CORSI E RICORSI VENDITTIANI...
Prima pensavo ad alcune curiose e carine autocitazioni/autoriferimenti presenti in certe canzoni di Venditti .
Una su tutte Sotto il segno dei pesci (1978) con le frasi:
Tali frasi nella canzone Il compleanno di Cristina (1988) si ripresentano identiche cambiando però la prosecuzione dell'originale:
Una originale autocitazione di una sua canzone culto a cui ha voluto probabilmente rendere omaggio 10 anni dopo e, allo stesso tempo, usare come portafortuna. Ricordo che al mio primo concerto di Venditti nel 1992, ero ancora ignorantissima sulla produzione vendittiana, essendo una neo-fan e, all'ascolto di Il compleanno di Cristina, mi sembrava ci fosse qualcosa che non andasse, che Venditti stesse stonando. Quando poi al piano ho sentito suonare Sotto il segno dei pesci, ho capito che era quella la canzone termine di riferimento per il mio orecchio. Chissà quando avevo avuto modo di sentirla e apprezzarla prima di quell'occasione! Ancora non ero ammiratrice ma la sua bellezza evidentemente era entrata subito nel mio inconscio come canzone modello. Sempre la canzone dei pesci, secondo una mia strampalata idea, potrebbe aver ispirato anche la scelta della canzone Sotto la pioggia per dare il titolo all'alum prodotto nel 1982. Secondo questo mio stupido ragionamento, associerai anche la canzone In questo mondo che non puoi capire (1999) a In questo mondo di ladri (1988). Lasciando perdere però le associazioni tirate, e tornando nuovamente a Sotto il segno dei pesci, questa ha visto proprio nell'ultimo album di inediti (2003) di Venditti la sua erede, ossia Che fantastica storia è la vita, definita dal cantautore stesso la prosecuzione della prima. Assistiamo infatti, in entrambe le canzoni, a un racconto di storie di personaggi diversi, alle prese con Le cose della vita (...). D'altra parte a Venditti piace portare avanti dei filoni attraverso i propri brani. C'è quello sentimentale (una serie di canzoni, pare, dedicate alla stessa donna), poi quello inerente a un altro suo grande amore, Roma, e poi il filone delle canzoni dai nomi di donna, quello relativo alla scuola e quello del sociale. E' proprio vero che nella carriera ultratrentennale di Antonello ci sono canzoni che oltre ad essere generazionali per la società, lo sono anche per la produzione vendittiana stessa, vale a dire: alcune canzoni sono genitrici di altri brani. Ricordo che in un'intervista radiofonica Venditti ha detto "Mille figli (1995, NDR) è la figlia di Peppino (1986, NDR) e la cugina di Dimmi che credi (1991, NDR)". Credo che possiamo sbizzarrirci a trovare rapporti di parentela tra le canzoni del Nostro !
Se vogliamo parlare però di citazioni precise e non di appartenenza a filoni, parlerei anche di Cento città (1985). A un certo punto Venditti canta "io che cercavo un amico guarda quanti ce ne ho, ma per un cuore ferito questo non basta no...". Io che cercavo un amico...ma si dai Ci vorrebbe un amico (1984)!!! Bellissima citazione. Cioè...ci dice come è continuata la storia, ancora il dolore non si è attenuato "e allora giro il mondo giro cento città..."...Stupenda...Passiamo ad altre due canzoni storiche di Antonello, Bomba o non bomba (1978) e Notte prima degli esami (1984). Nella prima Venditti dice "partirono in due ed erano abbastanza, un pianoforte, una chitarra e molta fantasia", nella seconda racconta "io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla". E' molto carino che parli degli strumenti del mestiere in modo così semplice e bello, passionale!Sembra che chitarra e pianoforte siano l'unico bagaglio, l'unica cosa che basta per prendere il mondo. E poi i riferimenti ai protagonisti sono chiari: con "partirono in due" parla di sè e di De Gregori e i "quattro ragazzi" sono quelli del Folk studio. Simpatica e fortunata analogia. Che altro?Forza, dite voi!
foto tratte, nell'ordine, da Music lug/ago1985 e da "Tutto" sett1985
I MIEI PESCI
Non sono del segno dei pesci, come Antonello, ma la canzone Sotto il segno dei pesci mi è sempre stata molto a cuore. C'è quella bellissima, definirei, "galoppata", di pianoforte iniziale (che è un po' il marchio di fabbrica vendittiano) che dà in maniera onomatopeica l'idea della corsa (nella prima strofa compare infatti il verso "e la gente che correva") e del travolgimento degli eventi e delle emozioni o più semplicemente della vita, al quale ritmo bisogna adeguarsi... Credo che ogni cosa che abbia generato e faccia parte di Sotto il segno dei pesci ( amicizia, amore, testo, musica e interpretazione), renda questa canzone unica e forse è il brano che più rappresenta la musica Vendittiana e il cantautore medesimo. D'altra parte Venditti stesso ama molto questa canzone, tant'è che spesso, quando parla del suo stupore per l'aver scritto delle canzoni capolavoro, la cita come esempio. Ricordiamo anche, tramite uno stralcio di intervista a Renato Bartolini (che insieme al proprio gruppo Stradaperta lavorò per alcuni anni con Antonello), il segno che questa canzone lasciò in Venditti e come influì sulla sua successiva produzione:
Sotto il segno dei Pesci fu un'eredità così pesante da portare sulle spalle?
Renato Bartolini: Assolutamente sì ! Ce ne accorgemmo nel corso della registrazione di Buona Domenica e poi nei dischi successivi. Il 1979 fu un anno molto difficile per Antonello.Quanto il successo di questo disco condizionò le scelte future? Tantissimo! Ancora oggi, quando Antonello inizia un nuovo disco, la prima cosa che fa e far ascoltare ai musicisti "Sotto il segno dei pesci". Credo sia una specie di rito propiziatorio......e una sorta di condanna per i musicisti !?!?
Ecco, una canzone importante per Venditti non poteva che essere importante anche per me, di certo non per riflesso ma per un comune modo di sentire.
che meritiamo un'altra vita
frase molto forte, amara, di pretesa e forse anche di speranza. In tutte le canzoni di Venditti, anche quelle più malinconiche, al di là delle parole, ho sempre trovato nella musica e nella voce una volontà che non si piega mai, per quanto l'animo possa essere triste o sfiduciato. Io avverto sempre un riscatto, o già sottinteso, o in divenire (ad es nella canzone "Marta"), che squarcia l'amarezza, che non si abbandona alla passività e all'autocommiserazione, ma è propositivo. Si tratti soltanto di analisi del problema o di sfogo liberatorio (ad es in "Lo stambecco ferito), Venditti arriva comunque a una presa di posizione (ad es in "Maria Maddalena" o in "Lilly" la sua denuncia è piuttosto scomoda per i benpensanti), a una scelta. Per questo mi piace Venditti. E questa canzone ultimamente la sento molto vicina a me, in un periodo di insoddisfazione...Va a finire che come Giovanni brucio la mia laurea e vivo solo di parole!
Sotto il segno dei pesci (1978)
Ti ricordi quella strada, eravamo io e te,
e la gente che correva, e gridava insieme a noi,
tutto quello che voglio, pensavo, è solamente amore,
ed unità per noi, che meritiamo un'altra vita
più giusta e libera se vuoi, corri amore, corri non aver paura.
Mi chiedevi che ti manca, una casa tu ce l'hai,
hai una donna, una famiglia, che ti tira fuori dai guai,
ma tutto quello che voglio, pensavo, è solamente amore,
ed unità per noi, che meritiamo un'altra vita
più giusta e libera se vuoi,
nata sotto il segno, nata sotto il segno dei pesci.
Ed il rock passava lento sulle nostre discussioni,
18 anni son pochi, per promettersi il futuro,
ma tutto quel che voglio, dicevo, è solamente amore,
ed unità per noi che meritiamo un'altra vita,
violenta e tenera se vuoi,
nata sotto il segno, nata sotto il segno dei pesci.
E Marisa se n'è andata, oggi insegna in una scuola,
vive male e insoddisfatta, e capisce perché è sola,
ma tutto quel che cerca e che vuole è solamente amore
ed unità per noi, che meritiamo un'altra vita,
violenta e tenera se vuoi,
nata sotto il segno, nata sotto il segno dei pesci.
E Giovanni è un ingegnere che lavora in una radio,
ha bruciato la sua laurea, vive solo di parole
ma tutto quel che cerca e che vuole è solamente amore
ed unità per noi, stretti in una libera sorte,
violenti e teneri se vuoi figli di una vecchia canzone
Nella foto, la versione francese del 45 giri Sotto il segno dei pesci/Sara

Ed eccomi qui, ritornata dalla mia lunga vacanza in Spagna. Voglio postare un breve articolo che mi ha incuriosito e che naturalmente riguarda Venditti. Ieri, sono andata a fare la spesa e ho comprato il noto giornale "tv sorrisi e canzoni" e indovinate un po' chi c'era nella sezione " i piaceri dell'estate"? Si, proprio lui. E ora vi dico cosa c'è scritto...
mi sono ispirato alle storie di due amici
<<L'8 marzo 1978, giorno del mio 29° compleanno, uscì "Sotto il segno dei pesci", fotografia di una generazione di giovani spaesata, senza certezze, in un momento caratterizzato da grandi tensioni sociali>>. Tensioni che si sarebbero aggravate improvvisamente. Continua Antonello Venditti (57 anni): <<La canzone diventò la colonna sonora di un tragico momento storico. Otto giorni dopo, le Brigate Rosse rapirono Aldo Moro e sarebbero esplose tutte le contraddizioni di questo Paese: molte erano le stesse presenti nei ragazzi descritti nel testo. Persone non di fantasia: Giovanni Ubaldi era un ingegnere senza lavoro che diede vita a una delle prime radio libere, Marina Calamita era un'insegnante costretta a trasferirsi pur di poter insegnare. Ma era e rimane un inno di speranza>>. "Sotto il segno dei pesci" arrivò al 1° posto in classifica il 17 giugno e l'album omonimo vendette 700 mila copie.
Paolo Grugni.
Sotto il segno dei pesci
Ti ricordi quella strada, eravamo io e te,
e la gente che correva, e gridava insieme a noi,
tutto quello che voglio, pensavo, è solamente amore,
ed unità per noi, che meritiamo un'altra vita
più giusta e libera se vuoi, corri amore, corri non aver paura.
Mi chiedevi che ti manca, una casa tu ce l'hai,
hai una donna, una famiglia, che ti tira fuori dai guai,
ma tutto quello che voglio, pensavo, è solamente amore,
ed unità per noi, che meritiamo un'altra vita
più giusta e libera se vuoi,
nata sotto il segno, nata sotto il segno dei pesci.
Ed il rock passava lento sulle nostre discussioni,
18 anni son pochi, per promettersi il futuro,
ma tutto quel che voglio, dicevo, è solamente amore,
ed unità per noi che meritiamo un'altra vita,
violenta e tenera se vuoi,
nata sotto il segno, nata sotto il segno dei pesci.
E Marisa se n'è andata, oggi insegna in una scuola,
vive male e insoddisfatta, e capisce perché è sola,
ma tutto quel che cerca e che vuole è solamente amore
ed unità per noi, che meritiamo un'altra vita,
violenta e tenera se vuoi,
nata sotto il segno, nata sotto il segno dei pesci.
E Giovanni è un ingegnere che lavora in una radio,
ha bruciato la sua laurea, vive solo di parole
ma tutto quel che cerca e che vuole è solamente amore
ed unità per noi, stretti in una libera sorte,
violenti e teneri se vuoi figli di una vecchia canzone.
(spero di possano scrivere articoli di giornali con la firma dell'autore, se non è così ditemelo che cancello tutto!grazie!)
AUGURI DI BUON COMPLEANNO DA VENDITTANDO-BLOG!
Corri non aver paura…nato sotto il segno dei pesci...
"Sono nato di otto mesi… pesavo un chilo e quattro, praticamente un topo. In clinica mi chiamavano Golia, mi avevano quasi buttato, mi dibattevo tra la vita e la morte. Finchè una notte mia madre, che si chiama Wanda ed è una professoressa di latino e greco, ed è una pazzesca, ora ha 82 anni, fa ancora le gare di traduzione simultanea greco-latino, vede in sogno Francesco Saverio, il santo… E lui le dice: stai tranquilla, tuo figlio vivrà. E grazie anche a una buona balia di Frosinone, eccomi qua. (…)”(A.Venditti, dall'intervista "Randagio di sinistra", 1995, di B.Palombelli)
Auguri anche a tutte le donne per la loro festa, a Marco di Reggio Emilia e al grande Renato Bartolini di Stradaperta.
Marta e Stefano
"...e devo ricordarmi di comprare anche dei fiori, perchè c'è il compleanno di Antonello..."
In regalo con Vendittando "i pescioni" dello storico album (come mi ha fatto notare Marta rappresentano il giorno e la notte...) clicca sull'immagine..
La festa della donna: Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia.
(…continua su: http://www.italiadonna.it/societa/soc12.htm