Dopo qualche tempo torna a scrivere su queste pagine virtuali l'amico vendittiano Sante, con una bellissima cronaca del concerto tenuto da Antonello lo scorso maggio in provincia di Viterbo. Buona lettura!
LA MATURITA'....
Venditti ha raccomandato ai maturandi di quest'anno di ascoltare la sua canzone Notte prima degli esami perchè porta fortuna. Devo dire che anch'io nel 1998, anno della mia maturità, mi attenni a questa pratica già diventata un rituale per gli studenti più anziani di me (perchè vi ricordo, o giovincelli che capitate qui cercando la canzone, che il pezzo è del 1984! E non è uscito l'anno scorso col film omonimo!), maturandi o laureandi. Per quanto riguarda me, la canzone ha portato proprio fortuna! Almeno per la maturità. Comunque che dire....L'estate è nell'aria brindiamo alla maturità, giusto per citare un'altra canzone di Venditti, Giulio Cesare (1986)! Bè..col filone della scuola ci si potrebbe sbizzarrire, c'è anche la stupenda Compagno di scuola (1975), la più lirica. Comunque ne parleremo un'altra volta e tornando a Notte prima degli esami, volevo raccontarvi che venne cantata in anteprima al concerto del Circo Massimo anno 1984, in occasione della finale di coppa dei campioni disputata tra Roma e Liverpool, sperando nella vittoria della squadra capitolina e quindi in una grande festa in musica, come avvenne per il festeggiamento dello scudetto conquistato nel 1983. Infatti nella canzone ritroviamo un chiaro riferimento notte di sogni di coppe e di campioni e c'è anche una strofa studiata per un canto live: si accendono le luci qui sul palco, ma quanti amici intorno, che viene voglia di cantare. Un altro aneddoto su questa canzone è quello della sua nascita. Un giorno Antonello andò a pranzo nella sua casa natale dove c'era ancora lo storico pianoforte verticale col quale nacquero Roma Capoccia e Sora rosa. Fu proprio il re-incontro con quella parte di sè rispolverata dal passato ad ispirargli la canzone, che venne fuori di getto. E venne decisamente bene!
NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI (dall'album CUORE, 1984)
Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra
e un pianoforte sulla spalla.
Come pini di Roma, la vita non li spezza,
questa notte è ancora nostra.
Come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?
Le bombe delle sei non fanno male,
è solo il giorno che muore, è solo il giorno che muore.
Gli esami sono vicini, e tu sei troppo lontana dalla mia stanza.
Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto,
stasera al solito posto, la luna sembra strana
sarà che non ti vedo da una settimana.
Maturità ti avessi preso prima,
le mie mani sul tuo seno, è fitto il tuo mistero.
Il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani,
non fermare ti prego le mie mani
sulle tue cosce tese chiuse come le chiese,
quando ti vuoi confessare.
Notte prima degli esami, notte di polizia
certo qualcuno te lo sei portato via.
Notte di mamma e di papà col biberon in mano,
notte di nonno alla finestra, ma questa notte è ancora nostra.
Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni,
notte di sogni, di coppe e di campioni.
Notte di lacrime e preghiere,
la matematica non sarà mai il mio mestiere.
E gli aerei volano in alto tra New York e Mosca,
ma questa notte è ancora nostra, Claudia non tremare
non ti posso far male, se l'amore è amore.
Si accendono le luci qui sul palco
ma quanti amici intorno, mi viene voglia di cantare.
Forse cambiati, certo un po' diversi
ma con la voglia ancora di cambiare,
se l'amore è amore, se l'amore è amore,
se l'amore è amore, se l'amore è amore,
se l'amore è amore
"...IN QUESTO MONDO CHE NON PUOI CAPIRE, CI SONO MASCHERE CHE NON PUOI VEDERE..."
Quando piace molto la musica di un artista, solitamente si attende impazientemente l'uscita del nuovo album, in particolare quando la cosa è imminente. Ricordo bene l'attesa per Prendilo tu questo frutto amaro e per Goodbye Novecento, con l'orecchio attaccato alla radio. Per Prendilo tu questo frutto amaro mi trovavo in ospedale per un'operazione al menisco e oltre a sentire le interviste a Radio Italia con le canzoni in anteprima, un bel giorno la musicassetta-cofanetto dell'album mi giunse direttamente sul comodino accanto al letto della stanza d'ospedale, per somma invidia dell'infermiera! Quando invece uscì il singolo che anticipava l'uscita di Goodbye Novecento, ossia In questo mondo che non puoi capire, ero di ritorno da Castel di Sangro verso Verona, con il gruppo della parrocchia. Quel viaggio di ritorno fu infinito, ricordo che ci mettemmo circa 12 ore, ovviamente con molte soste. Accomodata in qualche modo...per di più rannicchiata, sul sedile di un pullmino scassato che mi faceva sussultare ad ogni buca, ricordo che avevo la testa appoggiata al finestrino e gli auricolari del walkman nelle orecchie. L'indice della mia mano destra muoveva impazientemente il tunning della radio alla ricerca del singolo di Venditti, che doveva uscire alla radio proprio quel giorno. E finalmente.....dopo ore di ricerca e di attesa...emozione...una musica strana....ma magari potrebbe essere Venditti ....proviamo a sentire...e infatti era proprio LUI! Ricordo che subito rimasi un po' commossa (e io non sono poi così facile a commuovermi o a esaltarmi!) perchè le frasi della canzone...erano un pugno allo stomaco...in particolare già l'incipit "...IN QUESTO MONDO CHE NON PUOI CAPIRE, CI SONO MASCHERE CHE NON PUOI VEDERE...". A 20 anni certe frasi arrivano al cuore forti e chiare e suonano pirandelliane...Poi durante il viaggio riuscii a sentirla ancora..ed ero così impaziente di poterla avere mia e riascoltare quante volte volevo...che quasi mi dispiaceva averla già sentita!Però intanto ero così contenta di quel regalo, di quella emozione che scaldava la tristezza di un ritorno che pensavo a quanto può fare la musica, alle parole che ti può dare, alla solidarietà, alle risposte che ti dà...
IN QUESTO MONDO CHE NON PUOI CAPIRE
In questo mondo che non puoi capire
ci sono maschere che non puoi vedere
ci sono sintomi di gloria
incubi e inganni della gioia.
Esodi e fughe dalla vita
su mari neri e questa strada
musica e suoni dalla terra
e la tua pelle e' sempre quella
sempre quella oh oh oh oh
sempre quella oh oh oh oh
angeli bianchi angeli neri
la notte e' fatta di sederi
tracce di inferno e paradiso
schegge di luce
sul tuo viso oh oh oh
sul tuo viso oh oh oh oh
sul tuo viso oh oh oh oh
sul tuo viso oh oh oh oh
sul tuo viso.
Sia benedetto il mondo
sia benedetto in te
c'e' un bene piu' profondo oh
nascosto dentro me dentro te
tu non conosci il mondo
tu non conosci me
c'e' un bene piu' profondo
nascosto dentro me dentro te
eh eh eh
eh eh eh eh
eh eh eh
eh eh eh eh
eh eh eh
eh eh eh eh
eh eh eh
eh eh eh eh.
In questo mondo che non puoi capire
ci sono maschere che non vuoi vedere
ci sono sintomi di gloria
incubi e inganni della storia.
Esodi e fughe per la vita
su mari neri battelli per la strada
musica e suoni dalla terra
e la tua pelle si ribella
sempre quella
sempre guerra oh oh oh oh
Ma forse ancora non e' cominciata
al di la e di qua della barricata
ci sono mari che non si possono toccare
ci sono lingue che non si possono capire
ma questo mondo in questa terra
musica e strada nella vita.
musica e suoni dalla terra
e la tua pelle si ribella
eh eh eh
oh oh oh oh
sempre quella oh oh oh oh
sempre quella oh oh oh oh
sempre quella oh oh oh oh oh
sia benedetto questo mondo
sia benedetto questo incontro
sia benedetta questa vita
che molti pensano sia infinita.
che molti pensano sia infinita.
COME HO CONOSCIUTO "MARTA"!
La mia passione per Venditti era già molto forte ancora prima di venire a conoscenza dell'esistenza di questa bellissima canzone, tuttavia la scoperta di questo capolavoro dal messaggio così intenso e umano (nel connubio tra forza e fragilità, nel contrapporsi delle difficoltà e il voler reagire), questo tendere la mano, questa rabbia solidale e un po' amara, mi ha fatto capire come la musica di Venditti fosse già nel mio destino. Il modo in cui ho conosciuto la canzone è stato molto carino e lo ricordo ancora con affetto. Andavo in terza media e ancora non esisteva internet, ancora non giravano soldi nelle tasche e quindi di Venditti sapevo gran poco! Avevo giusto gli album di Benvenuti in paradiso (originale) e Gli anni 80, Circo massimo, Sotto il segno dei pesci (doppiati da una amica di mia zia, ma Antonello non me ne voglia perchè col tempo poi me li sono presi originali, eheh).
(Ah..e poi ricordo di un giorno in spiaggia con mia zia, con lei che stava sentendo Lilly per radio e mi disse "ah, c'è Venditti" e io "che canzone?". Bè quando le dissi che non la conoscevo, rimase allibita e si scocciò di dovermi prestare il walkman per farmela sentire, pensava che avessi detto una balla, perchè mi diceva che era una canzone famosissima!).
Comunque, tornando al mio bagaglio vendittiano di 13nne, non avevo modo di informarmi sulla discografia e neanche ci avevo pensato più di tanto....erano così tanti album..che se dovevo aspettare compleanni e feste di Natale per averli, me ne servivano di anni per completare la discografia!!! Fatto sta che un giorno un compagno di classe, a conoscenza della mia passione per Venditti, mi disse "ma lo sapevi che Venditti ha fatto una canzone che si chiama Marta?!". Io gli risposi di non prendermi in giro. Conoscevo già Sara, Giulia, Lilly, quante altre ne aveva fatte ancora col nome di donna??? Invece lui mi spiegò di aver visto nella vetrina della Ricordi di Verona, l'album Gli anni '70 e che conteneva una canzone col titolo Marta. "Certo che ce ne ha di fantasia nel raccontar balle" pensai! Comunque per scrupolo il sabato pomeriggio andai a controllare e quando lessi Marta nell'elenco dele canzoni mi venne un colpo! Avrei voluto entrare e prenderlo all'istante! Ma non avevo soldi!!! Ancora non c'erano le proposte di ascolto!!!Che miraggio..era lì davanti a me eppure irraggiungibile. Poi una volta a casa pregai mia mamma di farmelo avere, che era una bella raccolta, che così potevo conoscere altre canzoni....e riuscii a strappare un SI. Così poi ebbi quell'album..per me abbastanza strano, sentivo un Venditti meno dolce, più crudo, con canzoni come Una stupida e lurida storia d'amore, Mio padre ha un buco in gola e poi la stessa Marta. La canzone mi piacque ma era molto distante da me, a 13 anni si è spensierati e piacciono melodie allegre. Poco tempo dopo un'altra mia compagna di classe, il cui padre aveva diversi album di Venditti (di cui era geloso) mi doppiò Cento città (anche quello ora ce l'ho originale!) e così sentii la versione live, molto più intensa e vibrante di quella incisa in studio. Forse però la versione più bella è quella del Circo Massimo 1984 (cè un video che circola in rete), che non è stata incisa in nessun album, ma è una versione da brividi. Mi piacerebbe tanto, anche solo per una volta, sentire Marta dal vivo....
LA CANZONE MARTA è CONTENUTA NELL'ALBUM QUANDO VERRà NATALE (1974)
Prega Marta nella sera
nessun Dio risponderà
ogni giorno una preghiera
e una falsa libertà.
La giornata è stata dura
piena di contrarietà
il lavoro e poi la scuola
e un ragazzo che non va.
Urla Marta non pregare
se tuo padre chiederà
il salario o la pagella
per la sua complicità
digli di no.
Io, io non sono niente
ma ho vissuto come te
sempre chiuso nello specchio
aspettando un altro me.
Lotta Marta, nella sera,
io sarò vicino a te
amerò le tue speranze
il tuo tempo vincerà
anche per me.
15 ANNI ESATTI DAL MIO PRIMO CONCERTO VENDITTIANO!

So che poco vi importa, ma a me ogni anno il 25 maggio riporta alla mente grandi emozioni, è per me un anniversario sempre importante da ricordare...tanto più il 15°!!!Ahhh..come vola il tempo!!!Troppo bella quella serata di musica all'Arena di Verona. Emozioni e sensazioni che sono rimaste dentro. Vi ricordo che c'è un post dove si può parlare del nostro primo concerto:
http://vendittando.splinder.com/post/7479183
La foto è un fotogramma estrapolato da Stefano dal dvd Da S.Siro a Samarcanda
IL DIARIO

Nel 1991 usciva l'album Il diario, una raccolta vendittiana contenente le seguenti canzoni:
Sotto il segno dei pesci
Sara
Modena
Mezzanotte
Buona Domenica
Stai con me
Lilly
Roma capoccia
Attila e la stella
Campo de’ fiori
Bomba o non bomba
Giulia
In quegli anni resistevano ancora i juke-box in qualche bar per giovani. Io nel 1992 ero agli albori della mia passione vendittiana e ricordo di aver visto in un juke box di un bar di Lazise, sul lago di Garda, questo album di Antonello. Mi colpì subito l'immagine di Venditti al piano. Tenete presente che ancora non c'era internet, ancora non giravo per negozi a vedere dischi o riviste. Che strano Antonello vedevo, diverso dall'icona che mi ero creata nella mente. La copertina mi incuriosiva, quel momento così lontano nel tempo, quante cose devo ancora scoprire e conoscere su Venditti!!! Dando una scorsa alle canzoni presenti mi accorsi che ce n'era una che non conoscevo: Attila e la stella. Che strano titolo!Altrettanto curioso e attraente come la copertina. Nella mia ignoranza credevo fosse un inedito. Invece mio padre mi disse che era una canzone vecchia. La tentazione di selezionarla per sentirla era forte, ma immaginavo che fosse poco adatta per gli avventori del bar...e così lasciai stare. Poi questa canzone la scoprii un paio d'anni dopo, comprando un'altra raccolta. Convenii che non era canzone da ascoltare in un bar ma che era un gran bel pezzo per le mie orecchie!
CORSI E RICORSI VENDITTIANI...
Prima pensavo ad alcune curiose e carine autocitazioni/autoriferimenti presenti in certe canzoni di Venditti .
Una su tutte Sotto il segno dei pesci (1978) con le frasi:
Tali frasi nella canzone Il compleanno di Cristina (1988) si ripresentano identiche cambiando però la prosecuzione dell'originale:
Una originale autocitazione di una sua canzone culto a cui ha voluto probabilmente rendere omaggio 10 anni dopo e, allo stesso tempo, usare come portafortuna. Ricordo che al mio primo concerto di Venditti nel 1992, ero ancora ignorantissima sulla produzione vendittiana, essendo una neo-fan e, all'ascolto di Il compleanno di Cristina, mi sembrava ci fosse qualcosa che non andasse, che Venditti stesse stonando. Quando poi al piano ho sentito suonare Sotto il segno dei pesci, ho capito che era quella la canzone termine di riferimento per il mio orecchio. Chissà quando avevo avuto modo di sentirla e apprezzarla prima di quell'occasione! Ancora non ero ammiratrice ma la sua bellezza evidentemente era entrata subito nel mio inconscio come canzone modello. Sempre la canzone dei pesci, secondo una mia strampalata idea, potrebbe aver ispirato anche la scelta della canzone Sotto la pioggia per dare il titolo all'alum prodotto nel 1982. Secondo questo mio stupido ragionamento, associerai anche la canzone In questo mondo che non puoi capire (1999) a In questo mondo di ladri (1988). Lasciando perdere però le associazioni tirate, e tornando nuovamente a Sotto il segno dei pesci, questa ha visto proprio nell'ultimo album di inediti (2003) di Venditti la sua erede, ossia Che fantastica storia è la vita, definita dal cantautore stesso la prosecuzione della prima. Assistiamo infatti, in entrambe le canzoni, a un racconto di storie di personaggi diversi, alle prese con Le cose della vita (...). D'altra parte a Venditti piace portare avanti dei filoni attraverso i propri brani. C'è quello sentimentale (una serie di canzoni, pare, dedicate alla stessa donna), poi quello inerente a un altro suo grande amore, Roma, e poi il filone delle canzoni dai nomi di donna, quello relativo alla scuola e quello del sociale. E' proprio vero che nella carriera ultratrentennale di Antonello ci sono canzoni che oltre ad essere generazionali per la società, lo sono anche per la produzione vendittiana stessa, vale a dire: alcune canzoni sono genitrici di altri brani. Ricordo che in un'intervista radiofonica Venditti ha detto "Mille figli (1995, NDR) è la figlia di Peppino (1986, NDR) e la cugina di Dimmi che credi (1991, NDR)". Credo che possiamo sbizzarrirci a trovare rapporti di parentela tra le canzoni del Nostro !
Se vogliamo parlare però di citazioni precise e non di appartenenza a filoni, parlerei anche di Cento città (1985). A un certo punto Venditti canta "io che cercavo un amico guarda quanti ce ne ho, ma per un cuore ferito questo non basta no...". Io che cercavo un amico...ma si dai Ci vorrebbe un amico (1984)!!! Bellissima citazione. Cioè...ci dice come è continuata la storia, ancora il dolore non si è attenuato "e allora giro il mondo giro cento città..."...Stupenda...Passiamo ad altre due canzoni storiche di Antonello, Bomba o non bomba (1978) e Notte prima degli esami (1984). Nella prima Venditti dice "partirono in due ed erano abbastanza, un pianoforte, una chitarra e molta fantasia", nella seconda racconta "io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla". E' molto carino che parli degli strumenti del mestiere in modo così semplice e bello, passionale!Sembra che chitarra e pianoforte siano l'unico bagaglio, l'unica cosa che basta per prendere il mondo. E poi i riferimenti ai protagonisti sono chiari: con "partirono in due" parla di sè e di De Gregori e i "quattro ragazzi" sono quelli del Folk studio. Simpatica e fortunata analogia. Che altro?Forza, dite voi!
foto tratte, nell'ordine, da Music lug/ago1985 e da "Tutto" sett1985
PRE CIRCO MASSIMO 2001
Mettendo ordine fra le mie carte, ho recuperato due miei pensieri scritti a pochi giorni dal circo massimo 2001 (24 giugno)
18/06/01 VENDITTI
E' tutto il giorno che ho un pensiero fisso: andare a vedere il concerto a Roma. Sono emozionata, in fibrillazione...sono pazza: andare là da sola all'insaputa dei miei...ma è troppa la voglia di esserci. Ringrazio Venditti perchè oggi ho sofferto di meno la mancanza di un amico speciale...
19/06/01 GIORNATA DI SOLE
Sole splendente, cielo limpido, aria calda ma non torrida, aria di libertà, voglia di andare incontro al mondo. Sto tremando...mi sento piena di energia e di entusiasmo.
Concorso "Un disegnino pop" Vendittando&Solegemello
Concorso "Un disegnino pop" (dai 0 ai 100 anni): Stampa e colora il disegnino qui sopra, scannerizzalo e invialo alla redazione(clicca qui o sul disegno) . Puoi anche colorarlo con l'ausilio di un programma di grafica. I lavori saranno pubblicati nel blog "Vendittando" e nel sito "Solegemello". In palio tanto materiale vendittiano che verrà inviato direttamente alla tua casella email ! Altresì potrai realizzare un qualsiasi altro disegno riguardante Antonello!!! Partecipa...partecipa!
SOLEGEMELLO&VENDITTANDO BLOG
Cosa c'è di meglio di un blog per proporre questo cimelio appena (si dice sempre così no?? fa molta scena...) ripescato tra le mie scartoffie vendittiane e subito skannerizzato? Trattasi di "un disegnino" fatto da mia sorella nell'anno di grazia (?) 1999 , Millennio scorso. "Goodbye 900" doveva ancora uscire, qualche mese dopo "vedemmo" insieme il concerto di presentazione allo stadio Olimpico (8 Ottobre). Eravamo dunque ancora frutto-amaro-after e appena appena post-berluskonizzati-parteprima ("ora è il nuovo che avanza non lo senti il suo via vai?"). Il disegnino riprende la vignetta che accompagnava "Benvenuti in paradiso" (1991) e appunto quella genialata del frutto amaro, anno 1995: i due album avevano delle copertine assai simili, entrambe basate sul fumetto-Antonello...
Dopo lunga e tormentata riflessione, proprio questa ho deciso di riproporre, eccola a voi.....e buona notte!
Prendilo tu questo frutto amaro (1995)
È una questione politica
'na grande presa per culo
in questa nuova Repubblica
non mi somiglia nessuno, no oh yeah
prendilo tu questo frutto amaro
Oh yeah, prendilo tu questo frutto amaro.
È una questione politica
'na grande presa per culo
in questa nuova Repubblica
non ci somiglia nessuno, no oh yeah
prendilo tu questo frutto amaro
Oh yeah, prendilo tu questo frutto amaro.
Siamo diversi da tutti gli altri
crediamo nella giustizia
se non sei contro ma per amarsi
se vuoi la nostra amicizia si Oh yeah
prendilo tu questo frutto amaro
si, si, si, si, si prendilo tu questo frutto amaro.
Allora unisciti a questo coro
alza più alto la mano
che io ti possa vedere bene
contarti anche se tu sei lontano, oh yeah
prendilo tu questo frutto amaro
si, si, si, si, si prendilo tu questo frutto amaro.
La speranza non muore
questo mondo lo so cambierà
con la forza e col cuore
io lo so cambierà.
Ma è una questione politica
'na grande presa per culo
in questa nuova Repubblica
non mi somiglia nessuno,no, oh yeah
prendilo tu questo frutto amaro
oh yeah, prendilo tu questo frutto amaro...

Caspita che post-pop che è venuto fuori.....bari-bariciucciu-ba-ciucciu
sooooo sweeeeeeetttttttttttttttttt
MODENA E LA POTENZA DELLE CANZONI
Le canzoni non sono tutte uguali. Alcune sono dei colpi diretti dritti al cuore, irrompono nell'anima e scatenano emozioni, smuovono sentimenti impolverati e creano un turbinio vorticoso fatto di pensieri, ricordi, inquietudini e speranze. Una di queste canzoni per me è Modena. Modena è la nostalgia. Nostalgia di cose vissute o spesso mai provate. Modena è voglia di andare via....Modena è quello che non si riesce a spiegare, è rabbia e speranza, affetto e solitudine, malinconia pura. Modena è il sax che riesce a far parlare l'anima, che prima piange e poi urla ma mai si piega. Modena è una canzone di amarezza politica, ma per me ha sempre avuto altri significati, così come Dolce Enrico. Dicevo, la potenza delle canzoni. Le canzoni vere arrivano indipendentemente dal loro significato originale, arrivano perchè in quelle note c'è qualcosa di più assoluto delle parole accompagnate, in quella voce c'è qualcosa di poco contingente, c'è molto di antico e inspiegabile che appartiene anche a noi. E con quella voce lo ritroviamo. Modena è fantastica. Ricordo di un concerto nel 1996, in un piccolo stadio comunale in provincia di Vicenza. Venditti suonò Modena, ai più sconosciuta. Rimasero quasi tutti zitti durante l'esecuzione. Tanti ascoltatori occasionali, pochi ammiratori, pubblico abbastanza freddo. Alla fine, quando anche l'ultimo sospiro di sax si esaurì, ci fu qualche secondo di silenzio e poi, la standing ovation. Potenza delle canzoni.
MODENA
Con le nostre famose facce idiote, eccoci qui.
Con i nostri sorrisi tristi, a parlarci ancora di noi
e non c'è niente da scoprire, niente da salvare
nelle nostre parole.
Ricordi, libri da buttare, frasi da imputare
di due bandiere dritte in faccia al sole.
Ma cos'è questa nuova paura che ho?
Ma cos'è questa voglia di uscire, andare via?
Ma cos'è questo strano rumore di piazza lontana,
sarà forse tenerezza o un dubbio che rimane?
Ma siamo qui, a Modena,
io resto qui a guardarti negli occhi, lo sai.
E non c'è tempo per cambiare,
tempo per scoprire un nuova illusione.
La nostra vita è Coca-Cola, fredda nella gola
di un padre troppo tempo amato.
Quanto valeva, aver parlato già da allora,
quando tutto era da fare e tu non eri importante.
Ma siamo qui, a Modena,
io resto qui, con un bicchiere vuoto nella mano.
E non c'è tempo per scoprire,
tempo per cambiare cosa abbiamo sbagliato.
La nostra vita è Coca-Cola, fredda nella gola
di un ordine che non abbiamo mai voluto.
Ma cos'è questa nuova paura che ho?
Ma cos'è questa voglia di uscire , andare via?
Ma cos'è questo strano rumore di piazza lontana?
Un nuova tenerezza o un dubbio che rimane.
OGNI VOLTA, "LA CANZONE DEFINITIVA"
Molti di voi si ricorderanno dell'OGNI VOLTA TOUR (1996) e delle parole di Antonello su questa canzone, considerata una pietra da mettere sopra a tutte le altre canzoni dello stesso filone (il filone tu sei l'unica donna per me praticamente!), insomma "la canzone definitiva"! E non c'era possibilità che Venditti chiudesse il concerto con canzone diversa da questa, perchè Ogni volta doveva essere assolutamente la canzone di chiusura. A volte veniva mascherata come canzone del bis, ma noi poveri fan sapevamo benissimo che dopo "fino all'ultimo giorno che avròòòò-òòòòòò-òòòòò", avremmo dovuto aspettare un altro concerto per sentire nuovamente dal vivo la voce di Venditti . Al di là di questo mio fastidio personale per un' aggiunta di prevedibilità ai suoi già troppo uguali concerti, ciò che mi seccava di più di quella canzone era che fosse definitiva. Ma definitiva de che???Mi hanno insegnato "mai dire mai". E' inutile imporsi le cose, anche se a volte può essere saggio. Mi viene in mente una frase del libro "La coscienza di Zeno", "ero pieno di buoni propositi". E poi Zeno non smise di fumare. E neanche Venditti. Però Venditti ha veramente chiuso con quel filone, l'ha tagliato e ci ha fatto un nodo stretto. Ma dico io: 1) non era obbligato ad ogni album a proporre la canzone d'amore per l'amore di una vita perso 2) poteva scegliere una canzone definitiva migliore. Perchè adesso, trascorsi gli anni per una giusta, distaccata e obiettiva valutazione (come se si trattasse di un fatto storico!), penso che sarebba stata molto più bella Ricordati di me come canzone definitiva. Oppure, mi accontentavo anche di Amici mai. Oppure semplicemente poteva fare a meno di esporsi con una promessa pubblica e aspettare che nascesse da sola o che non nascesse la canzone definitiva! C'è poi il fatto curioso che lui dice che per scrivere una canzone d'amore (dell'ormai famoso filone ovviamente), deve aver superato il dolore, altrimenti non riuscirebbe a scriverla, necessita di distacco. Grazie tante, ma quante belle canzoni ci ha proposto alla fine?Vuol dire che non l'aveva superato così bene questo momento o che se ci mettiamo d'impegno, anche noi diventiamo poeti....Infatti i testi negli anni forse sono resistiti ma la musica quella non la puoi improvvisare, ti deve nascere da dentro. Troppo facile farsela prestare.
Ma tornando ad OGNI VOLTA, ve ne parlo perchè ieri su Video Italia ho visto l'orrendo video di Stefano Salvati (mi spiace se l'interessato un giorno leggerà queste righe, ma non sono l'unica ad avere questo parere!). Ricordo che all'epoca era stato presentato su canale 5, voleva essere una specie d'evento. Era un periodo che mediaset (o era ancora fininvest?) aveva intrapreso anche questa politica di lanciare i video di cantanti italiani importanti. E ogni volta (gioco di parole!) che vedevo la pubblicità che annunciava il lancio in esclusiva del video per il tal giorno e per la tal ora, ero tutta un fremito. Poi, come già detto, la delusione è stata assoluta. Un video secondo me stupido. Storie di tradimenti o di amori profondi, di ragazzi che aspettano di rincontrarsi, di speranze, di amarezze. Scene velate di sesso con bellone di turno. Il tutto in bianco e nero con sprazzi di colore a significare non so che cosa...L'unica metafora chiara era il colore lasciato vivo di un fuocherello sul quale un barbone lasciava scaldare le mani mentre diceva "non mi ricordo più la mia ultima volta". Come dire: "ma la speranza non muore, che fantastica storia è la vita ! ". Venditti seriosissimo, vestito di grigio, sigaretta in bocca, spinge un carrello della spesa e pensa alla sua lei o alle disgrazie dei personaggi del video e di come è dura la vita e non fantastica. Lo preferivo vedersi struggere nel video di Ricordati di me!. Comunque alla fine tutte le storie si risolvono più o meno nel bene o col dubbio, ma questa appunto è la vita. E ridaje. Venditti non accenna sorrisi ma gli colorano la faccia, così sembra meno morto. Scena finale: due neonati nel reparto d'ospedale, un maschietto dice alla femminuccia della culla vicino: "da grande ti sposerò!". Non so se si può considerare un video da scroscio d'applausi, ditemi voi, se qualcuno l'ha visto, cosa ne pensate...
Comunque mi è tornato alla mente che nel 1995 stavo andando all'ospedale di Malcesine (sul Lago di Garda, io sono di Verona) per un'operazione al menisco. Mentre ero in viaggio coi miei, ascoltavo in diretta un'intervista a Venditti, non mi ricordo su che radio fosse. Qualche giorno prima avevo già ascoltato e registrato un'altra intervista e sentito 2-3 canzoni del nuovo album, che sarebbe uscito a giorni. E ogni volta mi piaceva molto come canzone, quelle note iniziali di pianoforte, ogni volta che parlo di te tu fai parte o non parte di me...Poi, un giorno, mentre ancora ero in ospedale per la riabilitazione mi arrivò sul comodino l'album nuovo di zecca . Aveva le sembianze di un cofanetto. Mi avevano preso la musicassetta. Un'infermiera lo notò e disse "ah, il nuovo album di Venditti!Anche a me piace Venditti, me lo devo prendere". Ed io ero felice. E avevo Ogni volta tutta per me, da ascoltare per intero quante volte volevo e la scorta di pile dietro.
OGNI VOLTA
Ogni volta che parlo di te
tu fai parte o non parte di me
ogni volta che piango per te
faccio parte o non parte di noi.
E mille nuovi amori cercherò
per non amarti più
ma mai nessuna al mondo sarai tu.
E stanotte la passi con lui
ma ogni cosa ti parla di noi
ogni frase, ogni gesto che fai
è già stato vissuto da noi.
Chiudi gli occhi e pensi che
le sue mani, la sua pelle no, non sono me.
Ogni volta che parli di me
faccio parte o non parte di te
ogni volta che piangi per me
faccio parte o non parte di noi.
A tutti i nostri amici
tu dirai di non amarmi più
ma solo io saprò a chi pensi tu
voglio te voglio te, voglio te
perchè tu, tu fai parte di me
voglio te, voglio te, voglio te
fino all'ultimo sguardo
all'ultimo istante, all'utimo giorno che avrò.
"Ma questa notte non finirà", è rimasto il senso profondo di quel primo incontro, quante volte nella macchina in fila con le note ancora a passeggio per l'aria, cappelli e magliette nella notte. Qualche volta è piovuto appena dopo, per lasciare anche l'ultima nota all'asciutto, qualche volta durante, non ricordo più dove, e allora abbiamo dovuto asciugare le canzoni e poi ricominciare, ed è stato più bello, più sofferto. E il palco a piramide e quello come un'astronave, l'immenso schermo dell'ultima volta all' Olimpico, l'arca a Tor di Valle, quante forme, quanti chilometri di tubi, quante mani e quante braccia per costruire e poi disfare, per illuminare, quanti fari nella notte e il palco diventava strada, e le canzoni fermate di autobus affollate di persone in attesa. Persone di passaggio che non sono mai passate, che sono partite e mai arrivate, che sono ritornate ogni volta a farsi cantare con il nodo in gola,risate e lacrime sui loro nomi, sulle loro storie. "L'amore insegna agli uomini di non lasciarsi mai", abbiamo unito le nostre solitudini sotto lo stesso palco, sotto lo stesso nome che ancora canta e ci canta: Antonello. Il mio concerto, il nostro concerto, come questa notte, non finirà. Mai. A chi non è mai capitato di affezionarsi a un bar?Vuoi per l'atmosfera dell'ambiente o per la simpatia di barman o camerieri/e o perchè teatro di qualche evento particolare o perchè invece involontario rifugio di malinconie o ancora prezioso riparo a causa di una pioggia improvvisa. Io ne ricordo uno in particolare. I primi anni di università ero solita recarmi in un bar del centro. Lo avevo scoperto in una serata autunnale mentre attendevo che sopraggiungesse l'orario esatto di un appuntamento. Era un periodo mi ritrovavo con degli amici poco distante dal bar, ma poichè mi muovevo coi mezzi pubblici, arrivavo sempre con un largo anticipo e quindi entravo lì a bermi una coca o un caffè o talvolta una birra . C'era anche mia sorella con me, in queste attese. A gestire il bar erano padre e figlio, uno in età pensionabile, l'altro di mezza età. Quel bar, di sera, non era molto frequentato e la terrza settimana consecutiva che ci videro lì ci chiesero di dove eravamo e se eravamo gemelle (lo siamo!) e se ci piaceva il bar. Rispondemmo alle loro domande e spiegammo il problema degli orari. A volte cambiavamo bar e la volta successiva ci dicevano "non vi abbiamo viste la settimana scorsa!". Poi non ci ritrovammo più con quegli amici e di conseguenza non andavamo più nemmeno al bar. Però quel posto mi era rimasto un pò nel cuore . Dietro il bancone, in alto sulla parete, campeggiava una gigantografia in bianco e nero di 5 ragazzi cappelloni, appoggiati a un muro e con le mani intrecciate sulle spalle. Mi piaceva un sacco quella foto anni '70. Chiesi di che anno fosse. Non ricordo la risposta ma scoprii che uno dei ragazzi della foto era il barman cinquantenne. A volte quando tornavo dall'università mi fermavo a consumare qualcosa lì, soprattutto dopo giornate stressanti o dopo esami, che fossero andati bene o male. Un giorno questo signore mi regalò un cioccolatino come omaggio all'esame superato. Un'altra volta mi chiese come mi chiamavo, perchè non mi ero mai presentata. Gli dissi "Marta". E lui ripetè "Marta". Poi, mentre preparava un caffè per un signore intonò "prega Marta nella sera...". Non sapeva che ero ammiratrice di Venditti. Mi sono entusiasmata per questa citazione vendittiana, mi sembrava una bellissima coincidenza. Poi il bar cambiò gestione perchè nella zona facevano lavori e la gente non passava più , non era conveniente. Lo scoprii dal giornale!Era un periodo abbastanza lungo che non ci andavo...
"MA PIAZZALE DEGLI EROI...?"
Nel 1997 frequentavo la quarta liceo scientifico, ero già ammiratrice del nostro Antonello e i professori quell'anno decisero di portarci in gita a Roma!Era la prima volta che visitavo la città eterna ed ero emozionatissima, sia perchè si trattava di Roma in sè, ma anche perchè si trattava della città cantata da Venditti. Insomma, Roma è rinomata e stupenda per la sua arte, ma io ho conosciuto la sua magia prima di vederla, attraverso le canzoni di Venditti!In primis Roma capoccia, con la sua arancia sui sette colli e la luna che se specchia dentro ar fontanone...e tutti gli occhi che le dicono QUANTO SEI BELLA!
Ricordo che a Roma arrivammo sotto una pioggia torrenziale che ci tenne compagnia per 4 giorni, fino al momento della partenza. Roma stavo uscendo da un periodo di siccità lungo 90 giorni...L'evento atmosferico tuttavia non ci demoralizzò perchè subito qualcuno cantò quanto sei bella roma quando pioveeee, e gli altri intonarono altri versi della canzone. Ricordo ancora che mentre stavamo transitando per Orvieto, sentii alla radio, dalle cuffie del mio walkman, la canzone La cantina. Ho pensato che non era un caso sentire una canzone vendittiana così sconosciuta proprio in direzione di Roma.
Da adolescente sognatrice io speravo anche di poter incontrare, casualmente o no, proprio Venditti (tra l'altro, ad oggi, ancora non l'ho conosciuto!)!Facevo molto affidamento su un mio amico di 7 anni più vecchio di me che si vantava di essere intelligente e sveglio e di saper risolvere ogni situazione. Quando gli parlai del mio desiderio di andare a vedere l'abitazione di Venditti, mi disse che ci avrebbe pensato lui a trovare l'indirizzo e che me lo avrebbe detto e che magari recuperava anche un numero di telefono!Io non sarei stata così irrealista se non avessi avuto quel pirla a darmi spago. Comunque inevitabilmente le speranze si affievolirono man mano che i giorni di gita si consumavano, fino a spegnersi del tutto quando lo sportello del pulmann si chiuse per riportarci a Verona!
Quei giorni però sono stati molto belli, perchè finalmente conoscevo la Roma di Venditti. Finalmente vedevo la maestà der colosseo, la santità der cupolone. Credevo di aver visto il fontanone (pensavo che Venditti si riferisse alla fontana di Trevi!) E poi che altro?Il circo massimo, villa borghese, il foro italico, piazza navona. Ascoltavo attentamente la guida quando ci illustrava i monumenti e a un certo punto le chiesi "mi scusi, ma piazzale degli eroi com'è?". Mi disse "mah... una piazza comune, ha solo una fontana ma di secondaria importanza". Aggiunse poi che ci saremmo passati davanti col pulmann durante il giro by night di Roma. E così la vidi, ma coi vetri appannati per la pioggia e di sfuggita. Non la colsi bene. Intanto ripensavo alla canzone..."Non non posso più passare per piazzale degli eroi..."
Ad ottobre dell'anno scorso ritornai a Roma per il concerto di Antonello al palalottomatica. Passeggiavo con Stefano per le vie di Roma e a un certo punto mi accorsi casualmente che stavamo attraversando PIAZZALE DEGLI EROI. Esclamai a Stefano "ah..ma questo è PIAZZALE DEGLI EROI!!!!". E così casualmente mi ci ritrovai...8 anni dopo!
TRATTO DAL SITO DI STEFANO :questa piazza si trova nel quartiere Prati , un quartiere intorno a San Pietro e storicamente di destra, in questa canzone a differenza di "Campo de fiori" viene dipinto un clima di ricca borghesia che fa dire ad Antonello "troppi pochi soldi in tasca per poter spiare voi" ed ancora "troppe scritte nere, nere sui muri"(ovviamente il nero è riferito al colore politico, ancora oggi a Roma il quartiere ha un pò questa connotazione ed è facile trovare scritte di estrema destra e movimenti di quel tipo. Oggi le cose si sono comunque rimescolate.
PIAZZALE DEGLI EROI (1974)
No, non voglio più passare per Piazzale degli Eroi,
troppo pochi soldi in tasca
per poter spiare voi,
e mia madre è chiusa dentro la lavatrice
e mio padre è chiuso nel suo ufficio
e gli amici tutti nella zona B.
Mi hanno scritto
mi hanno scritto
stanotte hanno fatto un altro muro
e dietro l'altro muro un altro muro
e dietro l'altro muro un altro muro
io, no, non posso più passare per Piazzale degli Eroi.
La zona A può andare avanti stasera,
la zona B può andare indietro,
la zona C può andare in alto,
la zona D può andare solo sotto terra.
No, non voglio più passare per Piazzale degli Eroi.
E il presidente che fa?
col 130 dopo aver aperto ospedali e scuole materne
lui si rivolge al pubblico dicendo:
figlioli, fratelli, compagni, defunti
no, non voglio più passare per Piazzale degli Eroi,
troppe scritte nere sui muri
ANTONELLO VENDITTI - CIRCO MASSIMO STORY

Il Circo Massimo è senza dubbio uno dei luoghi più cari ai “vendittiani”di tutte le generazioni.
In questo splendido spazio, nel cuore antico della capitale, Antonello Venditti ha forse tenuto i suoi migliori concerti, il primo dei quali il 15 Maggio di ventitrè anni fa.
Io ho mancato gli appuntamenti più belli, quelli degli anni ’80 e ’90.Ho partecipato invece al concerto del 2001 e al Live8 del 2