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Ciao a tutti, benvenuti in questo blog! Io sono Marta di Verona e questo è uno spazio virtuale dedicato alla mia passione musicale per Antonello Venditti. In realtà questo vuole essere un blog "collettivo", esteso a tutti i vendittiani, per parlare del nostro cantante preferito. Marta (se vuoi scrivermi clicca qui)

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domenica, 16 dicembre 2007

SANTA MARIA DELLA PIETA’…e i pazzi siete voi…
 
5/12
 
Questa mattina sono andato a rinnovare la carta d’identità al “Santa Maria della pietà”, l’ex manicomio provinciale che ospita oggi un’ala ospedaliera ma anche alcuni uffici del diciannovesimo municipio. La definitiva destinazione del complesso è comunque ancora incerta: si è parlato  del trasferimento di  alcune facoltà universitarie, della creazione di un centro culturale, ecc.
Il dramma della malattia mentale è poi ancora vivo in tutta la sua feroce gravità. La Legge Basaglia ha infatti giustamente chiuso i “manicomi” ma ha lasciato aperto il problema su come assistere le persone colpite da grave disagio psichico e dare sostegno alle famiglie che si trovano a vivere in una situazione così difficile. Sostenere il malato vuol dire curarlo ma anche, quando non è possibile, alleviargli il più possibile la sofferenza, senza alcuna forma di segregazione o violenza (difficile cancellare dagli occhi le immagini dei film “Qualcuno volò sul nido del cuculo” o il recente “La meglio gioventù”).
E fin qui ”chi se ne frega” o “che c’entra”, direte voi.
In realtà, la mattinata di oggi mi ha riportato alla mente un aneddoto raccontato da Giorgio Lo Cascio in un breve libro dedicato ad Antonello Venditti. Sempre in tema di canzoni, mi piace poi ricordare “I matti” (“Terra di nessuno”, 1987) di Francesco De Gregori, protagonista con Antonello e Giorgio del piccolo episodio che cito di seguito e il bel lavoro fatto da Simone Cristicchi con “Ti regalerò una rosa”, il brano dedicato alla malattia mentale che è stato accompagnato anche da un libro e un documentario.
 
Foto tratta da:
 
 
 (...) I matti non hanno più niente, intorno a loro più nessuna città,
anche se strillano chi li sente, anche se strillano che fa.
I matti vanno contenti, sull'orlo della normalità,
come stelle cadenti, nel mare della Tranquillità (...)
("I matti", "Terra di nessuno", 1987, Francesco De Gregori)
 
 
Antonello Venditti “Canzoni”
a cura di Giorgio Lo Cascio,1981 Latoside pagina 17
 
“(…) Vi furono poi situazioni fuori dal comune, come quel giorno in cui il figlio del nostro discografico chiese a Francesco, ad Antonello e a me di tenere un concerto per i ricoverati del Santa Maria della Pietà, che allora venivano ancora chiamati “matti”. Ovviamente accettammo tutti e tre. Venimmo condotti in un enorme parco abbandonato che ricordava vagamente il Giardino Zoologico di Roma. C’erano dei padiglioni fatiscenti (non si resiste alla tentazione di utilizzare questo vocabolo) tra i quali si muovevano persone diafane in camicia da notte. Avevano preparato una festa bellissima con dolcini, spumante e festoni alle pareti. Una donna prese in disparte me e Francesco chiedendoci di portare un biglietto al suo avvocato affinché la tirasse fuori di lì, dove l’avevano rinchiusa senza alcun motivo. La suora ci disse che quella era la sua mania, eppure ogni volta che ripenso a quella storia mi ritorna il rimorso sordo di non aver portato quel biglietto, e la sensazione che ci fosse qualche cosa di strano in quella situazione. Il concerto fu accolto con molto entusiasmo, con un entusiasmo forse un po’ scomposto ma indubbiamente spontaneo: Antonello si concesse un applauditissima “Roma capoccia”, io mi ingarbugliai cantando una canzone d’amore, ma il momento più terribile venne quando Francesco cantò “Alice non lo sa”. Antonello ed io ci guardammo terrorizzati in attesa del fatidico ritornello che dice: “Ma io non ci sto più/ e i pazzi siete voi”. Quel momento non venne perché Francesco cambiò con grande disinvoltura l’ultima parte del verso. (….)”
 (....) Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita son vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare(...)
Simone Cristicchi, "Ti regalerò una rosa", Dall'altra parte del cancello (2007)
 

postato da: solegemello alle ore 20:38 | link | commenti (4)
categorie: libri, sociale, foto roma, ricordiamo
domenica, 17 dicembre 2006

VENDITTI OGGI OSPITE A DOMENICA IN: CRONACA

Oggi il nostro Antonello è stato ospite a Domenica in. Intervistato da Pippo Baudo, tra una chiacchiera e l'altra, si è esibito dal vivo sfoderando la sua grande voce. Ha esordito con Roma capoccia, continuando poi con Alta MareaChe fantastica storia è la vita, Ricordati di me (come al solito cantata divinamente) e Notte prima degli esami. Un Antonello in ottima forma, non imbarazzato dalle telecamere e con tanta voglia di cantare!Ha ringraziato Baudo per avergli permesso di farlo perchè, parole sue, "io devo dire che canto troppo poco!". Ha poi definito Che fantastica storia è la vita la conclusione/ prosecuzione di Sotto il segno dei pesci e lo specchio della situazione sociale attuale. Parlando di Theorius Campus ha voluto salutare affettuosamente DeGregori ("mio fratello") la cui voce si abbina armoniosamente con la sua e quindi anche se hanno poi percorso vie parallele, non si dimenticano mai. Poi ha citato con molto orgoglio le canzoni più vecchie contenute in Diamanti, le quali varrebbero da sole  l'acquisto dell'album. Ha poi detto, rispondendo ad una domanda di Baudo (che voleva introdurre Ricordati di me) che lui non guarda mai al passato, perchè lui è proiettato al futuro. E' costretto a guardarsi indietro solo quando qualcuno glielo fa fare. In queste occasioni si rende conto di quali "casini" abbia combinato in passato e di come sia "anarchico". In questo frangente Antonello è molto spigliato e sono lontane certe apparizione televisive nelle quali lui appariva imbarazzatissimo e muto. Si lancia addirittura in un  urlo potente per fare un sibemolle. Che pazzo!Quando canta Notte prima degli esami poi, gli occhi diventano lucidi...Baudo ripropone anche un Guzzanti-Venditti tratto dalla trasmissione della Dandini e poi uno spezzone televisivo del Circo Massimo 2001 nel quale Venditti e Guzzanti cantano insieme la canzone cult del grande raccordo anulare. Poi Venditti raccomanda di comprare la raccolta musicale di Telethon che contiene i successi musicali di grandi cantanti e anche la sua Ci vorrebbe un amico. "Comprate quella e fate anche a meno di comprare la mia piuttosto!". Grande Antonello.


postato da: martacrs alle ore 19:58 | link | commenti (3)
categorie: notizie, sociale, in tv
giovedì, 06 luglio 2006

La campagna Control Arms in Italia

Il 9 ottobre 2003 Amnesty International, Oxfam e International action network on small arms (Iansa, una rete di oltre cinquecento associazioni in cento paesi - tra cui Rete Disarmo) hanno lanciato la campagna mondiale Control Arms, che ha per obiettivo l’adozione di un trattato internazionale sul commercio di armi entro il 2006.

In Italia la campagna è rilanciata da Amnesty International e dalla Rete Italiana per il Disarmo. Numerose iniziative in tutta la penisola, portate avanti dalle associazioni che fanno parte della Rete Disarmo e dai gruppi della Sezione italiana di Amnesty International, mobiliteranno l’opinione pubblica in un'unica grande voce contro il commercio delle armi.

Le armi: un problema reale ed urgente

Circa mezzo milione di bambini, donne e uomini sono uccisi ogni anno dalle armi. Inoltre migliaia di persone vengono mutilate, torturate o sono obbligate a lasciare le proprie case.
Dalle favelas di Rio de Janeiro ai sobborghi di Los Angeles, per arrivare alle guerre civili della Liberia e della Cecenia, l’impatto della proliferazione globale e del perverso utilizzo delle armi ha ormai raggiunto un punto di crisi.
Oggi ci sono circa 639 milioni di armi piccole e leggere nel mondo. Ogni anno ne sono prodotte otto milioni in più. Le armi leggere sono così diffuse che si stima ce ne sia una per ogni 10 persone nel mondo. La fornitura indiscriminata di armi è un problema internazionale con conseguenze locali. La proliferazione incontrollata di armi provoca violazioni dei diritti umani, fa crescere ed alimenta i conflitti, intensifica la povertà.
Nonostante il danno che da esse viene provocato, non esiste attualmente nessuna legge internazionale comprensiva e vincolante per controllare l’export di armi. I flusso di armi verso coloro che apertamente violano le leggi umanitarie è assolutamente ignorato da molti governi e da molte aziende produttrici. Le pistole, specialmente, non sono mai state così facilmente reperibili in molte città e regioni del mondo.

La foto-petizione da un milione di volti

La foto-petizione è un nuovo strumento di mobilitazione che intende raccogliere un milione di volti in tutto il mondo entro il luglio 2006.
Proprio nel luglio 2006, a New York, si terrà la conferenza di revisione delle Nazioni Unite sul Programma d’azione per prevenire, combattere e sradicare il traffico illecito delle piccole armi e delle armi leggere in tutti i suoi aspetti e in quella occasione le ONG presenteranno ai governi tutte le fotografie raccolte per indurli ad affrontare le proprie responsabilità firmando il trattato internazionale sul commercio delle armi.


postato da: martacrs alle ore 21:13 | link | commenti
categorie: notizie, sociale, foto venditti
sabato, 13 maggio 2006

PARTECIPAZIONE DI VENDITTI AL "CARTOON MUSIC AID"?

Tratto da RomaOne:

Roma, 12 maggio 2006 - Un ponte di fumetti e musica unirà i ragazzi di Roma a quelli di Cuba e del Ruanda, per ribadire che tutti, in ogni angolo del mondo, devono avere diritto allo studio e alla scoperta della vita. Per la prima edizione di 'Cartoon Music Aid', infatti, i giovani tra i 14 e i 19 anni residenti nella Capitale si armeranno di matite e album da disegno e si lasceranno suggestionare dalle emozioni e immagini che la musica sa ispirare. A partire da canzoni italiane o straniere, i partecipanti daranno così vita ai fumetti che saranno selezionati da una giuria di disegnatori e editori: i migliori verranno stampati nelle prime pagine dei 100mila quaderni scolastici che prenderanno la via de L'Avana e di Kibungo. La premiazione si svolgerà il 22 giugno con un concerto a cui hanno già dato la propria adesione Daniele Silvestri, Simone Cristicchi, Antonello Venditti, Marina Rei, Attilio Fontana e presto altri si aggiungeranno. Il palco sarà uno di quelli che contano, nell'estate musicale romana: sarà infatti Fiesta a ospitare la festa di musica e fumetti, mentre Smemoranda si occuperà della stampa dei quaderni e Romics dello svolgimento del concorso. Il tutto coordinato dalla provincia di Roma e dai suoi assessorati: alle Attività produttive, alle Politiche scolastiche, alle Politiche culturali e alle Politiche del Lavoro.


postato da: martacrs alle ore 12:40 | link | commenti
categorie: notizie, sociale
martedì, 02 maggio 2006

DIARIO DI UN CONCERTO: VENDITTI, AVELLINO, 29 APRILE 2006

Di Chiara Marra

ANTONELLO, L'AFRICA E NASSIRIYA

Sono più o meno le nove quando tutto sta per cominciare. Il sipario del palco è già aperto e la strumentazione è pronta. Questo è un concerto di beneficenza per l'AMREF e i bambini africani, eppure stasera c'è qualcosa di più.
Le luci si spengono.
Sulla platea e sul pubblico in galleria si spengono le luci.
Ma non è ancora tempo di cominciare.
La voce metallica e scandita di una hostess al microfono inaugura la serata. " Il teatro Carlo Gesualdo vi ricorda che, questa sera, Antonello Venditti dedicherà il concerto alla memoria di Nicola Ciardelli, morto a Nassiriya…"

Non c'è nemmeno il tempo di finire la frase che il pubblico è già in piedi ad applaudire commosso e non può non seguire un minuti di silenzio.

La morte di Ciardelli ha scosso Avellino: voi tutti lo sapete dai telegiornali che al momento della morte, la vedova Ciardelli era proprio qui con i genitori,qui nel loro appartamento in via Romagnoli.
Io davanti alla loro abitazione ci passo tutti i giorni quando torno a casa da scuola e gli eventi di questi giorni creano una strana atmosfera, più vera e umano oltre l'operato dei tg… ma forse questa è un'altra storia, chi mi viene a leggere sul blog, comunque, queste cose le ha condivise con me 
http://www.chiaramarra.splinder.com/tag/diario_di_guerra
INTRODUZIONE

Difficile cominciare un pezzo di musica leggera dopo un momento così toccante, eppure, Antonello Venditti è bravo nel farlo. Lunghe autostrade di emozioni: amori, vita passata, paure,speranze e malinconia. Ecco il cantautore in jeans ed occhialoni tra una band d'eccezione e un volume a palla sostenuto da 8 altoparlanti tra un impianto luci dall'alto e dall'altezza uomo.

Ecco come si spezza il dolore, per cominciare ad alleviare la violenza: un brano centrato. Che Fantastica Storia E' La Vita: " e quando pensi che sia finita, è proprio allora che comincia la salita. Che fantastica storia è la vita".

PER LEGGERE L'ARTICOLO COMPLETO, CLICCA QUI


postato da: martacrs alle ore 20:38 | link | commenti
categorie: articoli, concerti, sociale
martedì, 04 aprile 2006

Premio per la pace Paesi del Mediterraneo 2006 a Gorbaciov, Venditti tra ospiti serata ad Avellino, 18 aprile

Premio per la pace Paesi del Mediterraneo 2006: l’Irpinia si prepara ad accogliere un grande ospite della politica internazionale in occasione della manifestazione organizzata dall’associazione Onlus di Avellino “Noi Con Loro”, presieduta da Anna Maria De Mita.
Sarà infatti Michail Gorbaciov, insieme ad Andrea Riccardi, fondatore della comunità di Sant’ Egidio, a ritirare il premio in occasione del grande evento che avrà luogo il prossimo 18 aprile presso il teatro comunale Carlo Gesualdo di Avellino, alle ore 20.30.
La manifestazione è organizzata dal centro irpino Noi con Loro in collaborazione con l’assessorato ai rapporti con i Paesi del Mediterraneo della Regione Campania, e vedrà anche la partecipazione di personalità della politica e del panorama culturale nazionale ed internazionale. Alla serata parteciperanno infine esponenti del mondo dello spettacolo tra cui Antonello Venditti, Peppino Di Capri, Francesca Schiavo, Simone Cristicchi, Zero Assoluto, Badarà Seack, Pino De Maio e Toni Esposito.


postato da: martacrs alle ore 18:54 | link | commenti
categorie: notizie, sociale
sabato, 01 aprile 2006

Venditti e quella canzone dopo il tg1...

La scaletta era già decisa. Forse non era previsto il tg-speciale....ma dover cantare che fantastica storia la vita dopo le immagini della tragedia di Tommaso, è stato straziante. Lui non voleva cantarla ma la Carrà ha detto che doveva farlo per dare forza. E così è stato. All'inizio avevo la sensazione che non ce la facesse..che abbandonasse l'esecuzione. Invece dopo la prima strofa...quando a stento tratteneva le lacrime e la voce usciva a fatica, ha tirato fuori la rabbia e lo sdegno...Commovente


postato da: martacrs alle ore 23:10 | link | commenti (1)
categorie: notizie, sociale, in tv
giovedì, 09 marzo 2006

VENDITTI OSPITE NEL NUOVO PROGRAMMA DELLA CARRA'

Dal corriere della sera (9 marzo )

[...]"Amore", da sabato 25 marzo su Raiuno, segna il suo ritorno in tv due anni dopo "Sogni". [...]La definisce "una scelta coraggiosa, una trasnissione forse unica al mondo anche se è soltanto una piccola goccia nell'oceano." [...]Per dieci puntate il caschetto biondo più celebre della tv italiana proietterà filmati di paesi poveri e lontani (india, Cambogia, Filippine, Marocco, Congo, Kenia, Brasile), racconterà le storie di gente comune e personaggi famosi:" tantissimi artisti hanno bambini adottati a distanza. Verranno a trovarci in studio o andranno a raccontare la vita nei villaggi. Sicuramente arriverà Antonello Venditti, "che ci sta aiutando per un progetto meraviglioso"[...]

di cosa si tratterà?secondo me ha a che fare con l'Eritrea...


postato da: martacrs alle ore 18:07 | link | commenti (5)
categorie: notizie, sociale
sabato, 04 marzo 2006

PARALIMPIADI

La festa a Torino non si spegne ancora. La città, anche se in toni minori, vibra ancora di energia positiva per i giochi olimpici e sul ricordo delle appena passate Olimpiadi eccoci entrare nel mondo della Paraolimpiadi che maggiormente ci devono sorprendere per la forza di volontà e di riscatto degli atleti nei confronti della vita. Ma anche la festa che fa da contorno ai giochi, dopo aver coinvolto nomi della canzone italiana ed internazionale, ecco che ricomincia e vede sul palco De Gregori e Venditti (rispettivamente il 13 marzo e il 15 marzo) purtroppo non insieme.....

 


postato da: primpilla alle ore 15:35 | link | commenti (2)
categorie: notizie, sociale
sabato, 04 febbraio 2006

"C'è più coraggio nella fantasia..."

Oggi  è stato riproposto in televisione il concerto di solidarietà dello scorso Gennaio tenuto da Antonello Venditti, Sergio Cammariere e Roberto Vecchioni nella basilica superiore di Assisi. (clicca qui per leggere articoli su questo concerto). Tra le canzoni interpretate da Antonello mi è piaciuta particolarmente l'esecuzione di "Peppino" (molta più chitarra rispetto al solito) e "Stella" sempre molto emozionante e davvero in sintonia con l'atmosfera generale...

  la foto è di Maurizio L. (Tanzania 2005)

"(...) in quale culla di pietra dura 

 imparerai la vita è un'avventura.

Peppino, Peppino tu la dovrai amare

amare è dura e senza frutti al sole

c'è più coraggio nella fantasia

la vita tua diventa mia...(...)    

     ("Peppino", Venditti e segreti, 1986, A.Venditti)

 

 foto tratta da www.universonline.it

(...) donaci la pace, ai nostri simili

pane fresco da mangiare

proteggi i nostri sogni veri dalla vita quotidiana

e salvali dell'odio e dal dolore

noi che siamo sempre soli nel buio della notte

occhi azzurri per vedere...(...)

("Stella", A.Venditti, "Cuore", 1984)

 Antonello ha eseguito durante il concerto anche le canzoni: "Amici mai" e "Ricordati di me". Nell'anteprima sono state utilizzate come sottofondo "Segreti" e "L'amore insegna agli uomini". Venditti ha brevemente raccontato che da ragazzo, durante una gita all'abbazia di Farfa(Rieti), gli fu concesso di suonare l'organo :-)

 Post correlato: "Antonello Venditti e l'Eritrea" - clicca qui

 


postato da: solegemello alle ore 17:35 | link | commenti (3)
categorie: canzoni, notizie, sociale
mercoledì, 25 gennaio 2006

VENDITTI E L'ERITREA

Articolo tratto da Tv Sorrisi e Canzoni N.20, 1992

 Vogliono soltanto baci e carezze. Non chiedono altro allo straniero che li va a trovare gli orfani dell'Eritrea: bambini ai quali una lunga guerra ha tolto il calore di una famiglia, gli affetti piu'cari. Hanno bisogno di tutto questi bambini: ma neppure un lungo e sanguinoso conflitto, prima, e un futuro apparentemente senza speranza, poi, ne hanno fatto dei mendicanti. Antonello Venditti era stato in Eitrea cinque anni fa,quando questo paese combatteva una lunga guerra fratricida contro l'Etiopia. E fra i tanti ricordi di quel viaggio straordinario, piu'di tutto gli era rimasto impresso l'incontro con "Peppino" un piccolo eritreo che il cantante aveva ribattezzato con il nome che dà il titolo a una delle sue canzoni piu'belle. E proprio al ritorno da quel viaggio, Antonello ha deciso che non avrebbe piu' abbandonato quei bambini, i tanti"Peppino"resi orfani dalla guerra. E oggi che il conflitto e' finito, e l'Eritrea si appresta a scrivere una nuova pagina di storia, e' tornato in questa terra, nella quale tanti anni fa aveva combattuto anche suo padre.Venditti,per aiutare concretamente gli orfani, nel febbraio scorso, dai microfoni del programma "I fatti vostri", ha lanciato due appelli: ha chiesto che chi poteva mandasse aiuti a quei bambini ai quali mancava tutto. Hanno risposto, offrendo o propri prodotti oppure contributi in denaro, numerose grandi aziende (...) e gli aiuti,per complessive trenta tonnellate,sono stati mandati in Eritrea in parte con un aereo-cargo, in parte con una nave.
Un'operazione coordinata dall'Associazione amicizia Italia-Eritrea. Quella che segue e'la cronaca del viaggio di Antonello Venditti per tre giorni nel pianeta orfani eritrei: come testimone della solidarieta'che lega l'Italia a questo Paese e come garante che gli aiuti sono arrivati a destinazione. Il cantautore ne mostrera' le immagini anche nel varieta' di Raiuno "Scommettiamo che...?" di sabato 16 maggio.

Asmara, una mattina di questa primavera. Arriviamo all' orfanotrofio quando i bambini stanno giocando in un grande cortile. Gli orfani ci vengono incontro cantando una canzone nella quale si riflette il dramma di tutto un popolo: "Noi figli/ di quelli che hanno combattuto/ e sono morti/ siamo orgogliosi dei nostri padri". In questo orfanotrofio i piccoli sono in tutto 363, in eta'compresa tra i 4 e i 15 anni, e di loro si occupano 60 suore comboniane (un ordine religioso presente in Eritrea anche in altri quattro centri. Ginda, Embakala, Decamere', Senafe'). Sono bambini orfani di guerriglieri o i cui genitori sono morti per malattia.Yemane'Dawit, vicesegretario del ministero degli Esteri, ci accompagna nella visita e spiega: "Per i bambini noi abbiamo due obbiettivi. Il primo e' il cosiddetto"Programma abbraccio" : ci proponiamo, cioe', di riunirli ai parenti che riusciamo a trovare perche'possano crescere in una famiglia,magari quella degli zii o dei nonni. Il secondo obbiettivo e'quello di trovare famiglie che si occupini di loro. Ma senza fondi.."
E cosi', in attesa che qualcuno dia loro il calore di una famiglia, di questi bambini si occupano gli"angeli bianchi": suore comboniane che in Eritrea hanno speso tutta la loro vita. Come suor Gianantonia Cominelli, arrivata qui 34 anni fa. O come suor Rita Borghi, di Cantu', arrivata nel 1958 e che ha scritto anche una cronostoria dell'ultimo anno vissuto in Eritrea. Nella prima pagina del suo diario, datata 13 maggio 1991, si legge:"La pace e'ormai l'anelito di ogni cuore. La situazione in Asmara sta diventando insostenibile. Fame,miseria,paura...Ci sembra di essere in un tunnel senza uscita::". Nell'ultima suor Rita annota: "E'trascorso un mese da quando Asmara ha esultato per la pace. L'animo e'aperto alla speranza che si realizzino le legitime attese di un popolo che ha tanto sofferto". Ai bambini, spiegano le suore, mancano capi di vestiario, coperte, materassi. E poi si', certo, mangiano tre volte al giorno: ma e' un alimentazione povera, senza quelle vitamine di cui avrebbero bisogno. Dobbiamo fare un po'di violenza a nio stessi per sfuggire agli abbracci, alle carezze, ai baci dei piccoli  eritrei. Guardano i nostri furgoni allontanarsi e ci salutano agitando le braccia. Non hanno chiesto nemmeno una caramella e ci hanno dato l'illusione di aver regalato loro scampoli di felicita'.

Keren , quasi quattro ore di auto dall'Asmara,orfanotrofio "La Limba". In un'ex caserma vivono 450 bambini, dei quali si occupano 50 suore. Anche qui ci vengono incontro cantando. Non e' pero' una filastrocca ma l'inno nazionale: "Tra noi faremo di tutto/per far conoscere il tuo nome/in tutto il mondo". Sono bambini dai 4 ai 14 anni. La visita di un piccolo gruppo di stranieri e'per loro un momento di grande eccitazione, di gioia irrefrenabile: abbracciano e baciano tutti, si lasciano prendere in braccio, vogliono farsi fotografare con Antonello, che sui bambini ha un ascendente particolare perche'subito gli vanno incontro e poi non si staccano piu'da lui. La sera, al rientro all'Asmara, Antonello affida al mio taccuino queste prime riflessioni: "Quello che ho visto ha qualcosa di miracoloso. Questo paese ha conquistato la liberta'da nemeno un anno e in giro non si vedono ne'soldati ne'uomini armati. Stiamo assistendo alla nascita di uno Stato".

Massaua, secondo giorno di viaggio. Una strada tortuosa,con un'infinita'di curve e di buche,unisce questa citta'all'Asmara. Qui i segni della guerra sono ancora evidenti: edifici sventrati, carri armati e mezzi blindati abbandonati nei punti della citta'nei quali l'anno scorso si sono avuti i combattimenti piu'duri e
sanguinosi. Raggiungiamo il porto,dove si stanno scaricando gli aiuti che arrivano dall'Italia. Ai piccoli eritrei arrivera'dal latte omogeneizzato alle brioche per la colazione del mattino. Ma anche 77.000
tra biro e pennarelli, 20mila quaderni, 4 tonnellate di pasta, 7500 paia di scarpe (5500 per adulti, 2000 per i bambini), 2000 magliette, 1000 scatolette di fagioli e altrettante di tonno.
A colazione siamo invitati dal sindaco di Massaua,Musa Naib. Un'occasione, anche, per fare il punto sul presente e il futuro di questo paese. Uscita da una guerra durata circa 30 anni, l'Eritrea si prepara a vivere la straordinaria avventura della liberta'che il dittatore etiope Haile' Mariam Menghistu al potere in Etiopia per 16 anni, fino al 21 maggio 1991, aveva sempre negato.
Nel 1993 un referendun in Etiopia riconoscera'formalmente l'esistenza di due paesi non piu' uniti con la forza ma separati in amicizia,e un referendum in Eritrea sancira'il nuovo assetto istituzionale: si passera'dal provvisorio di oggi al definitivo che aprira'un nuovo capitolo della storia di questo Paese. A guidare la fase del trapasso(e forse anche del futuro del nuovo Stato) sara' Af Werki, 46 anni, ex studente di scienze biologiche, un passato di guerrigliero che e'stato la sua gavetta politica.Oggi e'segretario del governo provvisorio eritreo, domani sara'il capo del nuovo Stato.

Ritorniamo verso l'Asmara, rifacendo in salita la strada tutta curva che all'andata abbiamo fatto in discesa e a Embakalla ci fermiamo per la visita al terzo orfanotrofio del nostro viaggio. E'un istituto piccolo,con circa 150 bambini dai 6 ai 14 anni. Su di loro "vigilano" con amore una trentina di suore,che per questi bambini sono tutto: come suor Stella Agosti, di Verona, in Eritrea da 32 anni; o come suor Adalisa Tomelleri, arrivata qui 45 anni fa.tutti,bambini e suore,posano insieme davanti alla chiesa intitolata a Maria Immacolata, la chiesa dell'orfanotrofio. I bambini sono allegri o sereni, come tutti quelli che abbiamo incontrato."Non chiedono nemmeno della loro mamma,non ne sanno nulla", rivela una suora. 
 
Asmara, la sera. Fa freddo allo stadio, ma c'e' piu'gente che per un importante incontro di calcio tra squadre locali. Antonello non e' venuto qui per un concerto, ma non puo'rifiutarsi di far sentire alcune delle sue canzoni, dopo l'esibizione di un gruppo folk eritreo. E quando attacca con "Roma capoccia" la folla"esplode". Canta anche "Sara", "Le cose della vita", "Ci vorrebbe un amico". Sugli spalti applaudono giovani e meno giovani, ai bordi del campo applaudono gli invalidi (che in tutto il paese sono circa 20mila). Dopo la serata allo stadio, a cena con il presidente Af Werki,Venditti affida al mio taccuino le ultime riflessioni. "Sono commosso", mi dice, "perche'per ascoltare me,che sono venuto qui solo a portare aiuti, gli eritrei si sono autotassati. Tutto quanto ricavato andra'agli invalidi, che sono entrati gratis, naturalmente. Degli eritrei mi ha colpito la grande serenita'. Vivono come se non ci fosse mai stata una guerra. Non hanno odiato neppure i loro nemici etiopi: Menghistu ha combattuto una sua guerra,ma non era la guerra del popolo etipoe contro gli eritrei.Mi hanno chiesto di continuare a occuparmi di loro.
Lo faro', mi impegnero'subito, per esempio, a trovare 2500 materassi, che potrebbero risolvere un problema. E poi ho promesso che il giorno dell'indipendenza saro'qui per un grande concerto".
La mattina dopo si parte. All'aeroporto ci salutano bambini con le bandierine. In tutti e'impressa nella memoria una frase di suor Adalisa Tomelleri: "Adesso che avete imparato la strada per venire in Eritrea, tornate. Vi aspettiamo".


postato da: martacrs alle ore 19:48 | link | commenti
categorie: articoli, sociale, foto venditti

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