…l’ultima fotografia, quella di nonna bambina che gioca con il cerchio in piazza…
(Nell'immagine: Giorgio De Chirico, "Mistero e malinconia di una strada", 1914, olio su tela, Collezione privata)
Ho sempre pensato che questo sia uno dei versi più poetici del canzoniere di Antonello Venditti. E' un piccolo dettaglio che l'autore utilizza nel brano "Dimmelo tu cos'è"(1983) per descrivere la casa da cui si allontana e con essa quel cumulo di ricordi, oggetti, libri, fotografie che dopo tanti anni entrano a far parte della vita di ciascuno. In questo verso della canzone si avverte tutta la verità del momento vissuto dal protagonista e un livello molto alto dell'ispirazione. Poche parole che dicono tutto, che ci spingono nel mondo dei ricordi, del vissuto. La citazione della nonna è assai significativa perchè sappiamo quanto Antonello le fosse legato.
Tanti pensieri sono legati insomma a queste parole di “Dimmelo tu cos’è”, e mi accorgo che si sovrappongono nella mia mente mentre ne scrivo, penso ai miei nonni e alle foto in biancoenero del salotto, penso alle lettere e alle cartoline dal fronte, all’album del viaggio di nozze di nonna con la foto all’albergo di Firenze “requisito dagli alleati”. Questo sarà un post espanso, denso di idee, di rimandi…dopo tutto l’ipertesto consente questi voli pindarici!
Il gioco del cerchio mi fa pensare ad un mondo che non c'è più, soprattutto perché lo abbiamo bandito dalle nostre città, ad una dimensione del tempo completamente diversa da quella imposta dalla routine produttivo-consumistica di oggi.
Eppure quando a Roma, nella mia città, partecipo a qualche evento all'aperto, proprio in questi giorni si è tenuta una manifestazione ciclistica legata alla mobilità alternativa europea, mi ripeto che un altro modo di vivere è possibile, più compatibile con la vita della persone, con la dimensione del singolo.
Per restare al tema della citazione vendittiana, basti pensare poi al “Tocatì - Festival Internazionale dei giochi di strada” che si è svolto a Verona dal 21 al 23 Settembre, un ottimo modo per recuperare tradizioni antiche e farle rivivere nel centro della città. In queste occasioni è significativo vedere la risposta della gente e la voglia di riscoprire lo spazio urbano finalmente libero dalla cappa di smog e rumore e dall’ossessione del tempo. E se ci trovassimo tutti quanti a Springfield e non ce ne fossimo ancora completamente accorti!??
Cercando poi qualche immagine del gioco del cerchio mi sono imbattuto in quest’opera di Giorgio De Chirico (vedi immagine in alto), della quale esiste anche una copia tarda al Museo Carlo Bilotti di Roma, un piccolo spazio espositivo di Villa Borghese che ho visitato di recente e che consiglio a chi vuole conoscere meglio il grande parco romano.
Tutto questo percoso a zig zag intorno al “cerchio in piazza” mostra ancora una volta la potenza delle canzoni, delle belle canzoni, e come esse siano un ottimo spunto per attivare la nostra curiosità...
LE REGOLE DEL GIOCO
tratto da: www.beniculturali.it/....
Fino alla metà del XX secolo il gioco del cerchio è stato il divertimento di bambini e ragazzi che amavano giocare all’aria aperta. Veniva realizzato con materiali di riuso, per esempio le strutture metalliche delle ruote di bicicletta o i cerchi di vecchie botti. Lo scopo del gioco era quello di riuscire a mantenere in equilibrio il cerchio anche a velocità sostenuta, senza farlo cadere, e ci si poteva aiutare solo con l’ausilio di un bastone di legno.
Un gioco semplice, come si vede, che non costava nulla, ma che permetteva ai bambini di divertirsi e di allenarsi all’aria aperta!
Clicca qui per un altro sito sui giochi di strada:
www.playingwithhistory.info....
su GIORGIO DE CHIRICO...
(1914….. in quel periodo, grazie all’incontro con altri artisti come Carlo Carrà, il giovane Giorgio fonda la “scuola metafisica”, caratterizzata da paesaggi assolati e deserti, dalla maggiore presenza delle architetture rispetto alle figure umane, dalla rappresentazione pittorica di una molteplicità di oggetti. Scatole, biscotti, termometri, cubi, giocattoli vari, manichini, righe e squadre da disegno, carte geografiche, mobili: una moltitudine di oggetti immersi in un'atmosfera carica di immobilità e silenzio. Questo quadro è intitolato Mistero e malinconia di una strada ed è una sue prime opere metafisiche. I dipinti dell’artista, ricchi di elementi misteriosi, esprimono solitudine e malinconia.
La foto è tratta da : www.popolis.it
OLTRE LA MUSICA
Negli anni la musica di Antonello è stata per me una passione dal gusto individuale e solitario, fatta di emozioni vibranti, di immaginazione di atmosfere-luoghi-situazioni -tempi, lontani dal mio vissuto ma vicini ai miei desideri e ai miei sogni. Spesso l'ascolto delle canzoni di Venditti porta con sè il sapore di una rievocazione di un qualcosa che è perso nella propria storia e forse si trova nel tempo di un'altra vita. Negli ultimi tempi, navigando nelle acque virtuali di internet, mi sono imbattuta nelle rotte di altri vendittiani, accorgendomi di non essere l'unica "sfegatata" e scoprendo quanto è bello e divertente chiacchierare di musica. Al di là del confronto puramente virtuale, poi ci sono stati incontri reali e soprattutto sono nate amicizie che vanno al di là della musica. Forse la passione per Venditti sottintende in realtà molte altre cose comuni, come la semplicità, il rifiuto della superficialità e altro ancora. Ieri ad es sono andata nella vicina lombardia per conoscere una coppia di vendittiani doc. Il fatto che siano fan di Venditti però è solo un dettaglio. Perchè quello che rimane è altro: è il calore umano, la simpatia, la semplicità, il feeling. E' stato molto piacevole stare con loro e vedere il filmato del loro matrimonio che conteneva tra le altre canzoni, anche stralci di "che fantastica storia è la vita" e "ogni volta" (quest'ultima ad accompagnare in modo assai emozionante le immagini di chiusura: voglio te voglio te voglio te, perchè tu, tu fai parte di me, voglio te voglio te voglio te, fino all'ultimo sguardo, all'ultimo istante, all'ultimo giorno che avrò). E poi ancora vedere la discografia completa, le foto con Venditti, le altre immagini attaccate al muro della taverna. E poi sentire parlare di concerti ai quali tu, nella tua cameretta, ancora troppo piccola, sognavi di andare...E vedere i biglietti dei concerti, le stesse tournèè alle quali sei andata anche tu. E pensare che c'è qualcun'altro che come te ha tenuto come cimeli quei pezzi di carta. E poi rivedere la trasmissione Telekommando di videomusic, e a sentire quelle parole di Antonello dopo 10 anni...ti accorgi con quale attenzione le avevi ascoltate, perchè te le ricordi ancora così bene! E' strano vedere altre storie vendittiane che nemmeno avresti immaginato, o forse sì...ma erano così lontane da te e ora invece le puoi incrociare. Sembra quasi che ora possiamo essere noi i protagonisti insieme ad Antonello. Queste amicizie sono un tesoro importante che ci lascia, più tangibili delle canzoni, più importanti dell'attesa di un nuovo album. Per questo devo dire che, nonostante io abbia sempre avuto il pallino di conoscere Venditti e stringergli almeno per una volta la mano, anche se non dovesse mai accadere, sono ugualmente ( e forse di più?) felice di conoscere amici così!
E’ un venerdi particolare a Catania, si gioca la partita con il Palermo, anticipata per la concomitanza con la festa di Sant’Agata, patrona della città. Sarà un venerdi di passione. C’è una grande euforia, due squadre dell’isola si fronteggiano per i primi posti in classifica. Si dice che sarà una partita a rischio e già questo dovrebbe suonare assurdo quando si parla di calcio. Ma è lo scenario di ogni maledetta domenica: città blindate come per un vertice internazionale, forze di polizia schierate in massa. Le previsioni purtroppo risultano quanto mai azzeccate, a metà della partita si verificano i primi incidenti, poi a fine gara è il caos: devastazione, scontri, ferimenti. Uno grave, gravissimo, mortale. Si è vero, è tutto vero, putroppo c’è il morto. E’ un poliziotto, Filippo Raciti, aveva una moglie e due figli e adesso giace con il fegato spappolato; si dice sia stato colpito da un pezzo di un lavabo, lanciatogli contro come un’arma da un giovane accecato da una violenza cieca, senza ragione.
Non è un caso che il fenomeno degli "Ultrà" (non va assunto, e’ bene ripeterlo, necessariamente come sinonimo di violenza) abbia le manifestazioni più evidenti con la fine degli anni ’70. Un film , “Ultrà” di Richy Tognazzi,1990, ha dato uno spaccato del fenomeno in Italia, attraverso il racconto della trasferta di un gruppo di tifosi romanisti a Torino per Juventus-Roma. Ne parliamo su queste pagine perché la colonna sonora è curata da Antonello Venditti (presenti nella pellicola un tema strumentale e la canzone “Grazie Roma”). Nel film, al quale ha collaborato alla sceneggiatura anche Simona Izzo, e dove recitano bravi attori come Claudio Amendola, Richy Memphis, Giammarco Tognazzi, emerge in maniera chiara come la furia cieca del protagonista sia una spirale dalla quale non riesce più a liberarsi e che finisce per distruggerlo."...questo è solo un anno da dimenticare..."
"...E fu a Bologna che scoppiò la prima bomba tra una festa e una piadina di periferia...."
clicca per visionare il filmato del capodanno bolognese (rogo del vecchione) ...attendere il caricamento alcuni istanti...
Il blog Vendittando augura ai suoi lettori un felice 2007...
E' una torrida sfida...
In realtà volevo fare questo post qualche settimana fa in occasione della sfida di serie B Juventus-Lecce, poi ho lasciato passare il momento...e il post è tramontato. E' di oggi la notizia dell'esonero dell'allenatore boemo e così ecco di nuovo un pretesto...Si proprio un pretesto perchè non voglio, io juventino, speculare su questo passaggio a vuoto dal punto di vista professionale. Anzi, in tutta onestà, devo ammettere che Zdenek Zeman è stato e rimarrà sempre un simbolo del calcio pulito, dello sport dei valori originari. Non tutte le uscite del tecnico sono state probabilmente felici, forse verso la Juventus c'è stato anche un certo accanimento, ma le sue denunce, il suo monito è stato sicuramente prezioso e spero che il nuovo corso bianconero sia davvero al di sopra di ogni sospetto. Zeman è dunque un offensivista non solo sul campo, celebre il suo 4-3-3, ma anche nella vita civile. Allenatore amatissimo sulla sponda giallorossa e al quale Antonello Venditti nel 1999, album Goodbye N9vecento, ha anche dedicato una canzone rock ("La coscienza di Zeman", titolo che rimanda al famoso romanzo di I.Svevo) nella quale celebra la sua arditezza, in tutti i campi....All'attacco vai.....in difesa mai...
La coscienza di Zeman
(Goodbye N9vecento,1999)
E' una torrida sfida
ideologicamente proibita
agli schemi d'attacco
il palazzo risponde col tacco
Ma il tempo sta scadendo ormai
tieni palla dai ..
il pareggio mai ...
tu non lo firmerai ...
Perché non cambi mai
il sogno é ancora intatto e tu lo sai
Perché non cambi mai
il sogno non si awera quasi mai
No non é una partita
volgarmente si chiama corrida
c'é la testa del toro
e nessuno ti chiede perdono
La folla sta impazzendo ormai
all'attacco vai ...
in difesa mai ...
tu non ti fermerai ...
Perché non cambi mai
il sogno é ancora intatto e tu lo sai
Perché non cambi mai
il sogno non si avvera quasi mai
La folla sta impazzendo ormai
all'attacco vai ...
in difesa mai ...
tu non ti fermerai ...
Perché non cambi mai ...
Perché non cambi mai ...
...e la pistola fece click come tutta la sua vita...la polizia malgrado gli sforzi ha perso le tracce...
indovina indovinello, chi indovina questi versi di Antonello? (di quali canzoni si tratta? non è difficile!)

Cronache da Centocittà: Il 9 dicembre mi trovavo a Caserta dove bel bello, dopo la visita alla Reggia, scattavo la mirabile foto(?!!!?!) che vedete qui sopra. Sorpresa! Sono stato immediatamente circondato da due poliziotti (oh fieri tutori dell'ordine!!) che mi hanno (giustamente!) chiesto spiegazione dell'insano gesto!! Per farla breve, dopo scrupolosissimi controlli, magnanimi, hanno permesso il mio ritorno a casa...la polizia malgrado gli sforzi ha perso le tracce...(?!!!!?!?!!)
Cronache dalla latitanza: sccchhh sccchhh non posso fare troppo rumore, quindi accontentatevi di un sussurro virtuale....in realtà anche scrivere su questo blog potrebbe essere altamente compromettente: so di essere sotto stretto controllo della POLAFIS ! (poliziantifotografiainstazione); In questi giorni di quasi-latitanza-a-casa-mia, andavo canticchiando canzoni molto in tema (!?!?!) con la mia attuale condizione....eccole qua.....a voi riconoscere i titoli !
(voglia il lettore sano di mente dimenticare al più presto quanto scritto in questo post!)
"...non c'erano carri armati né polizia privata..."
"...Si e messo in diplomazia, lasciando sola la polizia..."
"...ragazzi in campana qui non vi lasceranno andare, hanno chiamato la polizia a cavallo..."
"...Un maoista di alta statura mentale sta attaccando manifesti rivoluzionari per lui, io mi scanso, poi la polizia; oh!..."
"...e una luce azzurrina sul tetto che gira fa capire al mio scarso vedere che è una pantera della polizia..."
"...i mitra pronti di cento agenti di polizia...e i benpensanti "che succede la rivoluzione?"
"...e la pistola fece click come tutta la sua vita quattro anni sono lunghi da passare in galera..."
"...polizia uccide cacciatore di frodo..."
"...Lilly lilly li siringa polizia..."
"...e che la gente e che la polizia, s'era creduta ch'era annata via..."(Lella, E.De Angelis, interpretata in duetto anche con A.Venditti, ndr)
"...notte di polizia certo qualcuno te lo sei portato via...."
"...non parli perché hai paura di sapere troppo prigione di questa Italia bella del golfo..."
"...quattro arance la domenica mattina..."
"...e la scimmietta (Nando-Vendittando, ndr) caricò il fucile, il fucile di suo padre (Solegemello, ndr) morto in prigione...e Jodi (Martacrs, ndr) seria continuava a ridere e dal fucile nacque una canzone
lei cantava: "ullàlla..."
"...la polizia malgrado gli sforzi ha perso le tracce..."
Notte di coppe...e di campioni!!!!
...ma questa notte è ancora nostra...
che c'è...è ritornato il sole dentro me....
...notte di lacrime e preghiere...
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CORRENDO CORRENDO....
In questo blog non ne ho mai parlato, però ora colgo l'occasione!Un anno fa ho avuto un incidente che mi ha provocato una frattura al femore e di conseguenza una riabilitazione non molto semplice. Adesso però riesco a correre, anche se mi devo allenare perchè non resisto molti metri! Però qui ci sone le prove!:-)
E correndo correndo di notte da solo
prendi la tua tuta blu
stella stella crudele e sincera
fammi correre di più
fammi correre di più.
Scatta l'ala, una finta e poi vola sul fondo
dimmi chi la fermerà
ma stanotte che notte di pace e di guai
forse un uomo vincerà
forse l'uomo vincerà.
Ed il bosco e lo stadio si illumina a giorno
un applauso ti farà
corri forte dietro al cespuglio
acqua pura ci sarà, acqua pura ci sarà
La redazione di Vendittando nelle persone del sottoscritto sole-doppio, degli altri amici visitatori e del piccolo Nando (nome con il quale identifichiamo il presente blog) esprime alla "direttrice" Marta, i migliori auguri di BUON COMPLEANNO!

"...e devo ricordarmi di comprare anche dei fiori perchè c'è il compleanno di..Marta!"
"...Amerò le tue speranze il tuo tempo vincerà, anche per me..."
DIARIO DI UN FALLIMENTO
Oggi avrei voluto scrivere di "una bella giornata di sole" e invece la sensazione che provo è quella di una profonda tristezza.
Continua sul sito "Solegemello"...clicca qui
Mi scuso con Marta per l'indebito spazio che mi prendo con questo post "off topic" ma è il naturale completamento di quanto messo in rete nei giorni scorsi. Quello che ho scritto non è ovviamente collegabile a Venditti in nessun modo, ma è semplicemente il mio pensiero , sul quale potete dissentire anche su questo blog o sul mio sito. Ciao a tutti, Stefano