissero di non farmi più vedere. Ma ero sempre parte del movimento. Fino al giorno della visita di Nixon». Era il 28 settembre 1970. Cortei, scontri, fughe. «Mi nascondo in un bar. Un celerino mi scova e mi colpisce con una manganellata in fronte, guardi qui sulla tempia sinistra, ho ancora la cicatrice. Esco insanguinato e un amico, Marco Melotti, mi carica sulla sua 110 bianca targata Imperia, che fa da ambulanza del movimento. A bordo ci sono già altri sei o sette feriti. Marco si fa largo caricando i celerini e ci porta all' università. Gli studenti hanno divelto tutti i sampietrini e steso cavi ad altezza d' uomo per fermare i caroselli delle jeep. Io mi dico: basta. Ho scelto allora la nonviolenza. E mi sono sforzato di diventare comunista; anche se il Pci aveva ritmi lenti, era preistorico, lontano dai giovani, e legato all' Urss, che noi detestavamo. Con De Gregori eravamo andati in Ungheria, e avevamo fatto pipì sui resti dei carri armati sovietici...». Ad aiutarlo a diventare comunista c' era Berlinguer, cui nel ' 91 ha dedicato una canzone, Dolce Enrico. Una figura che i suoi coetanei (Venditti è del ' 49, come D' Alema e Fassino) hanno ricordato in pagine affettuose, ma talora critiche: tra Craxi e Berlinguer, ha scritto Fassino, le ragioni della modernità erano dalla parte di Craxi. «E questa è una cosa triste. Ho stima di Fassino, è una persona perbene. Ma dovrebbe ricordare che Berlinguer fu il primo a prendere le distanze da Mosca, e anche l' ultimo. Loro attesero la caduta del Muro per completare lo strappo. Io l' avevo detto a Veltroni dieci anni prima, prendendo un caffè da Vezio, dietro Botteghe Oscure: guarda Walter che il Muro sta per crollare, perché voi miglioristi non andate via dal Pci oggi? Mi guardò con un misto di stupore e compatimento». Venditti non parla con ostilità dei capi diessini; non a caso continua a votare per loro. «Veltroni era il nostro piccolo Budda. Quello che avrebbe trasformato il Pci a nostra somiglianza: meno settario, lontano da Mosca, attento ai diritti civili. Quando Benigni prese in braccio Berlinguer, De Gregori e io eravamo dietro gli amplificatori con Veltroni. Parlavamo di cinema e musica, giocavamo a pallone. D' Alema era diverso. Duro, freddo, ci pareva il più adatto a ricostruire l' identità del partito, a dare al Paese regole certe in modo da poterlo anche consegnare alla destra. Ma è proprio su questo punto che D' Alema ha fallito. La Bicamerale è servita solo a far rinascere Berlusconi». Fassino sbaglia perché «Berlinguer era un socialista, il vero partito socialista era il Pci. Il Psi era un partito craxiano. Craxiano era Berlusconi. Berlinguer sognava di fondere le due chiese, la cattolica e la comunista, i due grandi valori della carità e della solidarietà. Craxi impersonava il disvalore supremo, il potere fine a se stesso». Carità e solidarietà, racconta Venditti, corrispondono alle sue due anime. «Ho un' anima laica. Ma non ho mai perso la mia anima cattolica. La prima canzone è dedicata a Sora Rosa, mia nonna, che in realtà si chiamava Margherita. Ogni domenica mi portava alla messa antelucana. Poi tornavo a casa, mi cambiavo, e andavo con i genitori alla messa borghese di mezzogiorno. Quindi la sera di nuovo a messa con la nonna. Nell' intervallo componevo musica. Tutte le mie canzoni nascevano di domenica». Dice Venditti di avere «un senso religioso della vita. Sono curioso, ho dialogato e dialogo con tutti, con i giovani democristiani, con i ciellini. Credo nella solidarietà, che non è mai casuale ma politica, e si fa solo a chi la merita; ma credo anche nella carità, che significa vedere il Cristo negli altri. Purtroppo la carità è stata cancellata; anche la Chiesa fa solidarietà. Pure il Papa all' inizio era più attento ai rapporti politici, essendo legato all' esperienza di Solidarnosc. Oggi è diverso, una figura immensa. Wojtyla è quel che Cristo non è stato, vive quel che Cristo non ha conosciuto, la vecchiaia». «Amo cantare per qualcosa, non contro qualcuno. Per questo non ho partecipato alla mobilitazione dei girotondi». In un' intervista del ' 92 Venditti previde la discesa in campo di Berlusconi. «Per tutti gli Anni Ottanta, gli anni di plastica, Berlusconi aveva lavorato all' idea estetica dell' italiano: l' idea della Velina, di Colpo Grosso; degli occhiali scuri, della cravatta da portare fin da ragazzi. Anche oggi, è come se lui parlasse da una tv a colori, e tutti gli altri da una tv in bianco e nero. Penso ai servizi su Prodi: tutto è faticoso, precario; le luci casuali, da Tg3; anche il sole pare in bianco e nero. Nel ' 96 dietro Prodi c' era una forza popolare enorme; il treno e la corriera contrapposti agli aerei e alle navi da crociera erano simboli di povertà concreta. Ora questo non paga più, ci vuole organizzazione». A sinistra Venditti riconosce doti di comunicatore a Bertinotti. «L' ho conosciuto nel ' 98, subito dopo la rottura con Prodi, davanti a un hotel di Perugia, dove il giorno dopo dovevamo marciare per la pace. Stava discutendo con i diessini locali. Gli dissi solo: ma tu che cosa vuoi? Ne parlammo tutta la notte, sbirciando in tv la Ferrari al Gran Premio di Sepang. E sono stato forse l' unico italiano a capire già allora cosa volesse Bertinotti». Nega che con De Gregori ci sia mai stata freddezza. «Il primo disco, Theorius Campus, l' abbiamo fatto insieme. Poi Francesco ne ha inciso un altro con De André. Loro avevano un linguaggio più letterario, io andavo direttamente al cuore delle cose. E partecipavo alle lotte di persona, non solo con le canzoni; sfilando nei cortei, tenendo concerti in fabbrica. Per questo De Gregori e De André mi invidiavano e nel contempo mi disprezzavano. La vera amicizia con Fabrizio nacque dopo il suo sequestro, quando per tre mesi abbiamo registrato in due studi affiancati nel castello di Carimate, dove ora si fanno le prove dei reality-show: prima si suonava, poi si faceva mattina a parlare. L' amicizia con Francesco dura da 35 anni, ed è l' unica che coltivo con un collega. La pensiamo allo stesso modo, e di questi tempi ci sentiamo quasi tutti i giorni, andiamo al cinema e a mangiare la pizza. Siamo il lato A e il lato B della stessa canzone».
Aldo Cazzullo DAL PCI AI DS
Cazzullo Aldo
Pagina 11
(27 marzo 2005) - Corriere della Sera
Approfitto per segnalare l'archivio storico del Corriere, consultabile online dal 1992 in poi, da cui è stato estratto quest'articolo.

postato da: solegemello alle ore 20:41 | link | commenti (1)
categorie: canzoni, articoli, 1968, foto venditti, antonello e la scuola
giovedì, 07 febbraio 2008

 SORRISI
I sorrisi sono una forma di comunicazione, quelli veri e spontanei sono più precisamente un’espressione dell’anima. Cosa c’è di più bello e conciliante col mondo di un dolce sorriso? Ti disarma e ti lascia senza parole, perché lui stesso non ne ha bisogno! Un sorriso ha il valore di un abbraccio, la forza di un raggio di sole, la freschezza di un’acqua pura e buona. Però può anche essere triste e allora chi lo raccoglie ha una grande responsabilità: quella di cancellarne l’amarezza e solo l’amicizia o l’amore lo possono addolcire…
 
Le canzoni di Antonello parlano di vari sorrisi.  
Quello che più mi piace è descritto nella bellissima Dolce Enrico (dedicata all’indimenticato Enrico Berlinguer): ”Enrico, se tu ci fossi ancora, ci basterebbe un sorriso per un abbraccio di un’ora” / “chiudo gli occhi e tu ci sei Dolce Enrico, tu sorridi accanto a me”. L’immagine è dolce e struggente. Il forte senso di solitudine di Antonello trova conforto nel ricordo e nella contemporanea presa di coscienza che Enrico ancora c’è, vive nel suo cuore e lo accompagna negli ideali e nelle speranze, rassicurante di dolcezza e forte di una compianta integrità morale.
 
Ci sono poi i sorrisi di Modena: “con le nostre famose facce idiote ah eccoci qui, coi nostri famosi sorrisi tristi a parlarci ancora di noi”. L’amarezza di una sensazione di estraniamento, la “voglia di andare via” accompagnata da sentimenti e stati d’animo difficili da decifrare, trovano sollievo e sfogo comune nella condivisione del momento tra due amici. Quando “non c’è niente da capire, niente da salvare nelle nostre parole”, forse i sorrisi e gli sguardi  ("io resto qui a guardarti negli occhi lo sai") parlano più di tanti discorsi e stemperano la drammaticità del momento in un dialogo intimo e silenzioso. La canzone si riferisce alla partecipazione di Antonello al Festival dell’Unità di Modena del 1976. “ Io ero solo al pianoforte e tentavo di comunicare, di ricostruire le atmosfere del Folkstudio. E mentre cercavo di esprimermi, mentre cercavo di trasmettere, la cosa più importante per gli astanti era trovare posto a sedere. E come sempre quando ti trovi davanti a qualcosa che ti fa male, cominci a riflettere, a ripercorrere tutta la tua vita. Forse per questo ci ho voluto dentro Gato Barbieri, tutti e due siamo nati al Folk Studio, le nostre storie sono parallele, cono lo stesso amore per il paese e la stessa impossibilità di comunicare. D’altronde ormai non ci può essere un rapporto privato nella musica: o fai i festival dell’unità o vai per discoteche. Ed ecco allora quella voglia fisica di andarsene via, come mi prese quella sera a Modena.”.
 
Tradimento e perdono, una delle canzoni del nuovo album di Venditti, racconta del sorriso particolare che ha caratterizzato e accomunato tre grandi personaggi (Agostino Di Bartolomei, Luigi Tenco e Marco Pantani), “campioni” nelle loro discipline ma segnati e condannati dall’infelicità. Nei loro visi ricorreva spesso un “sorriso sgomento”. In una società come la nostra, che non ammette errori e che “piange il campione quando non serve più”, un segnale così chiaro di paura e di malessere passa indifferente, come se la fragilità umana non fosse concessa. E Antonello allora riflette sul fatto che “ci vorrebbe attenzione verso l’errore” e invoca quindi quella sensibilità e quella solidarietà umana necessarie per non far cadere l'uomo nel baratro: “se ci fosse più amore per il campione oggi saresti qui”. Infatti per il campione  lo sbaglio si paga anche più caro  rispetto a una persona  "normale": la sua figura è importante solo quando vince, e si porta quindi addosso il peso delle aspettative di chi lo vuole forte ma poi gli volta le spalle appena cade nell'ombra. Il campione può allora diventare facilmente vittima di un amore subdolo e crudele...
 
Dimmi che credi affronta un tema bello e delicato, caro a Venditti (ricorre spesso nelle sue canzoni, penso ad es a: Marta, Per sempre giovane, Peppino): il rapportarsi con le difficoltà della vita. La canzone è dedicata al figlio ed è un’esortazione a non arrendersi, ad affrontare la vita con fiducia (e con fede), al saper riconoscere sempre la bellezza e l’importanza della nostra esistenza. “Il tuo sorriso tra la gente passerà forse indifferente, ma non ti sentirai più solo sei diventato un uomo”. Solo la comprensione del valore della vita, l'apprezzamento del bello che esiste, può portare alla maturità e alimentare il coraggio di vivere dinanzi alle difficoltà.
 
Altri sorrisi nelle canzoni di Venditti:
  • “odiarsi mai per chi si ama come noi basta sorridere” - Amici mai-        
  •  “un bambino che domanda come è nato si risponde sorridendo che lo sa” - Le tue mani su di me
  •   “Quando verrà Natale tutto sorriderà” -  Quando verrà Natale
  •  “Era un pianeto sincero e sorrideva sempre”/ “Questo era un uomo; era una macchina molto strana e non sorrideva mai” - Figli del domani 
  • “alla luce del fuoco lei mi guarda e sorride, sorride, sorride, sorride, sei tu...” - Strada
  • “La solitudine è una strana compagna lei ti sorride come una puttana” -  Stai con me      
  •    “perché lui porta la cravatta il sorriso più smagliante” - L’uomo falco
  •   “TG1 TG2 che confusione ma almeno rimane il pregio dell'informazione e tra una smentita e l'altra e un sorriso ministeriale ci fa capire che le cose non vanno poi troppo male” -  Il telegiornale
  •   “Quando non guarda guardi lui e mi sorridi “/ “Quando non guardi guarda te e mi sorride” -  Miraggi
  • “sorridi Roma, non ti lasceremo mai “- Ho fatto un sogno
  • “il mio sorriso ha aperto i tuoi rimpianti tu ancora stai dormendo accanto a me” – A che gioco giochi
 

lunedì, 07 gennaio 2008

2 ANNI DI VENDITTANDO!

Antonello Venditti, parco Federico Fellini, Rimini, 31 dicembre 2007 DSCN0328

Esattamente 2 anni fa prendeva vita questo blog, nato un po' per caso ( per la malinconia di una sera!) e poi invece cresciuto e arricchito dagli spunti di tanti cuori vendittiani. Questo blog non è definibile come un sito, non per lo meno come quelli ben strutturati in varie sezioni e non è nemmeno uno spazio dove trovare tutte le notizie che esistono o che escono sul nostro Antonello (ma per questo vanno sempre bene il sito e il forum di Solegemello!), ma è sicuramente un luogo di incontro delle nostre emozioni e al contempo un piccolo scrigno dove trovare anche piccole curiosità. Non poteva esserci "compleanno" migliore che non con la compagnia delle nuove note di Antonello Venditti! E' un periodo di novità, di partecipazioni televisive e radiofoniche, di articoli, della sua musica nell'etere...insomma...è il momento del nostro Antonello! E quindi è un momento importante anche per noi!!!Proprio per questo motivo, quest'anno non sono voluta mancare a Rimini. Mi sembrava giusto soddisfare un mio vecchio sogno...e cioè quello di iniziare l'anno con la musica live del mio cantante preferito. Venditti a capodanno...Venditti tutto l'anno!!! Vi regalo una foto scattata sul posto...con l'augurio di un buon anno con la musica di Antonello (ma non solo!) e in occasione del compleanno di Vendittando un grazie sentito per aver fino ad ora letto o partecipato, con l'invito di continuare ad essere un gruppo di amici che non si arrendono mai!

Il mini-concerto di Antonello Venditti si è composto di queste canzoni: "Che fantastica storia è la vita", "Ci vorrebbe un amico", "Regali di Natale", "Dalla pelle al cuore", "In questo mondo di ladri", "Ricordati di me". QUI puoi SCARICARE il video con  "Dalla pelle al cuore" a ridosso della mezzanotte...

BUON 2008...i fuochi di Rimini...


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categorie: capodanno, fellini, foto venditti
lunedì, 10 dicembre 2007

RIFLESSIONI SU VECCHIO E NUOVO

Mi è arrivata una mail da Michele, che mi chiede di girarvela e di discutere insieme

La foto è tratta da Tv Sorrisi e canzoni n.51, 12/2007 

Ciao a Marta e a tutti gli appassionati della musica di Antonello Venditti.
 E' uscito il nuovo e atteso album,  già questa  è una buona notizia. Dalla pelle al cuore pone le tematiche del tradimento e del perdono, la canzone che dà anche il titolo al disco è semplice orecchiabile e assolve al suo compito di presentare e promuovere   l' album e i suoi temi, a mio avviso i toni  "alti"  degni del vendittiano blasone si trovano in Piove su Roma, Giuda, e Tradimento e perdono.
 Ma qualche banale riflessione mi pone scatole vuote.
Il nostro Autore  l' ha definita, più o meno, un dimmelo tu cos’è al contrario venti anni dopo, certo che se l' affermazione non fosse il frutto di interpretazione autentica  l'avremmo presa, probabilmente, come lesa maestà. Dimmelo tu cos'è è una canzone che personalmente amo molto, un pezzo di quel Venditti che ascoltiamo con passione e piacere, un pezzo ispirato e senza tempo, l' erede scatole vuote, canzone anche bella che ascolto e ascolterò, è però un' altra cosa. 
I due pezzi, senza scendere nella analisi del testo, rappresentano forse l' evoluzione di Venditti, da pezzi con testi più scritti e pensati a canzoni più scarne con testi molto più semplici dove si privilegia la ricerca dei suoni, la musica.
 Mi viene da pensare, se siamo noi vecchi ascoltatori appassionati, troppo ben abituati, ad aspettarci sempre il grande testo in ogni nuovo album, noi appassionati che trascinati da  canzoni come dimmelo tu cos'è abbiamo poi  cercato e amato anche altre canzoni, scritte magari prima che noi fossimo nati, o forse è appunto l' evoluzione di Venditti, di un autore che ormai ha dimostrato il suo valore e vuole anche suonare oltre che scrivere, senza considerare poi il mercato di oggi.
Certo Antonello Venditti, nel toccare i temi forti con la mano maestra del cantautore, non ha rotto il filo delle canzoni d’amore, ciascuno di noi ha le sue preferite alle quali lega ricordi, emozioni; chi non ha ascoltato in religioso silenzio ricordati di me (che reputo, come tutti, uno dei punti più alti della discografia del maestro) e anche le successive   da amici mai, in qualche parte del mondo a con che cuore passando per ogni volta, ma in queste canzoni pur nella loro bellezza, come nei pezzi più tesi verso il sociale, è presente un alleggerimento del testo, una progressiva semplificazione. Ascolto l’ ultima e piacevole regali di Natale, piacevole anche se nel finale il testo diventa ripetitivo, personalmente non so per quanto si farà ricordare, l’ ultimo Venditti grande e senza tempo si scopre  in Giuda.
Pezzi come una stupida e lurida storia d’amore o Modena,  tanto per citare a caso, saranno figli del loro tempo e di un preciso stato d’animo dell’ autore, oggi improponibili, ma che emozionano ancora tanto e da mettere nell’ album dei ricordi.
Gli esempi appena fatti sono puramente casuali e forse anche sbagliati, comunque, perché troppo bene abituati, probabilmente non possiamo sempre andare a cercare le parole dei testi degli anni ormai andati, ogni fatto umano come anche le canzoni vanno forse guardate nel loro tempo, per usare una orribile espressione nel loro contesto, dobbiamo “vendittare”  ed accettare il nuovo con gli alti e i bassi e cercare le emozioni nei nuovi testi, nelle nuove musiche, anche se con qualche “coretto”.
Queste poche idee ma ben confuse, vogliono essere solo lo spunto di un pensiero, di una discussione aperta.  Grazie      M.P.

postato da: martacrs alle ore 20:42 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni, foto venditti, dalla pelle al cuore
giovedì, 30 agosto 2007

DE POLITICA

Si sa, Antonello Venditti e Francesco De Gregori sono stati da sempre considerati, tra i protagonisti del mondo dello spettacolo,  due bandiere, due icone della sinistra romana e non solo. Alcune volte  hanno manifestato il loro impegno e le loro idee politiche apertamente, aderendo in maniera più o meno diretta alle manifestazioni della sinistra, anche durante le varie campagne elettorali, altre volte sono stati  più o meno arruolati di peso e talvolta strumentalizzati, agitati come bandiere e poi contestati (si ricordi su tutto la grave contestazione-processo a Francesco al Palalido di Milano nel 1976 a cui ne seguì una analoga a Venditti). In virtù di questa appartenenza storica e della costante partecipazione alle vicende del Bel Paese, penso siano nate le interviste di questa estate sulla corsa alla segreteria del Partito Democratico. Francesco ed Antonello si sono trovati questa volta su due versanti opposti: il primo ha manifestato la sua personale amicizia con Walter Veltroni ma non si è detto del tutto convinto della sua strategia politica optando per Rosy Bindi, il secondo ha ribadito la sua vicinanza al sindaco di Roma.

Analizzando la produzione di Antonello ci si può rendere conto come la riflessione sull'incontro/scontro/avvicinamento tra il mondo cattolico e quello laico di sinistra sia sempre stata molto presente e che lo stesso cantautore abbia vissuto questa dialettica con sensibilità diverse nel corso degli anni. Basta ricordare "Roma capoccia" ("Theorius campus,1972) dove vengono citati e celebrati i due simboli della città, quello laico e quello cattolico, Colosseo e Cuppolone, e poi ancora lo stordimento all'epoca del compromesso storico con "Nostra signora di Lourdes/Compromessi sposi" ("Ullalla", 1976), poi sfumato in nostalgia e disincanto in quel capolavoro che è "Modena" ("Buona Domenica", 1979). Sicuramente le motivazioni della nascita di un solo partito che riunisca insieme una parte del cattolicesimo democratico e gli eredi di  quello che un tempo era il Partito Comunista Italiano, sono molto complesse (e forse anche discutibili...) e meritano approfondimenti politici assai più articolati di quelli che possono emergere dalle brevi interviste ai due cantautori; eppure mi è sembrato interessante il contributo alla discussione di Antonello e Francesco, due protagonisti della canzone d'autore italiana che per tanti anni hanno accompagnato la vita sociale e politica del paese. Propongo quindi, a seguire, gli articoli tratti dal Corriere di questa estate con un ringraziamento al  Blog di Barbagianni che gentilmente li ha messi a disposizione.

Stefano "Solegemello"

L'intervista a De Gregori: Clicca qui per la parte 1 Clicca qui per la parte 2

L'intervista a Venditti : Clicca qui

Nell'immagine piccola  in alto: Francesco ed Antonello alla manifestazione per le politiche del 1996, le prime con l'Ulivo. Questa manifestazione si tenne a Piazza Vittorio a Roma e se non erro vedeva protagonista Veltroni. I due cantautori cantarono, duettando, "Alice" e "Roma capoccia". Nella foto grande in basso: Fiorella Mannoia, Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Walter Veltroni durante la chiusura della campagna elettorale del 2001 per l'elezione del sindaco di Roma. 


postato da: solegemello alle ore 20:57 | link | commenti (1)
categorie: articoli, attualitĂ , foto venditti
mercoledì, 08 agosto 2007

una vecchia foto.....Antonello con camicia hawaiana.....:-)


postato da: martacrs alle ore 22:08 | link | commenti (2)
categorie: foto venditti
martedì, 03 luglio 2007

Ecco un post scritto da un amico vendittiano, RAFFAELE, buona lettura e commentate!

ANALOGIE VENDITTIANE

Sono diventato pazzo di Antonello da quest’anno e ho avuto modo di conoscere una buona parte della sua discografia. In particolare mi volevo concentrare su due album usciti consecutivamente, e che reputo due capolavori: “Cuore” e “Venditti e segreti”. Dischi che hanno tra di loro una straordinaria similarità. Sembra che Antonello abbia rimescolato gli elementi del 1984 (anno dell’uscita di “Cuore” come tutti i fan sanno) per sfornare il lavoro del 1986. E gli album risultano uno l’altra faccia dell’altro. Innanzitutto il numero di canzoni è lo stesso, cioè otto. Ma le simmetrie e le opposizioni sono appena cominciate. Infatti tutte, e dico proprio tutte le canzoni del primo trovano l’esatto corrispondente nel secondo, e viceversa. Cominciamo da “Notte prima degli esami”, la quale ripercorre una sola notte ,che possiamo associare a “Giulio Cesare” in quanto “canzone scolastica”, ripercorrente però vent’anni . Poi c’è la “nostalgico - esistenziale” “Mai nessun video mai”, associabile a “Questa insostenibile leggerezza dell’essere”. Per giunta tutti questi brani occupano la medesima posizione nei rispettivi Lp. Proseguiamo con “Qui” che due anni dopo diventa “Settembre”. Passano gli anni e passano le stagioni, da una parte “l’estate che brucia nelle vene”; dall’altra “settembre poi ci prenderà,coi suoi venti di pioggia vincerà”; “settembre non ci troverà, coi suoi venti non può, non vincerà”…(simmetria prima, opposizione poi). “Non è la cocaina”, ossia la “Roma da godere”, leggera e spensierata, dove è possibile “innamorarsi ancora” (ipotesi), si trasforma nella solenne “C’è un cuore che batte nel cuore”, dove si presenta “un fiume di gente, nel cuore di Roma, che vince e che soffre, ed io ti amo ancora” (possibilità realizzata). La malinconia di “Ci vorrebbe un amico” viene sorpassata dalla grinta animale di “Segreti”, dove “l’amico” che ai voleva lo si è trovato nel “diavoletto”. L’ironia invece è la linea comune che lega “L’ottimista” a “Rocky, Rambo e Sting”. In entrambi i brani si allude a personaggi reali e contemporanei (Craxi, Sting e Silvester Stallone). Come per prima, anche queste quattro canzoni si collocano nella stessa posizione nei due album. Dalla Milano - Giamaica alla Palestina, da “Piero e Cinzia” a Paolo ed “Esterina”, l’una a cui si dice “torna a casa” (la Giamaica evocata non è la casa di Cinzia), l’altra a cui si dice “la Palestina vive anche dentro di me” (la terra santa invece è la casa di Esterina). Concludiamo con l’amore del Padre verso i figli in “Stella”, che si “umanizza” nell’amore di un padre verso il figlio in “Peppino”.           

postato da: martacrs alle ore 08:11 | link | commenti (2)
categorie: canzoni, foto venditti
martedì, 26 giugno 2007

24 GIUGNO 2007

ANTONELLO IN ARENA

Quando dopo 15 anni una magia si ripete, viene da pensare che allora è vero che certe cose possono ritornare e che non si tratta solo di un' utopia o di un desiderio da tenere nascosto nel cassetto insieme ai ricordi. Si accende quindi una strana emozione, la felicità di una speranza realizzata e rinnovata, l'io si sdoppia nel rivivere quella situazione con gli occhi di un'età andata e con quelli attuali ricchi di una consapevolezza diversa, maturata negli anni della crescita, tra le difficoltà e le gioie dell'adolescenza e i problemi più tangibili e meno passeggeri della giovinezza piena. E' straordinario come un qualcosa ti possa accompagnare negli anni, in una sorta di fedele amicizia, come è per me la musica di Antonello Venditti. Quando poi essa ti "prende" e, dal vivo, ti giunge al cuore amplificata, incornici quei momenti riponendoli insieme ai ricordi più belli dell'anima. Non mi sembrava vero, domenica, di poter assistere ad un concerto di Antonello in Arena. Si trattava di poche canzoni, all'interno di un gran galà, ma con lui bastano poche note e una cornice meravigliosa per rallegrare il cuore. Bastava ritornare con la mente a quel 25 maggio del 1992 e sorridere pensando che in quell'occasione vedevo un Venditti piccolo piccolo per quanto lontano da me..e avevo pure un palo davanti (quando si arriva troppo tardi per prendere i posti!) e mi spostavo un colpo a destra e uno a sinistra per osservare meglio. Invece domenica Venditti mi era più vicino, perchè mi trovavo sulla gradinata di fianco al palco. Voglio ora parlarvi del concerto usando il tempo presente, perchè ancora lo sento dentro...

Antonello appare sul palco e l'incipit della canzone mi ricorda che siamo nel 2007 e non nel 1992, la canzone è Che fantastica storia è la vita. Ad accompagnare Antonello, i mitici Amedeo Bianchi e Sandro Centofanti, in un piccolo ONE MAN BAND OR NOT. Antonello dà alla canzone un'impronta sferzante, il pubblico entusiasta si riscalda e il nostro cantautore ne trae ancora più energia. Si prosegue con Notte prima degli esami, dedicata a tutti i maturandi. La notorietà della canzone e la maestria di Venditti nell'eseguirla, regalano al pubblico  emozioni toccanti. Poi è la volta di Peppino. Una canzone talmente bella e delicata, acquista un'emozionalità ancora più grande nella cornice suggestiva dell'anfiteatro. Le note, in questo posto magico, non volano subito via ma si fermano qualche secondo sopra alle teste, come fossero stelle..come in un abbraccio fugace...Ma intanto è già arrivata  Amici mai. La sequenza di queste due canzoni mi provoca un tuffo al cuore. Mi sembra quasi un regalo, un ritorno al concerto del cuore. Ormai era qualche tempo che Venditti non cantava Amici mai ai concerti. Infatti, incredula, la scambio per Ricordati di me..e invece è proprio lei! La canzone scivola via illuminata da uno spettacolo di fiammelle e Antonello cede all'emozione sbagliando un passaggio della canzone. Poi lui stesso dirà che le canzoni non devono essere perfette, perchè l'importante è che arrivino al cuore e non che non abbiano sbavature. Poi è la volta di Alta Marea che dà risalto al sax del grande Amedeo Bianchi, già acclamato protagonista del finale di Che fantastica storia è la vita. Il concerto si conclude con la splendida Ricordati di me, in un'arena ormai traboccante di emozioni e adorante Venditti. A grande voce viene richiesto un bis ma il pianoforte è già sparito. C'è però la voglia di cantare ancora, anche senza musica. Qualcuno dalla platea richiede Sara ma Venditti dice di non ricordarla e che però, se il pubblico lo accompagna, potrebbe riuscire a farla. Tuttavia cambia subito idea e  e dice "ma però una canzone che sicuramente potrei fare e che mi ricordo è Roma Roma".  Incomincia quindi ad intonarla ma dal pubblico giunge un brusio che lo fa interromepre. Allora Antonello spiega che vuole cantare l'amore per la città e che non si tratta di potere. La presentatrice, Cristina Parodi, decide qindi la lasciare da parte le canzoni e di fargli delle domande. Antonello parla dell'importanza di avere luoghi come l'arena per fare musica, pur stando attenti alla preservazione del bene artistico. Risponde poi su quali sono le canzoni dolorose, difficili da cantare e cita Dimmelo tu cos'è. Poi se ne va salutando, tra l'ovazione del pubblico. Che dire ancora?Mi porto a casa il ricordo di una serata straordinaria, dal sapore magico e antico. Antico di storia vera ma anche del mio passato.

Per scaricare il video live di "Che fantastica storia è la vita" all'Arena di Verona....Clicca qui

per scaricare "Ricordati di me", "Alta marea" e un  contributo parlato...Clicca qui


postato da: martacrs alle ore 14:47 | link | commenti (3)
categorie: concerti, foto venditti, arena di verona
mercoledì, 20 giugno 2007

LA MATURITA'....

Venditti ha raccomandato ai maturandi di quest'anno di ascoltare la sua canzone Notte prima degli esami perchè porta fortuna. Devo dire che anch'io nel 1998, anno della mia maturità, mi attenni a questa pratica  già diventata un rituale per gli studenti più anziani di me (perchè vi ricordo, o giovincelli che capitate qui cercando la canzone, che il pezzo è del 1984! E non è uscito l'anno scorso col film omonimo!), maturandi o laureandi. Per quanto riguarda me, la canzone ha portato proprio fortuna! Almeno per la maturità.  Comunque che dire....L'estate è nell'aria brindiamo alla maturità, giusto per citare un'altra canzone di Venditti, Giulio Cesare (1986)! Bè..col filone della scuola ci si potrebbe sbizzarrire, c'è anche la stupenda Compagno di scuola (1975), la più lirica. Comunque ne parleremo un'altra volta e tornando a Notte prima degli esami, volevo raccontarvi che venne cantata in anteprima al concerto del Circo Massimo anno 1984, in occasione della finale di coppa dei campioni disputata tra Roma e Liverpool, sperando nella vittoria della squadra capitolina e quindi in una grande festa in musica, come avvenne per il festeggiamento dello scudetto conquistato nel 1983. Infatti nella canzone ritroviamo un chiaro riferimento notte di sogni di coppe e di campioni e c'è anche una strofa studiata per un canto live: si accendono le luci qui sul palco, ma quanti amici intorno, che viene voglia di cantare. Un altro aneddoto su questa canzone è quello della sua nascita. Un giorno Antonello andò a pranzo nella sua casa natale dove c'era ancora lo storico pianoforte verticale col quale nacquero Roma Capoccia e Sora rosa. Fu proprio il re-incontro con quella parte di sè rispolverata dal passato ad ispirargli la canzone, che venne fuori di getto. E venne decisamente bene!

NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI (dall'album CUORE, 1984)

Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra
e un pianoforte sulla spalla.
Come pini di Roma, la vita non li spezza,
questa notte è ancora nostra.
Come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?
Le bombe delle sei non fanno male,
è solo il giorno che muore, è solo il giorno che muore.
Gli esami sono vicini, e tu sei troppo lontana dalla mia stanza.
Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto,
stasera al solito posto, la luna sembra strana
sarà che non ti vedo da una settimana.
Maturità ti avessi preso prima,
le mie mani sul tuo seno, è fitto il tuo mistero.
Il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani,
non fermare ti prego le mie mani
sulle tue cosce tese chiuse come le chiese,
quando ti vuoi confessare.
Notte prima degli esami, notte di polizia
certo qualcuno te lo sei portato via.
Notte di mamma e di papà col biberon in mano,
notte di nonno alla finestra, ma questa notte è ancora nostra.
Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni,
notte di sogni, di coppe e di campioni.
Notte di lacrime e preghiere,
la matematica non sarà mai il mio mestiere.
E gli aerei volano in alto tra New York e Mosca,
ma questa notte è ancora nostra, Claudia non tremare
non ti posso far male, se l'amore è amore.
Si accendono le luci qui sul palc